Ok di Boeri al reddito minimo, ma solo per gli over 55

La strada per un nuovo welfare è ancora molto lunga in Italia

redazione • 5/8/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Welfare & Politiche sociali • 923 Viste

In un’intervista rila­sciata ieri a «Il Mat­tino» di Napoli il pre­si­dente Inps Tito Boeri ha con­fer­mato di avere pre­sen­tato al governo una pro­po­sta di red­dito minimo garan­tito deno­mi­nata «di soste­gno di inclu­sione attiva per le per­sone che hanno più di 55 anni e per le loro fami­glie». A suo avviso gli over 55 «hanno regi­strato il mag­giore incre­mento nell’incidenza della povertà». Con­sul­tando il report Istat 2015 sulla povertà asso­luta si sco­pre invece che su 4 milioni e 102 mila indi­vi­dui, 1 milione 866 mila risie­dono nel Mez­zo­giorno, 2 milioni 44 mila sono donne e 1 milione 45 mila sono minori 857 mila hanno un’età com­presa tra 18 e 34 anni e 590 mila sono anziani. Unendo i dati dei minori e degli under 34 si com­prende che la povertà riguarda anche que­sti ultimi. Ma l’Inps vuole un red­dito minimo par­ziale, e non uni­ver­sa­li­stico, l’ennesima forma incom­pleta, vin­co­lante e par­ziale di soste­gno che non darà risul­tati, riser­vata ai capi­fa­mi­glia. Boeri boc­cia il «red­dito di cit­ta­di­nanza» (che in realtà è un red­dito minimo) dei Cin­que Stelle: «costa troppo», dice, men­tre la pro­po­sta dell’Inps sarebbe «chiavi in mano». La strada per un nuovo wel­fare è ancora molto lunga in Italia.

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