« CL, siete la più potente lobby d’Italia»

Mat­tia Fan­ti­nati, 41 anni, inge­gnere gestio­nale di Nogara (Verona), depu­tato M5S, ha bestem­miato nel tem­pio della chiesa ciel­lina e insieme s’è preso la libertà poli­tica di chia­mare per nome e cognome tutti i devoti al «sistema Com­pa­gnia delle Opere»

Ernesto Milanesi, il manifesto redazione • 27/8/2015 • Copertina, Politica & Istituzioni • 1097 Viste

Teme­ra­rio più ancora che corag­gioso. Con nervi d’acciaio: insen­si­bili alla rea­zione della pla­tea come all’imbarazzo dei col­le­ghi al tavolo della sus­si­dia­rietà. Mat­tia Fan­ti­nati, 41 anni, inge­gnere gestio­nale di Nogara (Verona), depu­tato M5S, ha bestem­miato nel tem­pio della chiesa ciel­lina e insieme s’è preso la libertà poli­tica di chia­mare per nome e cognome tutti i devoti al «sistema Com­pa­gnia delle Opere».
Il giorno dopo lo show di Mat­teo Renzi (ma anche del dia­logo comu­ni­ta­rio con Ber­ti­notti…), giu­sto prima che cali il sipa­rio sull’edizione 2015 del Mee­ting, defla­gra l’orazione del cit­ta­dino Fan­ti­nati che si riscatta non solo agli occhi del popolo pen­ta­stel­lato per­ché dice forte e chiaro ciò che in tanti pen­sano e nes­suno degli ospiti più o meno Vip si sogne­rebbe mai di ester­nare.
Il discorso (scritto e, sus­sur­rano i mali­gni, super­vi­sio­nato dal guru Casa­leg­gio) è una vera e pro­pria requi­si­to­ria. Pun­tuale. Lineare. Docu­men­tata. Spie­tata. Fan­ti­nati guarda negli occhi i ciel­lini e vede i loro pec­cati tutt’altro che veniali: «Avete tra­sfor­mato l’esperienza spi­ri­tuale morale in un para­vento di inte­ressi per­so­nali, gene­rato un potere poli­tico capace di influen­zare sanità, scuole pri­vate, uni­ver­sità e appalti».
A Rimini, non si ingi­noc­chia. Anzi. Riven­dica l’anima cat­to­lica veneta e il man­dato del popolo ita­liano: «Sono qui per denun­ciare come Comu­nione e Libe­ra­zione sia la più potente lobby ita­liana. Fina­liz­zata sem­pre e comun­que a denaro e potere. Ma la poli­tica deve essere laica, per­ché deve fare il bene comune, di tutti». Grillo nel suo blog potrà esul­tare: ha aperto, almeno, il Mee­ting ciel­lino come aveva pro­messo di fare con il par­la­mento.
Fan­ti­nati prende un timido applauso solo nel pas­sag­gio costi­tu­zio­nale: «Non esi­ste una poli­tica cri­stiana, esi­ste un cri­stiano che fa poli­tica. Il M5S si indi­gna che si possa stru­men­ta­liz­zare in que­sto modo tanta brava gente e cre­denti cat­to­lici». Non si scom­pone se la sala rumo­reg­gia e il depu­tato ciel­lino Raf­faello Vignali invita a rispet­tare la regola dell’ospitalità, sem­pre e comun­que. Il cittadino-deputato pro­se­gue, un foglio dopo l’altro, con grande auto­con­trollo e pic­cole sba­va­ture.
Accusa CL di aver vene­rato «il pre­scritto per asso­cia­zione mafiosa Giu­lio Andreotti, pace all’anima sua». E poi di aver spo­sato Sil­vio Ber­lu­sconi «con­dan­nato per frode fiscale, per non par­lare della vita non pro­prio secondo i valori cat­to­lici». O il cele­ste Roberto For­mi­goni «finito sotto pro­cesso per cor­ru­zione per tan­genti multi-milionarie sulla sanità lom­barda». Poi tocca al Pd con il «governo dell’inciucio» di Enrico Letta e dell’attuale pre­mier. Renzi? «Dopo che sono finiti fuori dal governo i mini­stri in quota CL (Mario Mauro e Mau­ri­zio Lupi) viene qui a rice­vere la vostra bene­di­zione baciando pan­to­fole ed anelli: il pre­si­dente imbo­ni­tore e ven­di­tore di spe­ranze». Elenca gli spon­sor del Mee­ting (Fin­mec­ca­nica, Eni, Intesa San Paolo) da fra­ter­nità tutt’altro che reli­giosa. E saluta come ha comin­ciato. Rin­gra­ziando per l’invito, mar­cando l’abissale dif­fe­renza del M5S dal sistema, ciel­lino e non…
Vignali prova a recu­pe­rare con il tra­di­zio­nale refrain del «movi­mento aperto», dei volon­tari, dell’amicizia e del dia­logo con tutti. Ma farà fatica a deglu­tire un rospo simile, quanto a recu­pe­rare la «man­canza» di pru­denza nel rega­lare i micro­foni ste­reo a Mat­tia.
Già, per­ché il fal­lout di ieri a Rimini nasce dal lavo­rìo di mesi. Fan­ti­nati viene avvi­ci­nato a Mon­te­ci­to­rio, con cau­tela e sim­pa­tia. Forse lui ha un po’ di curio­sità nei con­fronti di CL. Forse, fra una start up tede­sca in Ita­lia e la voca­zione alle ener­gie rin­no­va­bili, è incu­rio­sito dalla com­pa­gnia all’opera con soci del cali­bro di Ambler e De Bene­detti. Forse, basta sor­seg­giare un caffè e far ami­ci­zia con il col­lega for­zi­sta. Alla fine, Mat­tia con la fac­cia da bravo ragazzo e la lau­rea a Bre­scia, rin­for­zata alla Boc­coni, Lon­dra e Pechino firma come depu­tato Fan­ti­nati l’adesione all’intergruppo par­la­men­tare per la sus­si­dia­rietà.
È l’amo. Fra Mon­te­ci­to­rio e palazzo Madama si reclu­tano i fedeli alla linea della Fon­da­zione pre­sie­duta da Gior­gio Vit­ta­dini. Un pen­ta­stel­lato copre l’ultima casella vuota del ven­ta­glio par­ti­tico. Fan­ti­nati è invi­tato a Rimini. Diventa il ber­sa­glio degli insulti del popolo di Grillo. Ma lui incassa: ci va al Mee­ting. E inchioda CL alla croce della verità.

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