« Cen­tri per migranti peggio del carcere e procedimenti fuori dalla legalità»

I sans-papiers fer­mati dalla poli­zia ceca ven­gono quasi nella tota­lità dei casi spe­diti in strut­ture deten­tive per i migranti

Jakub Hornacek, il manifesto redazione • 3/9/2015 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Immigrati & Rifugiati • 677 Viste

I sans-papiers fer­mati dalla poli­zia ceca ven­gono quasi nella tota­lità dei casi spe­diti in strut­ture deten­tive per i migranti senza docu­menti validi per l’entrata nel Paese.

Una prassi som­ma­ria con­te­stata da tempo dal Cen­tro per l’aiuto ai rifu­giati, secondo cui si trat­te­rebbe di un pro­ce­di­mento fuori dalla lega­lità. Ne abbiamo par­lato con Mar­tin Rozu­mek, diret­tore del Car, che for­ni­sce anche con­su­lenza legale nei cen­tri per migranti.

Secondo il Cen­tro per l’aiuto ai rifu­giati la prassi della poli­zia di spe­dire i migranti nei cen­tri deten­tivi è ille­gale. Perché?

Ci sono almeno tre motivi. In primo luogo la legge ceca pre­vede, che la deten­zione ammi­ni­stra­tiva sia usata solo nei casi, in cui è immi­nente l’espulsione dal ter­ri­to­rio nazio­nale. Ciò evi­den­te­mente non vale ad esem­pio per i rifu­giati, che dovreb­bero essere riman­dati in Unghe­ria, in quanto que­sto Paese non li accetta indie­tro. In secondo luogo il Trat­tato di Dublino pre­vede, che le leggi nazio­nali con­ten­gano le con­di­zioni, secondo cui si può appli­care la deten­zione di un migrante, ma la Legge ceca sul sog­giorno non con­tiene alcuna norma di que­sto tipo. Infine i

Trat­tati inter­na­zio­nali pre­ve­dono, che sia tute­lato il bene dei minori. E sicu­ra­mente non si fa del bene ai minori met­ten­doli die­tro le sbarre in una strut­tura sotto stretta sor­ve­glianza della polizia.

La man­canza nella legi­sla­zione ceca è rico­no­sciuto dallo stesso Mini­stero dell’Interno, che tut­ta­via ha già pre­pa­rato una modi­fica di legge, che ora giace alla Camera. Cosa si dovrebbe fare prima che la legge venga approvata?

Sicu­ra­mente non dovrebbe essere appli­cata la deten­zione ammi­ni­stra­tiva, fin­chè la legi­sla­zione ceca non sia del tutto ade­guata a quella euro­pea. Per l’altro l’illegalità di que­sta deten­zione è stata con­fer­mata in due sen­tenze emesse dal Tri­bu­nale di Brno e Aus­sig sull’Elba. In entrambi i casi i tri­bu­nali hanno dato ragione ai nostri assi­stiti e ora la deci­sione finale spet­terà al Tri­bu­nale Ammi­ni­stra­tivo Supremo. Siamo con­vinti, che, se i migranti dete­nuti ricor­res­sero ai Tri­bu­nali, vin­ce­reb­bero nella stra­grande mag­gio­ranza dei casi. E a mio parere avreb­bero anche diritto a un risar­ci­mento per deten­zione ille­gale. Il Mini­stero dovrebbe pren­dere nota di que­sta situa­zione e la poli­zia ceca dovrebbe emet­tere una sem­plice ingiun­zione a lasciare il ter­ri­to­rio senza appli­care la detenzione.

Pas­siamo ai campi deten­tivi. Pos­sono con­si­de­rarsi strut­ture com­pa­ra­bili con le carceri?

Asso­lu­ta­mente sì. Basti dire che il peri­me­tro esterno è sor­ve­gliato dalla poli­zia, quello interno dalla celere e dalla Poli­zia di Con­fine e infine all’interno è impie­gata a fianco ai fun­zio­nari dell’Interno anche un’agenzia di secu­rity pri­vata. I campi sono cir­con­dati da muri alti e dal filo spi­nato. Non solo i migranti non pos­sono uscire dai cen­tri, ma solo di recente abbiamo otte­nuto per loro il diritto di uscire dalle palaz­zine per delle ore d’aria. All’interno poi la situa­zione è alquanto degra­data. Infine il Mini­stero dell’Interno non rie­sce nep­pure ad assol­vere a tutti gli obbli­ghi, che ha verso que­ste persone.

Tra le man­canze segna­late anche il man­cato accesso a una con­su­lenza legale gratuita…

I fondi per la con­su­lenza erano stan­ziati fino a 30 giu­gno, in quanto pro­ve­ni­vano dai fondi euro­pei. Poi non si è più visto nulla. Sospetto anche che il Mini­stero renda più dif­fi­cile la con­su­lenza legale per paura di nuove cause e denunce. Nep­pure a noi certe volte è per­messo par­lare con i migranti. Ad esem­pio lunedì 31 ago­sto ci siamo recati al campo di Bela, ci hanno fatto atten­dere con un inter­prete per quat­tro ore e poi non ci hanno fatto nep­pure entrare. Tut­ta­via sem­bra che lunedì pros­simo possa andare meglio visto che abbiamo anche del mate­riale, come pan­no­lini, vestiti o gio­chi, che sono stati rac­colti per i migranti.

Nel mese di ago­sto nel campo di Bela c’è stata una rivolta e il Mini­stero ha ammesso che in pre­ce­denza ci sono stati nume­rosi casi di auto­le­sio­ni­smo. Quali sono i motivi di que­sti gesti?

Quando la poli­zia ferma un migrante senza docu­menti, lo per­qui­si­sce e gli seque­stra il tele­fo­nino e i soldi. Biso­gna infatti sapere che i migranti pagano allo stato ceco per i sog­giorni nei cen­tri deten­tivi. Il costo di un mese di sog­giorno è di 7,2 mila corone per mese (circa 280 euro), che ven­gono trat­te­nuti sui soldi seque­strati. Il seque­stro del tele­fo­nino inol­tre priva i migranti dal con­tatto con i loro fami­gliari. Alle per­sone dete­nute nei cen­tri ven­gono distri­buite delle carte tele­fo­ni­che, che tut­ta­via non bastano per chia­mare in Siria o in Iraq. Eppure anche i car­ce­rati hanno diritto a chia­mare i pro­pri cari. Devo pur­troppo con­sta­tare che sotto molti pro­fili le per­sone dete­nute in car­cere hanno più garan­zie e diritti dei migranti.

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