Il Bundestag dice sì agli aiuti per la Grecia ma Merkel perde voti

Nella Cdu-Csu 63 dissidenti, 3 astenuti e 17 assenti Schaeuble: “Fmi farà la sua parte”. Resta il rebus debito

GIAMPAOLO CADALANU, la Repubblica redazione • 20/8/2015 • Copertina, Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 1101 Viste

BERLINO . Il Bundestag segue ancora la Cancelliera, sia pure di malavoglia: ieri i deputati hanno dato il via libera al terzo pacchetto di aiuti alla Grecia, con una maggioranza robusta. Subito dopo, è stata la volta dell’Olanda, che ha confermato la luce verde a maggioranza: ora sarà il consiglio di governo del Meccanismo europeo di stabilità a far partire il prestito, pari a 86 miliardi di euro. Ma se il voto olandese appariva scontato, a Berlino non lo era altrettanto. Nel conteggio al parlamento, più ancora che il risultato finale (454 sì, 113 no, 18 astenuti) la cifra più significativa appare quella dei parlamentari di maggioranza che hanno respinto i richiami di Angela Merkel e le minacce del segretario cristiano-democratico Volker Kauder e hanno deciso di votare contro. I ribelli Cdu-Csu sono 63, cioè tre più dell’ultima votazione, a cui vanno aggiunti tre astenuti e ben 17 che non si sono presentati alla seduta. Non è una débâcle, ma è sicuramente una incrinatura significativa nei meccanismi di governo e soprattutto nell’immagine della Cancelliera. Per i Verdi, all’opposizione nel Bundestag, il risultato equivale tout court a un voto di sfiducia della Cdu contro la politica anti-crisi del duo Merkel-Schaeuble.
Pur critici, i Verdi hanno votato a favore del pacchetto. Gli altri voti contrari sono quasi tutti della Linke. Helmut Heiderich, membro Cdu della commissione Bilancio, ha motivato il suo “no” sottolineando che le condizioni previste per un nuovo prestito non erano state soddisfatte. Altri sottolineano che dei greci non ci può fidare: se Atene indice elezioni anticipate ogni impegno preso da Tsipras svanirà nel nulla. Il fronte dei dissidenti si sentiva più forte anche per la mancata adesione delL’Fmi al pacchetto di aiuti. Prima del voto il ministro delle Finanze Schaeuble aveva garantito che l’organismo finanziario avrebbe fatto la sua parte, ma in realtà l’ Fmi non aderirà alle nuove misure almeno fino alla riunione del suo Consiglio, in ottobre. E nemmeno sull’adesione in autunno ci sono certezze, perché gli esperti del Fondo avevano chiesto un robusto taglio del debito greco, ottenendo da Berlino un “nein” senza appello. L’appello del ministro, che ha illustrato la possibilità di un «nuovo inizio» per la Grecia e ne ha lodato le prime riforme varate da Tsipras, sembra comunque servito quanto meno a convogliare qualche voto degli incerti. Considerando che si prevedeva almeno un centinaio di “no, Angela Merkel può permettersi un sospiro di sollievo e partire più tranquilla per la sua visita ufficiale in Brasile. Ma il via libera finale ripropone questioni di consenso interno e soprattutto di strategia complessiva di rilancio dell’Europa. Sia la Linke che i Verdi ricordato che sul totale degli aiuti (86 miliardi di euro) gran parte andrà ai creditori, non servirà quindi a far ripartire l’economia ellenica e tanto meno a rinsaldare la coesione europea.

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