La Grecia verso il compromesso

La Grecia verso il compromesso

BRUXELLES Il premier greco Alexis Tsipras ha inviato l’atteso segnale di disponibilità a concordare un compromesso politico di massima, avvicinandosi alle richieste della cancelliera tedesca Angela Merkel, nel summit dei 19 capi di Stato e di governo della zona euro convocato d’urgenza per stasera a Bruxelles.
Si è riaperta così la possibilità di concludere l’accordo per il salvataggio della Grecia entro il successivo vertice di giovedì e venerdì prossimi con tutti i 28 leader della Ue, il che consentirebbe lo sblocco degli ultimi 7,2 miliardi del secondo piano di prestiti in grado di evitare l’insolvenza di Atene già questa estate.
Tsipras ha definito con i suoi ministri una proposta da portare a Bruxelles e ha informato Merkel, il presidente francese François Hollande e il numero uno lussemburghese della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Il governo ellenico ha comunicato che «il primo ministro ha presentato ai tre leader le proposte della Grecia per un accordo dai benefici reciproci, che darà una soluzione definitiva e non un rinvio nell’affrontare il problema».
I tecnici dei rappresentanti dei creditori (Commissione europea, Bce e Fondo monetario internazionale) si sono riuniti a Bruxelles per preparare il vertice di oggi, che sarà preceduto da un Eurogruppo dei 19 ministri finanziari, originariamente fissato alle 15 e anticipato intorno a mezzogiorno dopo gli annunci di Tsipras. La Bce di Mario Draghi ha fissato per stamattina una riunione d’urgenza sulle fughe di capitali dalle banche elleniche, provocate dalla paura di una uscita del Paese dall’euro.
Tsipras ha fatto sapere di aver anticipato a ieri sera l’arrivo a Bruxelles e che prima del vertice andrà a un incontro organizzato dal presidente polacco del Consiglio Ue Donald Tusk, dove sono invitati Juncker, Draghi, il presidente olandese dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e il direttore generale del Fmi, la francese Christine Lagarde. «Non c’è tempo da perdere — ha dichiarato Hollande in un incontro con il premier Matteo Renzi —. I colloqui e i negoziati devono continuare fino alla conclusione di un accordo. Se la Grecia lasciasse la zona euro non sarebbe positivo per i greci e per gli europei». Renzi ha detto che esistono «tutte le condizioni per un accordo win-win», cioè vincente per tutte le parti, e ha escluso un eventuale «rischio contagio» per l’Italia, che è gravata da un maxi-debito.
Varie fonti hanno attribuito a Tsipras l’intenzione di accettare almeno in parte alcune misure di austerità pretese da Merkel, che riteneva inaccettabili insieme al suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis. Gli aumenti delle tasse arriverebbero abbastanza vicino al 2,5% del Pil indicato dai creditori (pur senza elevare l’Iva come chiedono a Berlino). Tagli alle pensioni anticipate consentirebbero adeguati risparmi nella spesa. Nel 2015 l’avanzo primario di bilancio toccherebbe l’1% del Pil salendo progressivamente negli anni successivi.
La difficoltà principale del compromesso resta nella diversa visione politica dell’economia tra la cancelliera di centrodestra e il premier greco di estrema sinistra. Syriza, il partito di Tsipras, ha fatto sfilare migliaia di militanti ad Atene per sostenere la posizione greca nel vertice di oggi e per protestare contro le misure di austerità proposte dalla Commissione europea di Juncker, che sono state definite «olocausto sociale».
A favore del compromesso con Merkel giocano la contrarietà di molti greci all’uscita dall’euro, la difficoltà per il governo ellenico di pagare gli stipendi della pubblica amministrazione e le pensioni a fine mese, la fuga di capitali dalle banche. Il governatore della banca centrale greca Yannis Stournaras ha avvertito il sistema creditizio nazionale che domani diventerebbe un «giorno difficile» se non si arrivasse a un accordo a Bruxelles. La presidente della Banca nazionale greca Louka Katseli ha ammesso i rischi per il sistema bancario nazionale e ha considerato una «follia» non trovare un compromesso con i creditori, trovandosi poi ad affrontare le conseguenze «molto gravi» dell’insolvenza.
Ivo Caizzi


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