Bambini schiavi nei campi di cacao Nestlé sotto accusa

Class action negli Stati Uniti. Nel mirino anche Mars e Hershey’s. L’azienda nega: contro i nostri principi

FRANCO ZANTONELLI, la Repubblica redazione • 1/10/2015 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali • 2627 Viste

LUGANO. Una class action contro Nestlé, per la vergogna dei bambini che lavorano in uno stato di sostanziale schiavitù, nelle piantagioni di cacao della Costa d’Avorio. Il Paese dell’Africa Occidentale, il cui Pil é inferiore agli utili del grande gruppo svizzero, esporta, da solo, ben un terzo della produzione mondiale della materia prima indispensabile per la fabbricazione del cioccolato. La causa contro Nestlé é stata lanciata, in California, dall’avvocato Steve Berman, specializzato in questo tipo di azioni legali. «Sono stato ingaggiato da cittadini indignati dal sapore oscuro del cioccolato che consumano», ha spiegato il principe del foro statunitense, che in passato si era reso protagonista di class action contro Enron, nel frattempo fallita, ma anche contro General Motors. Va detto che Nestlé non è l’unico grande gruppo a produrre e vendere cioccolato, preso di mira dall’avvocato Berman e dai suoi clienti. La causa collettiva, infatti, è stata lanciata anche nei confronti di due grandi marchi americani, Mars e Hershey’s.
Quanto alla multinazionale svizzera dell’alimentazione smentisce le accuse, dichiarando che «il lavoro minorile non fa parte della nostra filosofia aziendale». E quindi aggiunge che «in Costa d’Avorio abbiamo creato un sistema di controlli, proprio per evitare che i bambini vengano sfruttati ». L’atto d’accusa della class action, lanciata dall’avvocato Berman é, tuttavia, implacabile. In effetti, basandosi su un rapporto delle Nazioni Unite, afferma che «tra il 2013 e il 2014 più di un milione e 100 mila bambini, in Costa d’Avorio, sono stati sottoposti alle peggiori forme di sfruttamento ». Questi piccoli schiavi «venduti ai proprietari delle piantagioni di cacao, vengono sottoposti a lavori pesantissimi e pericolosi, visto che devono, tra l’altro, assorbire delle sostanze tossiche». «Respirano pesticidi e, sovente, si feriscono, perché utilizzano il machete », rincara la ONG svizzera Dichiarazione di Berna, che da anni combatte una battaglia di civiltà, per sradicare la piaga del lavoro minorile, nelle nazioni povere. Tutto ciò perché Nestlé, Mars e Hershey’s, possano produrre e vendere il loro cioccolato, la tesi contenuta nell’azione lanciata dallo specialista americano in class action.
«Se vivi in California e sei disgustato da come arrivano sulla tua tavola questi dolciumi, contatta il nostro team legale che ti rappresenterà nella causa contro Nestlé Mars e Hershey’s », sta, intanto, chiamando a raccolta i suoi potenziali clienti l’avvocato Berman. Il quale non è la prima volta che se la prende con il colosso elvetico. Non più tardi di un mese fa l’aveva già accusato di sfruttamento del lavoro minorile, in Thailandia, dove Nestlé avrebbe chiuso un occhio sull’impiego di piccoli pescatori schiavi, provenienti da Birmania e Cambogia, per il pesce da utilizzare quale cibo per gatti.

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