Podemos, la base boccia la lista unitaria con Iu

Spagna. E nei sondaggi il Psoe davanti a Rajoy

Jacopo Rosatelli, il manifesto redazione • 26/7/2015 • Copertina, Internazionale • 548 Viste

Alleanze regio­nali sì, ma nes­suna intesa a livello sta­tale con Izquierda unida (Iu): così si è espressa la «base» di Pode­mos. Il risul­tato della con­sul­ta­zione on line, dif­fuso ieri pome­rig­gio, non lascia spa­zio a dubbi: l’85% dei votanti (45 mila in totale) ha aval­lato la stra­te­gia pro­po­sta dal lea­der Pablo Igle­sias e dalla mag­gio­ranza del gruppo dirigente.

Tra­monta quindi – salvo sor­prese – l’opzione soste­nuta dal gio­vane numero uno di Iu, Alberto Gar­zón: una lista di «unità popo­lare» sul modello di quelle pre­sen­tate, con suc­cesso, alle scorse ele­zioni comu­nali (con la rile­vante ecce­zione di Madrid, dove Iu non c’era).

Casua­lità vuole che l’annuncio dell’esito della con­sul­ta­zione degli iscritti di Pode­mos abbia coin­ciso con la dif­fu­sione di un son­dag­gio dell’autorevole isti­tuto Metro­sco­pia, pub­bli­cato sulla pagina web del quo­ti­diano El País.

Se si votasse oggi, il Par­tito socia­li­sta (Psoe) otter­rebbe il 23,5%, in lieve van­tag­gio sul Par­tido popu­lar (Pp) del pre­mier Mariano Rajoy, al 23,1%. Più distanti, Pode­mos (18,1%) e i cen­tri­sti di Ciu­da­da­nos (16%), a chiu­dere Iu con il 5,6%. Salta agli occhi che la somma di Pode­mos e Iu situe­rebbe l’ipotetica lista di «unità popo­lare» davanti a tutti gli altri, sep­pur di pochis­simo, con il 23,7%.

Occorre chie­dersi, tut­ta­via, se una lista di tal genere otter­rebbe real­mente la stessa quan­tità di con­sensi deri­vante dall’addizione delle pre­fe­renze otte­nute sepa­ra­ta­mente. La que­stione è vec­chia come la poli­tica stessa: unirsi sotto le stesse inse­gne porta bene­fici o, al con­tra­rio, allon­tana poten­ziali elet­tori? Ogni situa­zione fa sto­ria a sé, e nes­suno, ovvia­mente, può essere sicuro di avere la rispo­sta giusta.ù

E dun­que, Igle­sias e com­pa­gni sono con­vinti che pre­sen­tarsi alle urne insieme a Iu non gio­ve­rebbe, men­tre Gar­zón è dell’opinione oppo­sta. Natu­ral­mente, la spro­por­zione fra Pode­mos e Iu con­di­ziona nega­ti­va­mente il con­fronto, dal momento che il dise­gno di Iu è anche inter­pre­ta­bile come un mal­de­stro ten­ta­tivo di «salire sul carro dei vin­ci­tori»: ed è esat­ta­mente così che la vede Iglesias.

In ogni caso, i media main­stream già suo­nano la gran­cassa della «crisi di Pode­mos», dal momento che a gen­naio i son­daggi attri­bui­vano alla nuova for­ma­zione il 28% dei suffragi.

Fra le spie­ga­zioni addotte, il senso di rifiuto che genera il lea­der Igle­sias, che è per­ce­pito – secondo le ana­lisi dei son­dag­gi­sti di Metro­sco­pia – come figura inca­pace di acqui­stare con­sensi tra­sver­sali: un per­so­nag­gio «divi­sivo», si direbbe nel les­sico poli­tico ita­liano delle lar­ghe intese. Più apprez­zati – sem­pre stando alle ana­lisi demo­sco­pi­che divul­gate da El País – il socia­li­sta Pedro Sán­chez e Albert Rivera di Ciu­da­da­nos, per­ché tra­smet­te­reb­bero l’idea di essere più dispo­ni­bili a cer­care i neces­sa­rie com­pro­messi con altre forze. Boc­ciato senza appello il pre­mier Rajoy, che sem­bra ormai irri­me­dia­bil­mente avviato sul viale del tra­monto. Non prima, però, di avere dato gli ultimi vele­nosi colpi di coda.

A set­tem­bre entrerà in vigore – salvo che il Senato, a sor­presa, la bocci – la «legge per la sicu­rezza nazio­nale»: una norma che pre­oc­cupa molto le opposizioni.

Uffi­cial­mente, deve ser­vire a dotare il governo cen­trale di poteri spe­ciali in casi di pan­de­mie, disa­stri natu­rali o gravi minacce ter­ro­ri­ste. In realtà, sono in molti a sospet­tare che Rajoy voglia uti­liz­zarla anche con­tro even­tuali azioni «sepa­ra­ti­ste» del governo di Bar­cel­lona. Il 27 set­tem­bre ci saranno le cru­ciali ele­zioni regio­nali in Cata­lo­gna, da cui potrebbe emer­gere una volontà mag­gio­ri­ta­ria di sepa­rarsi dal resto della Spa­gna. Per l’indipendentista Joan Tardá, depu­tato di Esquerra repu­bli­cana de Cata­lu­nya (Erc), «il pre­mier potrebbe porre al pro­prio diretto ser­vi­zio i Mos­sos (la poli­zia auto­noma cata­lana, ndr) e tutti i fun­zio­nari della Gene­ra­li­tat cata­lana con un sem­plice decreto». Pre­oc­cu­pati per l’eccesso di potere che la norma con­fe­ri­sce al governo sono anche i nazio­na­li­sti baschi del Pnv (centro-destra non indi­pen­den­ti­sta) e Iu. Favo­re­voli, con qual­che riserva, i socia­li­sti, con­vinti che non metta in peri­colo le auto­no­mie regionali.

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