Rivolta per i 2900 tagli all’Air France I lavoratori aggrediscono i manager

Proteste dei dipendenti della compagnia che prendono d’assalto il cda .Tensione altissima e feriti. Il premier Valls: “Sono scandalizzato”

ANAISI GINORI, la Repubblica redazione • 6/10/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 700 Viste

PARIGI . Un video che ha fatto già il giro del mondo, un danno di immagine incalcolabile per una delle principali compagnie aeree. Due manager di Air France-Klm vengono aggrediti, denudati, quasi linciati dai lavoratori durante un comitato centrale e sono costretti a scappare inseguiti da una folla inferocita. Il direttore delle risorse umane, Xavier Broseta, finisce a petto nudo, al collo solo la cravatta, continua a correre e inciampa prima di riuscire a scavalcare una recinzione, mettendosi in salvo. Anche Pierre Plissonnier, direttore della compagnia a Orly, viene malmenato, giacca e camicia finiscono in stracci, è costretto a scappare.
È successo ieri a Roissy. I dirigenti dovevano presentare ai sindacati il “piano B” dell’azienda dopo che è stato bocciato quello di “competitività” proposto dall’amministratore delegato Alexandre De Juniac. Il management aveva chiesto al personale di volo di lavorare più ore guadagnando gli stessi soldi. Per i piloti di lungo raggio ci sarebbe stato ad esempio un aumento del 18% (ovvero 690 ore in più all’anno) a parità di salario. Un’ipotesi rifiutata. E così Air France è passata a misure più drastiche, con l’annuncio del taglio del 10% di attività a lungo raggio in meno, il calo del 2% della capacità, la chiu- sura di 5 rotte e lo stop a 35 collegamenti settimanali. Ma a provocare la protesta è soprattutto l’annuncio di 2.900 posti di lavoro in meno, tra cui anche dei licenziamenti, divisi tra 300 piloti, 900 assistenti di volo e 1.900 personale di terra.
Un piano lacrime e sangue, contando che dal 2010 il gruppo ha tagliato già 5.500 posti. Doveva essere il primo giorno dei negoziati. L’appuntamento con i sindacati era nella sala riunioni dell’aeroporto Roissy. I manager stavano spiegando a grandi linee la nuova ristrutturazione aziendale. Ma non c’è stato davvero modo di ascoltare, né di parlare. Un gruppo di lavoratori ha interrotto l’incontro, con toni aggressivi, non solo verbali, costringendo i due manager a scappare dalla sala riunione. Broseta e Plissonnier sono stati inseguiti, strattonati, al grido “nudi, nudi”, “dimissioni”. Una scena mai vista, ripresa da telecamere. Alla fine, sette persone sono rimaste ferite negli scontri, un vigilante è ricoverato in gravi condizioni per un trauma cranico.
“Violenze inaccettabili” ha commentato il premier Manuel Valls che si è detto “scandalizzato”. Il gruppo ha sporto denuncia contro ignoti, definiti in una nota “individui isolati particolarmente violenti”. Le responsabilità degli scontri non sono ancora state accertate. “Non ho riconosciuto nessuno” spiega il direttore risorse umane aggredito lasciando alla magistratura il compito di indagare. I sindacati, fortemente divisi tra le tre sigle, respingono le accuse di un’azione organizzata, scaricando la colpa su alcune “teste calde”. Jean-Claude Mailly, numero uno della sigla più a sinistra, Force Ouvrière, condanna le aggressioni. “Ci si può battere contro una direzione senza violenza – ha ammonito – non bisogna spingersi fino all’affronto fisico. Non è nelle nostre tradizioni”. La battaglia si è ufficialmente aperta un anno fa, quando i sindacati maggioritari dei piloti Air France hanno indetto uno sciopero a oltranza per protestare contro alcuni punti del piano, e in particolare il potenziamento della filiale low cost Transavia. I tentativi di mediazione erano stati numerosi ma l’agitazione era proseguita per 14 giorni, lasciando a terra quotidianamente tra il 40% e il 60% dei voli. L’accordo faticosamente trovato era solo una tregua, come dimostrato ieri con delle violenze che non si vedevano nel quartier generale di Air France dal 1993, quando un altro manager della compagnia, Bernard Attali, era stato malmenato dai lavoratori. “Parliamo anche della violenza di certi piani di ristrutturazione” commenta Denis Jacq, vicepresidente del sindacato dei piloti. Il gruppo ha cercato di limitare l’impatto del video. “Queste immagini non mostrano il vero volto di Air France” spiega l’ad della compagnia Frédéric Gagey, riuscito a mettersi in salvo dalla folla protetto dal muro dei guardaspalle. I sindacati si sono riuniti ieri sera per decidere un’azione coordinata. L’azienda è pronta a riprendere le trattative “appena possibile” ma dopo ieri tutto sarà più difficile.

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