Nuovo naufragio: 50 dispersi nel Canale di Sicilia Kos, scontri polizia migranti

Il sindaco dell’isola greca: “Temo un bagno di sangue” Tensione esplosa durante le identificazioni nello stadio

la Repubblica redazione • 12/8/2015 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Immigrati & Rifugiati • 791 Viste

PALERMO. Una cinquantina di migranti dispersi nel Canale di Sicilia, nel naufragio di un gommone avvenuto a circa quaranta miglia dalla Libia. La loro imbarcazione ha cominciato a sgonfiarsi mentre le condizioni del mare peggioravano. Lo hanno raccontato i 52 superstiti, soccorsi ieri pomeriggio dalle unità della Marina militare italiana. A dare l’allarme era stato un elicottero in perlustrazione, decollato dalla nave Mambelli, che ha subito lanciato in mare le zattere gonfiabili. Alla richiesta di intervento ha risposto anche un’altra unità della Marina, la Fenice, che aveva appena concluso un’altra operazione, salvando 119 persone da un barcone in difficoltà. Messi in salvo i migranti i soccorritori ne hanno raccolto le testimonianze, secondo le quali sul gommone si erano imbarcati almeno in cento. Ma la nave della Marina, fino a tarda sera, non ha trovato altri superstiti né cadaveri. I 171 migranti, compresi i superstiti del naufragio, sono stati trasbordati su due motovedette della Guardia costiera, giunte a Lampedusa nella tarda nottata.
In Grecia intanto la situazione dell’ordine pubblico è diventata esplosiva.
Sull’isola di Kos la sparuta pattuglia di poliziotti dell’isola si è scontrata ieri con i profughi. Le forze dell’ordine hanno usato manganelli ed estintori contro i migranti, in maggioranza afgani e siriani, radunati nello stadio locale per l’identificazione e la distribuzione di cibo. Le violenze sono esplose dopo la diffusione di un video, lunedì sera, in cui un agente con il coltello in mano schiaffeggiava uno straniero e ne spintonava un altro. Sull’isola greca vicina alla costa turca ci sono ormai 7mila migranti, su una popolazione di 30mila abitanti. Ogni giorno si contano circa 600-800 nuovi arrivi, ma la capacità delle autorità locali di identificare i nuovi immigrati è molto più bassa. I migranti hanno bisogno dei documenti per proseguire il loro viaggio verso altri Paesi europei, mentre l’unica associazione che forniva cibo ha chiuso da una settimana per mancanza di fondi. Il sindaco di Kos, Yorgos Kyritsis, ha chiesto al governo l’invio urgente di polizia antisommossa. «La situazione sull’isola è fuori controllo», ha detto ieri alla tv greca. «Polizia e guardia costiera non sono in grado di far fronte all’afflusso: rischiamo un bagno di sangue». Dall’inizio dell’anno sulle isole greche sono già sbarcate 124mila persone.

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