“Basta profughi” E a Vienna vola la destra xenofoba

Il partito di Strache, erede di Haider, sale oltre il 30% ma resta in carica il borgomastro socialdemocratico

ANDREA TARQUINI, la Repubblica redazione • 12/10/2015 • Copertina, Europa, Internazionale • 836 Viste

VIENNA . “Vienna la rossa” resiste in nome dei valori dell’Europa migliore, ma sull’onda della paura dell’ondata dei migranti la destra xenofoba ed euroscettica, ammiratrice dichiarata del dittatore magiaro Viktor Orbàn, avanza in un nuovo capitolo della sua crescita finora inarrestabile. E l’onda lunga dei timori verso la «marea umana dei profughi» investe quasi tutta l’Europa: nelle stesse ore, la cancelliera federale Angela Merkel, a causa della sua politica dichiarata delle braccia aperte a chi fugge, registrava una caduta dei consensi al 38 per cento, il minimo dal 2013.
Tornando qui a Vienna, i risultati sul 97 per cento dei voti per il rinnovo del governo della capitale (che è sia comune che Stato tederale) indicano che i socialdemocratici del borgomastro Michael Haeupl restano primi con il 39,5 per cento, ma perdono quasi il 6 per cento cadendo a uno dei peggiori risultati del dopoguerra. Solo a vantaggio della Fpoe di Heinz-Christian Strache: il dinamico, spregiudicato 46enne erede di Joerg Haider, vola al 31 per cento. La “rivoluzione d’ottobre” nazionalista che Strache aveva promesso non ha trionfato, eppure ieri sera egli appariva insieme grande sconfitto e alla lunga vero vincitore. «Nessuno può sminuire o sottovalutare il nostro successo », ha commentato a caldo.
Strache sperava in una vittoria, o in un testa a testa, perché aveva puntato tutto sulla paura dei migranti. Chiedendo linea dura, attaccando «le illusioni socialromantiche » di Angela Merkel e del cancelliere socialdemocratico austriaco, Werner Feymann, elogiando Orbàn e i suoi Muri: «Ognuno ha una recinzione che protegge il giardino di casa, serve anche a noi». Solo l’alta partecipazione al voto (74 per cento, molto superiore alla media), lo ha fermato: è stato il “sursaut”, il soprassalto della borghesia illuminata e cosmopolita e della Vienna giovanile (si vota a 16 anni), a portare molti più voti ai rivali di Strache, oprattutto ai socialdemocratici. I democristiani (Oevp) partner di Feymann nella debole grosse Koalition nazionale crollano dal 14 all’8,7 per cento. Perdono più di tutti proprio loro che nel 2001 con l’allora cancelliere Wolfgang Schuessel sdoganarono la destra allora guidata da Haider. Fino a provocare proteste al tradizionale ballo delle debuttanti di Vienna, per la presenza annunciata della vicecancelliera Fpoe.
L’Austria è in prima linea nell’accoglienza dei migranti in fuga, che arrivano in transito dall’Ungheria. I più proseguono verso Germania e Svezia. Ma ogni giorno Strache tuonava: «Gli austriaci diverranno minoranza, circondati da minareti e veli». Disoccupazione (8,4%) e debole crescita economica alimentano malumori anche a Vienna da anni prima in classifica mondiale per qualità della vita. Con Angela Merkel contestata da elettori e partito per le porte aperte ai migranti, con Marine Le Pen alta nei sondaggi, con Orbàn a casa più forte che mai, la “rivoluzione d’ottobre” sinistramente evocata da Strache non è ancora arrivata, ma resta minacciosa in tutta l’Unione.

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