Venezia,il sindaco blocca la mostra sulle grandi navi “Negativa per la città”

La polemica. “Gli scatti di Berengo Gardin offrono un punto di vista parziale”. L’opposizione: “Così nega libertà di espressione”

FRANCESCO FURLAN, la Repubblica redazione • 10/8/2015 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina • 864 Viste

Venezia stoppa le grandi navi. Non i bisonti che solcano la laguna attraversandola tra l’isola della Giudecca e piazza San Marco, ma i “mostri” fotografati da Gianni Berengo Gardin, autore di un reportage per testimoniare, come spiega lui stesso, «lo scempio subìto dalla città».
L’apertura di Mostri a Venezia era programmata dai Musei civici veneziani per il 19 settembre, a Palazzo Ducale: a poche decine di metri da dove passano le navi da crociera che portano nel centro storico migliaia di turisti mordi e fuggi. Ma Luigi Brugnaro, sindaco e anche assessore alla Cultura, si è messo di traverso. Schierato a favore del comparto delle crociere, è preoccupato dell’immagine negativa della città. Lo ha spiegato lui stesso, nei giorni scorsi, ai vertici dei Musei: il presidente Walter Hartsarich e il direttore Gabriella Belli. «Trovo più corretto presentare la questione attraverso ogni angolazione », dice Brugnaro, «l’artista ha la sua ma ce ne sono altre. I Musei sono pubblici, è giusto presentare più punti di vista. E poi la città con le ultime elezioni ha deciso: le grandi navi vanno tolte da San Marco ma restano a Venezia ». La sua intenzione è realizzare un percorso espositivo in cui affiancare alle foto di Berengo Gardin alcune tavole che illustrino il progetto sposato dal Comune per spostare le grandi navi dal canale della Giudecca pur mantenendo il loro arrivo alla stazione marittima.
«Se vogliono mostrare le tavole del nuovo canale facciano, ma separate, sono cose diverse: quello è un progetto tecnico, il mio è un racconto fotografico», replica Berengo Gardin. Negli ultimi due anni i suoi scatti hanno trovato ospitalità a Milano, in una mostra organizzata dal Fai. Ma non in laguna, dove la polemica, dopo che la notizia è stata anticipata ieri dalla Nuova Venezia, si è accesa, con l’indignazione dei comitati che si battono contro le grandi navi, Italia Nostra e ambientalisti. Per il consigliere di opposizione, Nicola Pellicani «il sindaco non può pensare di modificare a suo piacimento programmi di manifestazioni culturali o progetti di mostre. Dovrebbe essere il garante che ogni forma artistica e di pensiero si possano esprimere liberamente in città».
La mostra poteva essere anche l’occasione per rinvigorire il dibattito: è dal naufragio della-Concordia al Giglio e dal successivo decreto Clini-Passera che si promette: le grandi navi non passeranno più vicino a piazza San Marco. Il decreto aveva imposto lo stop alle navi sopra le 40 mila tonnellate. I giudici del Tar lo bocciarono parlando di «drastiche misure interdittive» prive di alternativa. Le compagnie si sono impegnate a non far transitare le navi sopra le 96 mila tonnellate. Ma non essendo stata trovata un’alternativa sono pronte a chiedere la revisione dell’accordo: assicurano che le navi più grandi sono «più sicure».
Sul fronte delle alternative al passaggio per San Marco con la nuova giunta è cambiata la posizione del Comune che sta lavorando con il Porto, di cui è presidente Paolo Costa (Pd), per far entrare le navi in laguna attraverso Malamocco, e arrivare alla stazione marittima attraverso lo scavo del canale Vittorio Emanuele, dove negli anni Sessanta passavano le petroliere.
Il progetto dovrà essere presentato alla commissione di Valutazione di impatto ambientale del ministero dell’Ambiente. Una proposta contestata dagli ambientalisti secondo i quali lo scavo del canale altererà l’equilibrio di una laguna già stravolta dalla costruzione del Mose.

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