Spunta un piano contro la povertà assegno di 400 euro per i redditi bassi

Il Def fissa la riduzione della pressione fiscale di mezzo punto già a partire dal prossimo anno

Roberto Petrini, la Repubblica redazione • 20/9/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Welfare & Politiche sociali • 1388 Viste

ROMA . Meno tasse e più sviluppo. La sfida contenuta nel Def «aggiornato » di settembre abbassa la bandierina a scacchi per la legge di Stabilità e mette nero su bianco alcuni degli annunci che si sono susseguiti prima della pausa estiva. Dalla eliminazione della Tasi per la prima casa, dell’Imu sui terreni agricoli e sui macchinari, agli interventi per il Sud, al rinnovo del bonus energia, agli interventi per alleviare la povertà. Scongiurato anche l’aumento dell’Iva che costerà circa 16 miliardi.
In tutto serviranno 27 miliardi, cui si potrà far fronte con 17,9 miliardi di espansione del deficit, negoziati con Bruxelles: per averli completamente in tasca tuttavia si dovrà attendere il via libera della Commissione che, come ha detto ieri il portavoce di di Moscovici, arriverà in ottobre solo dopo la presentazione della legge di Stabilità. Restano da trovare 10 miliardi, cifra confermata dal Def, in carico alla spending review.
Via le tasse sulla prima casa. Cavallo di battaglia di Renzi fin dal discorso dell’Expo del 18 luglio l’abolizione della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, per i proprietari di prima casa viene confermata nella «nota di aggiornamento» del Ded. Costo 3,8 miliardi che salgono a 5 con la cancellazione dell’Imu sui terreni agricoli e quella sui macchinari «imbullonati» all’interno dei capannoni. L’obiettivo della misura è «l’aiuto ai redditi delle famiglie » e la «ripresa dell’occupazione nel settore dell’edilizia».
Nel menù entra la lotta alla povertà.
Nella relazione al Parlamento sulla «nota» il governo pone tra le priorità della legge di Stabilità del 2016 le «misure di alleviamento della povertà». Con l’Istat che segnala 4,1 milioni di poveri in Italia la questione è considerata un’ emergenza. Sul tavolo dell’esecutivo c’è il cosiddetto Ria, reddito di inclusione attiva: si tratterebbe di un assegno di 400 euro mensili per le famiglie che, in base ai parametri Isee, dimostrino di trovarsi sotto una certa soglia. In cambio chi riceve il sussidio dovrebbe impegnarsi ad accettare di partecipare a percorsi formativi. La misura costerebbe 1,5 miliardi.
Meno tasse sulle imprese e incentivi al Sud . Anche l’intervento per la «rivitalizzazione dell’economia meridionale» entra a pieno titolo nelle previsioni della legge di Stabilità. Sul tavolo varie opzioni: dal taglio dell’Ires nel Mezzogiorno agli sconti contributivi per i nuovi assunti. Il Def si premura si calendarizzare anche la riduzione dell’Ires su tutto il territorio nazionale per il 2017, con l’obiettivo per dare certezza alle imprese e favorire gli investimenti.
Arriva il contratto per gli statali.
Dopo la sentenza della Corte costituzionale di maggio che ha di fatto ripristinato il diritto agli «scatti» salariali per il pubblico impiego dopo sette anni di blocco si farà nuovamente il contratto . Il Def non fa cifre ma prevede esplicitamente «specifici appostamenti di bilancio ».
Tiene l’effetto-spread . Tiene il calo della spesa per interessi, cruciale per l’Italia con un elevatissimo debito pubblico. Quest’anno sarà di 70 miliardi con un aumento rispetto alle stime di primavera, dovuto alle tensioni del negoziato sulla Grecia, dello 0,05 per cento. Rispetto al 2014 tuttavia c’è sempre una riduzione di 0,4 punti percentuali di Pil e per il 2016 non si prevedono aumenti.
Torna a calare la pressione fiscale.
La pressione fiscale torna a scendere dopo molti anni passando dal 43,1 del 2014 e del 2015 al 42,6 per cento: grazie alla disattivazione delle clausole di salvaguardia e al bonus di 80 euro. Il dato non tiene ancora conto però dell’impegno ad abolire la Tasi.
Evasione a quota 91 miliardi, più risorse dal contrasto. Gli incassi per la lotta all’evasione ammonteranno a 11,8 miliardi. Si tratta di un aumento di 150 milioni sugli 11,7 miliardi del 2014 ma anche di una crescita di 2,3 miliardi rispetto alle ultime previsioni contenute nell’assestamento di bilancio. La piaga resta aperta: il Def calcola in 91,4 miliardi l’entità di imposte sottratte a tassazione nella media degli anni 2007-203.Solo di Iva perdiamo 40 miliardi, 44 per Ires-Irpef lavoro autonomo e 7 per l’Irap.
Continuano le privatizzazioni. Il governo punta ad incassare lo 0,4 per cento del Pil quest’anno (oltre 6 miliardi) e lo 0,5 l’anno prossimo (8 miliardi). Si prosegue dunque nel programma previsto: Poste, Enav, StM e poi Fs. L’attuazione delle operazioni «è in ogni caso condizionata alla presenza di condizioni di mercato favorevoli».

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This