L’aggressione al Gay Pride di Gerusalemme

Un uomo ha accoltellato sei persone durante la marcia: una ragazza di 16 anni è morta tre giorni dopo a causa delle ferite

Il Post redazione • 2/8/2015 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Internazionale • 537 Viste

Aggiornamento di domenica 2 agosto: una ragazza di 16 anni è morta in seguito alle ferite riportate nell’aggressione del 30 luglio. Già poco dopo l’attacco, la polizia aveva fatto sapere che la ragazza era rimasta gravemente ferita. Gli altri cinque feriti non sono in pericolo di vita.

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Un uomo ha accoltellato sei persone al Gay Pride di Gerusalemme, una marcia per i diritti degli LGBT che si è tenuta giovedì 30 luglio e alla quale hanno partecipato diverse migliaia di persone. Secondo Haaretz, uno dei più importanti quotidiani israeliani, in seguito all’attacco una donna è rimasta ferita gravemente e cinque persone hanno subito ferite lievi. Il sospettato principale – ripreso anche da un fotografo di Associated Press durante l’attacco a una manifestante – si chiama Yishai Schlissel, è un ebreo ortodosso e abita nella colonia israeliana di Modi’in Illit, situata a nordovest di Gerusalemme. Un portavoce della polizia ha detto che Schlissel è la stessa persona che nel 2005 aveva accoltellato tre persone durante lo stesso Gay Pride di Gerusalemme. Secondo BBCSchlissel era stato condannato a 12 anni per l’attacco del 2005 ma è uscito di prigione tre settimane fa.

L’attacco è avvenuto durante il passaggio della manifestazione in Keren Hayesod Street, una via nel centro della parte israeliana di Gerusalemme. Poco dopo l’attacco, l’uomo è stato fermato dalla polizia e arrestato. Alcuni minuti dopo, scrive Haaretz, «gli organizzatori e la polizia hanno concordato di proseguire la marcia e farla concludere come previsto nella piazza poco distante di Liberty Bell Park».

(attenzione, la terza e la quarta immagine sono piuttosto forti)

Da anni il Gay Pride è considerato un evento piuttosto controverso, in Israele: dagli ebrei ultraortodossi, infatti, l’omosessualità è considerata un peccato. Durante la manifestazione del 30 luglio, la polizia aveva garantito il permesso di tenere una contro-manifestazione a 30 militanti di estrema destra che hanno manifestato contro l’evento, poco distanti dalla marcia. In Israele il matrimonio gay è illegale, ma esiste una forma molto limitata di unione civile fra persone dello stesso sesso.

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