In cella il vice di Maroni “Truccate anche le gare per i pazienti dializzati”

In cella il vice di Maroni “Truccate anche le gare per i pazienti dializzati”

MILANO. Tre arresti e altri dodici indagati tra politici, imprenditori, manager della sanità e dei lavori pubblici lombardi. L’indagine della procura di Milano e del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza produce un terremoto al Pirellone e nella giunta del governatore leghista Roberto Maroni.
Ieri mattina all’alba, per ordine del gip Stefania Pepe che ha accolto le richieste del procuratore aggiunto di Milano, Giulia Perrotti, e del pm Giovanni Polizzi, i militari delle Fiamme gialle portano a San Vittore il vicepresidente della giunta regionale, ex senatore ed ex assessore alla Sanità, Mario Mantovani, il suo segretario Giacomo Di Capua e il funzionario del Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria, Angelo Bianchi. Per loro le accuse sono di concorso in concussione, corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti. I reati sarebbero stati commessi tra il giugno 2012 e il giugno 2014. Per la procura, Mantovani avrebbe «abusato non solo del suo ruolo di assessore regionale e sindaco di Arconate», comune brianzolo che ha guidato per oltre dieci anni, ma «anche della qualità di senatore», nel 2013.
Per il gip, i tre arrestati hanno dimostrato «una spiccata capacità criminale» e una «propensione alla violazione delle regole», tanto che il carcere «appare l’unica misura adeguata e idonea a fronteggiare le esigenze cautelari». Tra gli indagati, un altro esponente di primo piano del governo regionale lombardo, l’assessore leghista all’Economia Massimo Garavaglia, indagato insieme a Mantovani per la turbativa d’asta dell’appalto da 11 milioni per il servizio di trasporto dei pazienti dializzati.
La procura contesta anche a Mantovani le pressioni esercitate nei confronti dei vertici del Provveditorato per le opere pubbliche per non rimuovere dal suo ruolo di Responsabile unico del procedimento Angelo Bianchi, nonostante questo fosse stato arrestato per corruzione dalla procura di Sondrio. L’indagine è nata proprio a seguito dell’esposto presentato in procura da Alfio Leonardi, il dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, in servizio al Provveditorato delle opere pubbliche, che aveva subito le pressioni di Mantovani per non ridurre il raggio d’azione del suo protetto.
Ma tra i capi d’imputazione contestati al politico anche gli appalti truccati su opere pubbliche locali, come la ristrutturazione delle scuole di Arconate e i lavori edili negli immobili di sua proprietà e in case di riposo a lui riconducibili, eseguiti da un ingegnere poi favorito nelle commesse della sanità lombarda.
Dopo gli arresti, Berlusconi commenta: «Siamo molto stupiti, conosciamo Mantovani come persona corretta». Ma in Regione è bufera politica. Con il Pd e il Patto Civico che hanno presentato una mozione di sfiducia contro Maroni. Pronto a convergere anche il Movimento 5 Stelle, che ha portato un cesto di arance per Mantovani alla “Giornata della trasparenza” dove era atteso. Un appuntamento disertato dall’intera giunta.


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