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Fca,dopo cinque anni di cassa integrazione primi rientri a Mirafiori

Da lunedì si mette in moto la linea produttiva del suv Maserati

PAOLO GRISERI, la Repubblica redazione • 5/9/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 1472 Viste

TORINO . I primi corsi di formazione inizieranno lunedì. Non è la folla che attraversa i cancelli come entusiasticamente aveva immaginato qualcuno ma è comunque un momento molto importante: segna l’inizio della rinascita di Mirafiori, quello che per dimensioni resta il più grande stabilimento automobilistico d’Europa anche se da tempo semidesterto.
A tenere accesa la fiammella dell’attività produttiva hanno provveduto negli ultimi cinque anni un drappello di 600 tute blu che producevano (a singhiozzo, qualche giorno al mese) le Alfa Mito. E sono loro che lunedì inizieranno a formarsi per realizzare a fine autunno il Levante, il suv Maserati che in futuro potrà occupare 1.500 dipendenti e dimezzare il numero degli attuali cassintegrati dello stabilimento. Per questo la giornata di lunedì può rappresentare un nuovo inizio per la fabbrica che gli analisti da tempo davano per morta. Sarà un inizio certamente simbolico ma tutto, da sempre, a Mirafiori è simbolo. E si giustifica così anche l’augurio di Matteo Renzi, inviato via twitter: «In bocca al lupo ai lavoratori Fiat che rientrano in fabbrica. I primi ripartono lunedì». A Mirafiori sono ancora in cassa integrazione circa 3.000 dipendenti. Molti di loro aspettano da cinque anni il rientro. Fino alla fine del decennio scorso producevano modelli ormai scomparsi: la Multipla, la Brava, la Punto, la Croma. Con l’eccezione della Punto oggi ancora realizzata a Melfi, si tratta di nomi che appartengono al passato della storia dell’auto. Una parte dei 4.500 dipendenti delle Carrozzerie che li realizzavano è da tempo stata trasferita a Grugliasco, un chilometro in linea d’aria da Mirafiori, a produrre Ghibli e Quattroporte, le nuove auto del successo Maserati. A Mirafiori è rimasta la Mito ma soprattutto la cassa. Pochi avrebbero scommesso che il grande impianto sarebbe ripartito. Le dimensioni di quella che per anni è stata una città nella città, con oltre 60.000 dipendenti impegnati tutti i giorni su tre turni di lavoro (erano gli anni ’70) sono ancora oggi sporporzionate rispetto alle necessità. Una parte dell’area è già stata acquistata nel 2006 dagli enti locali torinesi anche se il piano di rilancio per nuovi insediamenti industriali e artistici sta partendo solo adesso. Rimane ancora molto da occupare.
Nel febbraio scorso Sergio Marchionne aveva invitato Matteo Renzi a visitare a Mirafiori la costruzione delle nuove linee del Levante. Quello di lunedì è un nuovo passo avanti. Naturalmente non basterà il suv Maserati ad assorbire tutti i cassintegrati. «Per prosciugare la cassa – hanno sempre dichiarato i sindacalisti in questi anni – è necessaria una seconda linea produttiva». Sembra ormai probabile che si tratti della linea che produrrà il suv Alfa Romeo.
Entro il 2018 a Mirafiori ci sarà da risolvere un problema di cui in questi mesi azienda e sindacati hanno parlato poco pubblicamente: almeno un terzo dei 1.500 cassintegrati che dovrebbero produrre tra un anno e mezzo il suv dell’Alfa hanno problemi fisici che li rendono inadatti al lavoro di linea. Tanto che è circolata l’idea di un provvedimento di prepensionamento in cambio di assunzioni di ragazzi giovani. Un problema che andrà risolto tra fine 2016 e inizio 2017. C’è poco più di un anno di tempo per pensarci. La ripresa dell’attività a Mirafiori è comunque iniziata: era una delle sfide più importanti del piano industriale di Fca.

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