Nagasaki, superstiti contro Abe «No a un Giappone militarista»
Print this article Font size -16+
![]()
Commozione ma anche polemiche. Tre giorni dopo la commemorazione della Bomba di Hiroshima, è il turno di Nagasaki, città colpita da un secondo ordigno nucleare, chiamato dagli americani «Fat Man» (ciccione), perché più grosso e potente di «Little Boy», la prima atomica trasportata dal bombardiere «Enola Gay».
Commozione per i settant’anni dalla tragedia nucleare che provocò 70 mila vittime negli istanti seguenti l’esplosione, altre decine di migliaia nei mesi seguenti per le conseguenze di traumi e radiazioni. E polemiche per le decisioni prese dal governo conservatore di Shinzo Abe, intervenuto ieri alla cerimonia nella città del Sud del Giappone. Tomihisa Taue, il sindaco di Nagasaki — città scelta come bersaglio del secondo lancio perché sull’obiettivo individuato originariamente, Kokura, vi erano nuvole basse che oscuravano la visibilità — ha quindi pronunciato un discorso dedicato alla pace e ha parlato di «un malessere diffuso» nei confronti dei piani del premier di modificare la Costituzione pacifista del Paese per permettere alle forze armate di agire, insieme agli alleati, a protezione degli interessi nazionali, non soltanto in azioni difensive come è stato prescritto finora. Più duri i rappresentanti degli hibakusha , i sopravvissuti all’esplosione nucleare, testimoni viventi dell’orrore nucleare.
Sumiteru Taniguchi, a capo dell’associazione locale dei sopravvissuti, ha descritto le terribili ferite subite durante l’attacco. Poi ha rivolto un appello al premier con la voce rotta dalla commozione: le norme sulla sicurezza volute dal governo, ha detto Taniguchi, «porteranno alla guerra» e rovesciano «abolizione del nucleare e desiderio di ogni sopravvissuto» per la pace: «Non lo possiamo accettare». Shinzo Abe ha provato a correggere il tiro, assicurando che il governo «sosterrà» gli hibakusha promettendo di guidare gli sforzi per il disarmo e la non proliferazione internazionale, verso un mondo che «sia privo di armi nucleari». Ma le parole del primo ministro non sono sembrate convincenti. Anche perché tre giorni prima, a Hiroshima, Abe aveva evitato di menzionare i tre tradizionali principi antinucleari del Paese: contro produzione, possesso o trasporto di armi atomiche sul territorio giapponese.
Nonostante i settant’anni trascorsi dal doppio colpo nucleare sul Giappone, il primo e finora l’unico utilizzo di armi atomiche in battaglia, l’argomento è capace di suscitare la reazione immediata dell’opinione pubblica.
Tra i presenti alla cerimonia nel Parco della Pace anche l’ambasciatore Usa, Caroline Kennedy, in previsione di una futura riconciliazione segnata da una possibile visita del presidente Obama. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha inviato un messaggio in cui ha auspicato che quella di «Nagasaki sia l’ultima atomica» perché «non ci possiamo permettere alcun futuro uso di armi nucleari». Concetto ribadito da papa Francesco all’Angelus di ieri: Hiroshima e Nagasaki, dove «settant’anni fa, il 6 e il 9 agosto del 1945, avvennero i tremendi bombardamenti atomici» rappresentano «un monito perenne all’umanità, affinché ripudi per sempre la guerra e bandisca le armi nucleari».
Paolo Salom
Commozione per i settant’anni dalla tragedia nucleare che provocò 70 mila vittime negli istanti seguenti l’esplosione, altre decine di migliaia nei mesi seguenti per le conseguenze di traumi e radiazioni. E polemiche per le decisioni prese dal governo conservatore di Shinzo Abe, intervenuto ieri alla cerimonia nella città del Sud del Giappone. Tomihisa Taue, il sindaco di Nagasaki — città scelta come bersaglio del secondo lancio perché sull’obiettivo individuato originariamente, Kokura, vi erano nuvole basse che oscuravano la visibilità — ha quindi pronunciato un discorso dedicato alla pace e ha parlato di «un malessere diffuso» nei confronti dei piani del premier di modificare la Costituzione pacifista del Paese per permettere alle forze armate di agire, insieme agli alleati, a protezione degli interessi nazionali, non soltanto in azioni difensive come è stato prescritto finora. Più duri i rappresentanti degli hibakusha , i sopravvissuti all’esplosione nucleare, testimoni viventi dell’orrore nucleare.
Sumiteru Taniguchi, a capo dell’associazione locale dei sopravvissuti, ha descritto le terribili ferite subite durante l’attacco. Poi ha rivolto un appello al premier con la voce rotta dalla commozione: le norme sulla sicurezza volute dal governo, ha detto Taniguchi, «porteranno alla guerra» e rovesciano «abolizione del nucleare e desiderio di ogni sopravvissuto» per la pace: «Non lo possiamo accettare». Shinzo Abe ha provato a correggere il tiro, assicurando che il governo «sosterrà» gli hibakusha promettendo di guidare gli sforzi per il disarmo e la non proliferazione internazionale, verso un mondo che «sia privo di armi nucleari». Ma le parole del primo ministro non sono sembrate convincenti. Anche perché tre giorni prima, a Hiroshima, Abe aveva evitato di menzionare i tre tradizionali principi antinucleari del Paese: contro produzione, possesso o trasporto di armi atomiche sul territorio giapponese.
Nonostante i settant’anni trascorsi dal doppio colpo nucleare sul Giappone, il primo e finora l’unico utilizzo di armi atomiche in battaglia, l’argomento è capace di suscitare la reazione immediata dell’opinione pubblica.
Tra i presenti alla cerimonia nel Parco della Pace anche l’ambasciatore Usa, Caroline Kennedy, in previsione di una futura riconciliazione segnata da una possibile visita del presidente Obama. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha inviato un messaggio in cui ha auspicato che quella di «Nagasaki sia l’ultima atomica» perché «non ci possiamo permettere alcun futuro uso di armi nucleari». Concetto ribadito da papa Francesco all’Angelus di ieri: Hiroshima e Nagasaki, dove «settant’anni fa, il 6 e il 9 agosto del 1945, avvennero i tremendi bombardamenti atomici» rappresentano «un monito perenne all’umanità, affinché ripudi per sempre la guerra e bandisca le armi nucleari».
Paolo Salom
Tags assigned to this article:
armi nucleariBomba di HiroshimaGiapponeHiroshima e Nagasakipapa FrancescoShinzo AbeSumiteru TaniguchiTomihisa TaueRelated Articles
La nuova contraddizione cinese della supremazia americana
![]()
Da quando la Cina è in grado di fornire più capitali del Fmi, della Banca mondiale e di altre istituzioni dominate dagli Stati Uniti, è un’alternativa importante per i paesi in via di sviluppo
Obama a Karzai: “Scusa per il Corano bruciato”
![]()
Lettera al presidente afgano, ma la rivolta non si ferma: uccisi due soldati Usa “È stato un incidente involontario” A Jalalabad militari sparano sulla folla
Guerra in Ucraina. «Le sanzioni basteranno?», un rapporto Ispi
![]()
Rapporto DataLab. Misure Ue penalizzanti anche per l’Italia, la Germania e l’Ungheria. La perdita attesa per l’Italia, particolarmente dipendente dai rubinetti Gazprom, secondo l’Ispi è «dello 0,8% del proprio valore aggiunto»
No comments
Write a comment
No Comments Yet!
You can be first to comment this post!


