Usa-Messico, il gulag del Rio Grande

Negli Usa, dove risie­dono e lavo­rano circa 12 milioni di immi­grati non auto­riz­zati, sono stati fer­mati nell’ultimo anno fra i 300.000 e i 400.000 «clan­de­stini»

Luca Celada, il manifesto redazione • 18/6/2015 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Immigrati & Rifugiati, Internazionale • 642 Viste

Sul con­fine tra Usa e Mes­sico, sto­rica fron­tiera fra benes­sere indu­striale con­ti­guo al sot­to­svi­luppo, volge al ter­mine l’«alta sta­gione» dei pas­saggi clan­de­stini. I mesi fra marzo e giu­gno regi­strano tra­di­zio­nal­mente il traf­fico più intenso nei vasti tratti di deserto in Texas, Ari­zona, New Mexico e Cali­for­nia che le comi­tive di migranti impie­gano a volte molti giorni e notti di mar­cia ad attraversare.

L’anno scorso si stima che la tra­ver­sata sia costata la vita a 307 per­sone. Numero esi­guo (rispetto ad esem­pio al record del 2013 — 445 vit­time), da non meri­tare molta atten­zione da pub­blico e stampa. Negli Usa, dove risie­dono e lavo­rano circa 12 milioni di immi­grati non auto­riz­zati, sono stati fer­mati nell’ultimo anno fra i 300.000 e i 400.000 «clan­de­stini». Mal­grado la rela­tive fles­sione degli ultimi anni dovuta alla crisi eco­no­mica (nel 2005 i numeri erano quasi il tri­plo) il feno­meno per­si­ste come dato acqui­sito che il governo si «accon­tenta» di gestire.

Poco si parla delle cen­ti­naia di migliaia di dete­nuti nei cen­tri di «acco­glienza». Il numero esatto è sco­no­sciuto per­ché flut­tua costan­te­mente ma l’Ice (Immi­gra­tion and customs enfor­ce­ment) gesti­sce un cen­ti­naio di cen­tri e appalta a circa 400 altre strut­ture car­ce­ra­rie la deten­zione degli immi­grati, di solito in attesa di depor­ta­zione som­ma­ria o di asilo, un iter che può richie­dere mesi o anni. Nume­rose nelle car­ceri per immi­grati sono le fami­glie, donne e bambini.

Dallo scorso otto­bre sono state fer­mati 17.000 geni­tori con bam­bini e 3.138 mino­renni non accom­pa­gnati nel solo mese di marzo, in gran parte pro­ve­nienti dai paesi del Cen­tro Ame­rica, Gua­te­mala, Hon­du­ras e El Sal­va­dor, deva­stati dalla vio­lenza e dalla povertà. Recen­te­mente 78 madri dete­nute assieme a ai pro­pri figli nel cen­tro di Kar­nes, in Texas hanno fatto uno scio­pero della fame pro­te­stando le con­di­zioni in cui sono tenute senza imputazioni.

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