Mas a processo, l’ira della Catalogna

Mas a processo, l’ira della Catalogna

BARCELLONA . Dopo la vittoria monca alle elezioni di domenica, per il leader indipendentista catalano Artur Mas arriva anche la convocazione in tribunale: dovrà rispondere come imputato per l’organizzazione di quel succedaneo di referendum (“consultazione partecipativa”, la chiamarono nel vano tentativo di aggirare i fulmini della giustizia) convocato il 9 novembre dello scorso anno dopo la bocciatura del vero plebiscito da parte della Corte Costituzionale. L’accusa per il “president”, che rischia un lungo periodo di inabilitazione, è quella di disobbedienza, prevaricazione e malversazione di fondi pubblici. Reati che sarebbero stati commessi tra il 5 novembre dello scorso anno (data della risoluzione dell’Alta Corte contro la consultazione) e lo stesso giorno 9, quando i cittadini furono chiamati a votare, con urne di cartone sistemate nottetempo in scuole ed edifici pubblici. La procura vuole accertare il grado di implicazione di Mas nell’organizzazione, in che modo le istituzioni pubbliche siano state coinvolte e con quale spesa da parte dell’amministrazione.
E se da Madrid il ministro della Giustizia, Rafael Catalá, spiega che l’accusa non è stata formulata prima per non interferire nello svolgimento delle elezioni del 27 settembre, a Barcellona è un coro di protesta e di dichiarazioni di solidarietà nei confronti del leader nazionalista. La portavoce del Govern, Neus Munté, tuona contro quello che definisce «un processo politico, una strumentalizzazione di una querela presentata dalla procura generale dello Stato (dipendente dal governo centrale, ndr) contro il parere della procura catalana». Con Mas si schiera il leader repubblicano Oriol Junqueras e persino il sindaco di Barcellona Ada Colau tende una mano al suo rivale politico criticando «il disprezzo di Rajoy per la democrazia». «Se ci vogliono imputare tutti, ne siamo felici», solidarizza Antonio Baños, leader della Cup, la sinistra radicale, ago della bilancia per la formazione della nuova maggioranza e contraria a una riconferma di Mas.
Il giorno dell’udienza, casualmente o no, è stato fissato per il 15 ottobre, data simbolica perché ricorrono i 75 anni della fucilazione di un altro presidente catalano, Lluis Companys. E sui social network c’è già chi vuole trasformare Mas in un nuovo eroe.


Related Articles

Erdogan promette aiuti militari a Tripoli e rischia lo scontro con l’Egitto

La Turchia promette armi e uomini a Tripoli, Egitto furioso. E l’Italia prova a tornare protagonista: Di Maio oggi a Bengasi. Washington minaccia sanzioni economiche, il sultano di chiudere la base Usa di Incirlik

Vicolo cieco. L’indipendenza non c’è ancora, l’autonomia non c’è più

Catalogna. Scambio di lettere allo scadere dell’ultimatum. Puigdemont: non ci resta che la dichiarazione

Scrivere i diritti dei lavoratori, in prima persona

Governo, Cgil e movimenti dei freelance- L’inverno 2016 è un fiorire di Carte e Statuti, ora è il tempo della politica, delle coalizioni e della partecipazione

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment