Muri che dividono il mondo

Muri che dividono il mondo

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Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di muri e confini nell’ambito del dibattito riguardo la questione dell’immigrazione, in Italia e in Europa. L’Ungheria – governata da anni dal controverso primo ministro Viktor Orbán, spesso accusato di autoritarismo e violazione dei diritti umani – ha da poco annunciato la costruzione di un muro al confine con la Serbia, per impedire l’ingresso di migranti in territorio ungherese. Nel 2014 la Bulgaria ha costruito un muro simile con la Turchia, e due mesi fa ha detto che intende ampliarlo. Anche il Kenya ha annunciato di recente che costruirà un muro al confine con la Somalia per cercare di impedire sia passaggio dei militanti di al Shabaab, sia quello di migranti in fuga dalla Somalia.

Il muro più famoso della storia – quello di Berlino – ha smesso di separare la capitale tedesca e l’Europa nel 1989: ma ancora oggi molti altri muri o barriere continuano a definire l’identità di certe popolazioni, a separare culture diverse e ad alimentare tensioni in Europa e nel resto del mondo. Sono muri che forse non saranno mai famosi quanto quello di Berlino, ma che fanno la stessa cosa: separano pezzi di terra e persone, per ragioni politiche, religiose o di sicurezza.



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