La canapa tessile dà alla testa ai deputati

Un emendamento cerca di aggirare la deci­sione della Corte Costi­tu­zio­nale che nel feb­braio 2014 aveva decre­tato l’incostituzionalità della legge con il ritorno alla Iervolino-Vassalli

Leonardo Fiorentin, il manifesto redazione • 14/10/2015 • Copertina, Droghe & Dipendenze • 1581 Viste

L’abolizione del bica­me­ra­li­smo fon­data sulla neces­sità di appro­vare le leggi più velo­ce­mente senza un dop­pio esame desta qual­che pre­oc­cu­pa­zione visti alcuni casi di attua­lità. Par­liamo di quello che è suc­cesso alla Camera dei depu­tati in rela­zione al pro­getto di legge recante il titolo «Norme per il soste­gno e la pro­mo­zione della col­ti­va­zione e della filiera della Canapa ». Un titolo più che inco­rag­giante, ma la sod­di­sfa­zione è durata lo spa­zio di un mat­tino. Infatti è bastato andare a leg­gersi l’articolato appro­vato dalla Com­mis­sione Agri­col­tura e inviato alle Com­mis­sioni com­pe­tenti per i pareri dovuti, per sco­prire una vera enormità.

Infatti il testo all’articolo 9, primo comma, pre­ve­deva la col­lo­ca­zione in tabella I (quella delle dro­ghe cosid­dette pesanti) della « canapa sativa, com­presi i pro­dotti da essa otte­nuti, pro­ve­niente da col­ti­va­zioni con una per­cen­tuale di tetrai­dro­can­na­bi­noli supe­riore all’1 per cento, i loro ana­lo­ghi natu­rali…». Una pre­vi­sione scon­cer­tante, alla luce della sen­tenza della Corte Costi­tu­zio­nale del 2014 e del dibat­tito inter­na­zio­nale sulle dro­ghe che è orien­tato verso ben altre direzioni.

Que­sta norma dav­vero allu­ci­nante era peral­tro pre­sente nei nume­rosi pro­getti di legge, da cui nasce la discus­sione, pre­sen­tati dagli ono­re­voli Lupo, Zac­ca­gnini, Oli­ve­rio e Bian­chi nel 2013, prima della sen­tenza della Corte, quando era vigente la tabella unica di tutte le sostanze stu­pe­fa­centi pre­vi­sta dalla Fini-Giovanardi. Ha però destato qual­che sospetto in più di un osser­va­tore il fatto che, nono­stante il testo sia stato emen­dato in varie parti durante la trat­ta­zione in com­mis­sione, nes­suno si sia accorto di tale errore che ripor­tava l’orologio indie­tro, a prima della deci­sione della Corte Costi­tu­zio­nale che nel feb­braio 2014 aveva decre­tato l’incostituzionalità della legge con il ritorno alla Iervolino-Vassalli che pre­ve­deva tabelle diverse per le dro­ghe pesanti e quelle leg­gere. E’ addi­rit­tura incre­di­bile che nep­pure i fun­zio­nari della Camera si siano resi conto del pastic­cio che stava pren­dendo corpo.

Dopo l’estate il caso è dive­nuto di pub­blico domi­nio quando in Com­mis­sione Affari Sociali la rela­trice ha veri­fi­cato l’incoerenza del nuovo testo uni­fi­cato rispetto alle attuali pre­vi­sioni del 309/90. Le reti anti­proi­bi­zio­ni­ste si sono aller­tate e così Maria Sta­gnitta pre­si­dente di Forum Dro­ghe ha denun­ciato «una con­tro­ri­forma sul piano penale fatta dalla Com­mis­sione Agri­col­tura in barba alla Com­mis­sione Giu­sti­zia e al mini­stro Orlando». Daniele Farina depu­tato di Sel pre­an­nun­ciava bat­ta­glia in Com­mis­sione Giu­sti­zia ed altret­tanto faceva l’on. Fer­ra­resi del Gruppo 5 stelle. A quel punto i depu­tati del PD della com­mis­sione Agri­col­tura Oli­ve­rio e Ter­rosi ten­ta­vano di ridi­men­sio­nare il tutto assi­cu­rando una modi­fica «tec­nica», da appor­tare in seguito all’esame delle altre commissioni.

La scorsa set­ti­mana final­mente è arri­vato il parere, non tec­ni­ca­mente ma poli­ti­ca­mente tran­ciante, della Com­mis­sione Giu­sti­zia che ha richie­sto l’eliminazione del comma incri­mi­nato. Anche la Com­mis­sione Ambiente della Camera ha pro­po­sto modi­fi­che, in par­ti­co­lare per evi­tare l’utilizzo come bio­massa delle piante di canapa uti­liz­zate per la boni­fica dei siti inqui­nati. Quindi l’8 otto­bre la com­mis­sione Agri­col­tura ha preso atto e modi­fi­cato di con­se­guenza il testo.

E’ auspi­ca­bile che l’Aula approvi le norme per soste­nere una pro­du­zione sto­rica dell’Italia eli­mi­nando san­zioni e con­trolli, cer­ti­fi­cando sol­tanto la pro­ve­nienza del seme per garan­tire la buona fede del coltivatore.

Anche que­sta vicenda sur­reale con­ferma l’urgenza di una modi­fica radi­cale della legge 309/90.

(leggi il dos­sier su canapa sativa su www?.fuo?ri?luogo?.it)

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