Air France, lavoratori “arrestati come criminali”

Una manifestazione a Roissy per protestare contro il fermo di sei dipendenti, accusati di essere responsabili dell’aggressione contro il direttore delle risorse umane

Anna Maria Merlo, il manifesto redazione • 13/10/2015 • Copertina, Internazionale, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 585 Viste

Una manifestazione a Roissy per protestare contro il fermo di sei dipendenti, accusati di essere responsabili dell’aggressione contro il direttore delle risorse umane, il 5 ottobre, a cui è stata strappata la camicia. Per 4, i poliziotti si sono presentati al domicilio alle 6 del mattino. Clima di nuovo teso, mentre è in programma la ripresa delle trattative tra la compagnia e i sindacati, per evitare nuovi 2900 licenziamenti. Lo stato non interviene (pur essendo il primo azionista)

Una mani­fe­sta­zione, ieri a Roissy nella zona cargo di Air France, per pro­te­stare con­tro il fermo di 6 dipen­denti, iden­ti­fi­cati gra­zie alla video-sorveglianza come respon­sa­bili delle vio­lenze del 5 otto­bre scorso, quando il diret­tore delle risorse umane, Xavier Bro­seta, era stato fatto scap­pare con la cami­cia strap­pata, un’immagine che ha fatto il giro del mondo. Per 4 lavo­ra­tori, tutti addetti al cargo, il fermo è avve­nuto ieri alle sei del mat­tino, quando dei poli­ziotti sono andati ad arre­starli a casa. “Arre­stati alle 6? Per­ché? Per umi­liarli di fronte alle loro fami­glie o per­ché pro­gram­ma­vano una fuga?” si è chie­sta la lea­der dei Verdi, Cécile Duflot. Anche Jean-Luc Mélen­chon del Front de Gau­che ha par­lato di “volontà di umi­liare”, di “spro­por­zione”, per­ché “bastava con­vo­carli, non c’è motivo per andare a cer­care la gente a casa”. I lavo­ra­tori fer­mati sono tutti della Cgt, ma iscritti ad altri sin­da­cati potreb­bero venire incri­mi­nati, visto che la dire­zione di Air France ha ormai una lista di una decina di per­sone che con­si­dera impli­cate nelle aggres­sioni del 5 otto­bre. Con la mani­fe­sta­zione di ieri i sin­da­cati hanno voluto sot­to­li­neare l’uso stru­men­tale che viene fatto delle imma­gini del 5 otto­bre, men­tre viene occul­tata la “vera vio­lenza sociale”, i 2900 tagli al per­so­nale annun­ciati con bru­ta­lità dalla dire­zione. Ai fermi dovreb­bero seguire le let­tere di licen­zia­mento. La Cgt ha fatto sapere di non avere nes­suna inten­zione di lasciar pas­sare que­sta deci­sione. I sin­da­cati con­ti­nuano a chie­dere al governo di nomi­nare un media­tore, per rian­no­dare il dia­logo. Ma il primo mini­stro, Manuel Valls, non risponde, dopo aver con­dan­nato come “tep­pi­sti” i respon­sa­bili delle vio­lenze del 5 otto­bre, senza aver detto una parola sulla vio­lenza sociale dei 2900 licen­zia­menti annun­ciati (lo stato, anche dopo la pri­va­tiz­za­zione del 2004, resta il primo azio­ni­sta di Air France, con il 17,6%).

I fermi con l’irruzione dei poli­ziotti nel domi­ci­lio degli accu­sati, “non por­te­ranno la calma”, spiega un sin­da­ca­li­sta della Cgt, Didier Fau­verte, “è un ten­ta­tivo di inti­mi­da­zione, la volontà di far paura per cer­care di tap­pare la bocca un po’ a tutti”. La bru­ta­lità dei fermi rischia di met­tere in discus­sione la ripresa delle trat­ta­tive. Difatti, dopo lo scon­tro del 5 otto­bre, la dire­zione di Air France e i sin­da­cati ave­vano rico­min­ciato a par­larsi. Il pre­si­dente del gruppo Air France-Klm, Ale­xan­dre de Jun­ciac, e l’ad della com­pa­gnia fran­cese, Fré­dé­ric Gagey, hanno incon­trato venerdi’ scorso il sin­da­cato dei piloti. Incon­tri sepa­rati con le altre cate­go­rie di per­so­nale sono pro­gram­mate que­sta set­ti­mana. “Siamo d’accordo per con­ti­nuare la trat­ta­tiva, ma se è su que­ste basi durerà poco”, avverte Didier Fau­verte. La dire­zione di Air France, che da sem­pre sfrutta le divi­sioni sin­da­cali, anche in que­sta occa­sione ha scelto un dia­logo sepa­rato cate­go­ria dopo cate­go­ria. Dai piloti ha otte­nuto qual­che con­ces­sione sulla pro­dut­ti­vità (la dire­zione chie­deva 100 ore in più di lavoro l’anno senza aumento di sti­pen­dio), ma in cam­bio deve dare garan­zie sull’occupazione e sul pro­getto per l’avvenire. Air France è in dif­fi­coltà, men­tre Klm, che fa parte dello stesso gruppo, è in attivo. La com­pa­gnia fran­cese subi­sce la con­cor­renza dei low cost, seg­mento dove non è pre­sente (l’anno scorso il pro­getto Tran­sa­via era stato riti­rato in seguito a un lungo scio­pero dei piloti), ma anche nel lusso, con le com­pa­gnie del Golfo, a cui sono state con­cesse rotte sulla Fran­cia in cam­bio di acqui­sti di arma­menti. Air France ha già subito dra­stici tagli al per­so­nale negli ultimi anni (15mila) e ai 2900 licen­zia­menti annun­ciati il 5 otto­bre, potreb­bero aggiun­ger­sene altri 5mila dopo le pre­si­den­ziali del 2017, secondo un’informazione del Canard Enchainé.

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This