Cgil: « McDonald’s licenzia e intanto usa i voucher»

Milano. Chiude lo storico locale di San Babila, fuori due delegati e due lavoratori. Oggi le assemblee

Antonio Sciotto, il manifesto redazione • 31/7/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 1245 Viste

McDonald’s torna a sfi­dare il sin­da­cato: non si spie­ghe­rebbe, altri­menti, la deci­sione di licen­ziare quat­tro per­sone, tra cui due dele­gate, nello sto­rico locale di San Babila, a Milano. Sto­rico per­ché aveva sosti­tuito il vec­chio, ita­lia­nis­simo Bur­ghy, dal 1984 patria dei «pani­nari». Ora San Babila chiude, per fine del con­tratto di loca­zione, e se 40 dipen­denti ver­ranno tra­sfe­riti e ricol­lo­cati dalla catena, per quat­tro di loro è arri­vato il benservito.

«Non com­pren­diamo come sia pos­si­bile non ricol­lo­care quat­tro per­sone quando ne rie­sci a siste­mare altre 40: e stiamo par­lando di un ter­ri­to­rio come Milano, dove si fa ricorso ai con­tratti a ter­mine e ulti­ma­mente anche ai vou­cher», dice Gior­gio Orto­lani, segre­ta­rio Fil­cams Cgil lombardo.

I lavo­ra­tori di tutti gli altri McDo mila­nesi oggi saranno in assem­blea, dalle 12 alle 13,30, in soli­da­rietà con i quat­tro licen­ziati: e «vio­lando» un divieto dell’azienda, che non ha auto­riz­zato — addu­cendo que­stioni tec­ni­che e di ora­rio — le riu­nioni. «Ma secondo il con­tratto nazio­nale non ci sono vin­coli alle assem­blee — riprende Orto­lani — Se il sin­da­cato le richiede, l’azienda deve dare ore e locali: ave­vamo anche pro­po­sto di con­trat­tare regole diverse in un inte­gra­tivo, pro­prio per evi­tare orari sco­modi per la McDonald’s, ma pro­prio loro non hanno voluto».

La vicenda del San Babila è comin­ciata male, con ten­sioni e scon­tri, già dal 19 luglio, quando improv­vi­sa­mente la dire­zione ha comu­ni­cato ai lavo­ra­tori che il locale avrebbe chiuso, e che loro sareb­bero stati tra­sfe­riti altrove: «Quel giorno, messi davanti al fatto com­piuto, con l’urgenza di fir­mare l’accettazione del tra­sfe­ri­mento, i lavo­ra­tori hanno chia­mato noi e i dele­gati — dice ancora il segre­ta­rio Fil­cams Cgil — ma l’azienda non ci ha fatto entrare. E per due giorni nes­suno dei diri­genti si è mai fatto tro­vare. Non era mai acca­duta una cosa del genere qui a Milano, con la McDonald’s: tanto che con i nostri legali stiamo valu­tando di atti­vare le pro­ce­dure per arti­colo 28 (com­por­ta­mento anti­sin­da­cale, ndr)».

Qual­che giorno dopo la comu­ni­ca­zione della chiu­sura, sono arri­vate le let­tere di licen­zia­mento per due lavo­ra­tori del set­timo livello (si occu­pano di rimet­tere in ordine e pulire il locale) e due dele­gate, peral­tro mana­ger part time.

Da ieri Fil­cams Cgil, Fisa­scat Cisl e Uil­tucs hanno deciso di esporre le loro ban­diere fuori dai locali mila­nesi, e le assem­blee di oggi saranno cer­ta­mente molto ani­mate. Il sin­da­cato nel mila­nese è sto­ri­ca­mente molto pre­sente e ben radi­cato, e il 9 mag­gio scorso lo scio­pero per il con­tratto era riu­scito bene. Per que­sto alcuni sospet­tano una sorta di «ven­detta» a freddo.

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