Imprese e sindacati rompono sui contratti Li riscriverà il governo

Squinzi: “Non ci sono più margini di trattativa” Landini: “Pronto a occupare le fabbriche”

LUISA GRION, la Repubblica redazione • 7/10/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 587 Viste

ROMA . Aziende e sindacati non troveranno un accordo sul nuovo modello contrattuale, le regole le scriverà il governo. Ieri Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ha dato l’affondo finale alla trattativa: « Non ci sono margini – ha detto – per noi il capitolo è chiuso. Le posizioni dei sindacati sono irrealistiche, sul piano monetario, ma anche sul futuro del Paese. Sono mesi che ci prendono a schiaffoni». Frasi tranchant che sembrano scrivere la parola fine su una discussione che in realtà, non è mai decollata. Se così sarà le parti sociali , e fino ad ora non è mai successo, lasceranno campo libero al governo sulla riforma in materia contrattuale.
Il clima è teso: sempre ieri Maurizio Landini, leader della Fiom, commentando il caso Air France aveva detto: «Occupare le fabbriche? Sarei pronto a farlo per difendere il lavoro. Qualsiasi azienda che chiude è persa per sempre. Per difendere posti di lavoro e crearne di nuovi siamo pronti ad utilizzare, democraticamente come abbiamo sempre fatto, determinate azioni». Ora, la frattura sui contratti peggiorerà il quadro generale: ne è convinta Anna Maria Furlan, leader della Cisl che condannando come «inaccettabili» i fatti di Parigi, specifica però che «immagini come quelle dimostrano cosa avviene quando si indebolisce il sindacato nel suo ruolo di mediazione sociale. Cosa che non voglio succeda nel nostro Paese». L’uscita di Squinzi non è piaciuta nemmeno alla Uil: «Confindustria non la racconta giusta e fa da sponda al governo» ha detto il leader Barbagallo «cosa ha fatto in da febbraio, quando abbiamo presentato la nostra proposta di riforma? Ha dormito?».
In realtà che la palla ora possa passare a Palazzo Chigi («ci auguriamo che non si combinino danni» ha detto Squinzi)preoccupa molto anche la minoranza del Pd. «Sarebbe profondamente negativo se il governo intervenisse d’autorità» ha detto Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. «Occorre che le parti sociali trovino la strada dell’accordo sul modello contrattuale».
Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio si dice «basito per la disinvoltura con cui il presidente di Confindustria liquida la partita dei contratti in scadenza e, in generale, dei meccanismi che regolano le più elementari relazioni sindacali».

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