Syriza prima, Unione popolare oltre il quorum

Gli ultimi son­daggi, a due giorni dalle ele­zioni, regi­strano un van­tag­gio di Syriza, con un mar­gine piut­to­sto ras­si­cu­rante

Teodoro Andreadis Synghellakis, il manifesto redazione • 18/9/2015 • Copertina, Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 906 Viste

Gli ultimi son­daggi, a due giorni dalle ele­zioni, regi­strano un van­tag­gio di Syriza, con un mar­gine piut­to­sto ras­si­cu­rante. Ieri pome­rig­gio è stata resa nota l’indagine demo­sco­pica della società E Voice, secondo la quale Syriza rac­co­glie­rebbe il 29% delle inten­zioni di voto, men­tre il cen­tro­de­stra di Nuova Demo­cra­zia non supe­re­rebbe il 25,4%. Alba Dorata viene data al 7,2%, men­tre il par­tito cen­tri­sta del Fiume è al 5,1%. Seguono i comu­ni­sti del Kke e il Pasok al 5%, Unità Popo­lare di Pana­jo­tis Lafa­za­nis al 4,2% e i Greci Indi­pen­denti, che hanno gover­nato insieme a Syriza, al 3,1%. Un altro son­dag­gio, della società Pro­rata, stima La Coa­li­zione della Sini­stra Radi­cale elle­nica, al 28% e Nuova Demo­cra­zia al 24%. Dal momento che molti elet­tori sono ten­tati dall’astensionismo, la par­tita è ancora com­ple­ta­mente aperta, ma que­sti ultimi dati per­met­tono al par­tito di Ale­xis Tsi­pras di affron­tare la sfida elet­to­rale con mag­gior otti­mi­smo ed ener­gia. Nel frat­tempo, la sini­stra anti –euro di Unità Popo­lare ha con­cluso la sua cam­pa­gna elet­to­rale con una mani­fe­sta­zione nella cen­trale piazza Omo­nia. Oltre a Lafa­za­nis, hanno preso la parola la pre­si­dente uscente del par­la­mento greco, Zoi Kon­stan­to­pou­lou e il par­ti­giano, sim­bolo della sini­stra elle­nica, Mano­lis Gle­zos. La par­te­ci­pa­zione non è stata ecce­zio­nal­mente vasta, ma molti osser­va­tori hanno fatto notare la pre­senza di molti gio­vani, che hanno seguito con atten­zione l’intervento della Kon­stan­to­pou­lou. La ex pasio­na­ria di Syriza, ha voluto alzare i toni, pun­tando il dito con­tro le scelte del governo di Ale­xis Tsi­pras: «C’è chi ha deciso in modo tar­divo di pas­sare il Rubi­cone, di coa­liz­zarsi con i tiranni del popolo, che hanno tra­dito sogni e spe­ranze, con coloro che con­se­gnano le pros­sime gene­ra­zioni al Mino­tauro del memo­ran­dum di auste­rità» ha sottolineato.

Il lea­der della sini­stra greca, in una inter­vi­sta al quo­ti­diano Efi­me­rida ton Syn­dak­ton, (Quo­ti­diano dei Redat­tori), ha rispo­sto che «Syriza è l’unico par­tito con un pro­gramma che garan­ti­sce al paese di poter uscire dalla crisi rima­nendo in piedi» e ha pro­messo che alla fine dei quat­tro anni di legi­sla­tura pre­vi­sti Syriza avrà rea­liz­zato il 100% del suo pro­gramma pre­sen­tato lo scorso autunno a Salo­nicco. Per quanto riguarda, poi, le col­la­bo­ra­zioni post elet­to­rali, l’ex mini­stro e can­di­dato nelle liste del par­tito di Tsi­pras, Ale­kos Flam­bou­ra­ris, ha escluso qua­lun­que ipo­tesi di alleanza di governo con il cen­tro­de­stra, lasciando aperto uno spi­ra­glio per una even­tuale col­la­bo­ra­zione con il Pasok o, even­tual­mente, con il Fiume: se ne par­lerà «solo se il popolo greco dovesse dare una indi­ca­zione in que­sto senso» e nell’eventualità che «que­sti due par­titi deci­dano di abban­do­nare le posi­zioni e le alleanze che sosten­gono le poli­ti­che neo­li­be­ri­ste». Tutto il mondo poli­tico greco, infine, ha con­dan­nato con forza le ultime dichia­ra­zioni del capo dei neo­na­zi­sti di Alba Dorata, Nikos Micha­lo­lia­kos, che ha dichia­rato che il suo par­tito «assume la respon­sa­bi­lità poli­tica di que­sto omi­ci­dio, ma non penale».

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