“Bomba allo stadio della Merkel” L’Is fa tremare la Germania

Evacuato l’impianto “Concreto il rischio di un attentato”. Salta anche Belgio-Spagna. Notte di paura: bloccati anche stazione, metrò e una sala da concerto

ANDREA TARQUINI, la Repubblica redazione • 18/11/2015 • Copertina, Guerre, Armi & Terrorismi • 828 Viste

BERLINO – È andata bene per un soffio: quattro giorni dopo il massacro di Parigi, i terroristi stavano per compiere una seconda strage, ancora una volta in un luogo di gioia nel cuore dell’Europa.
Lo stadio di Hannover, ieri sera: un’ambulanza imbottita d’esplosivo doveva seminarvi la morte. La partita amichevole Olanda-Germania, cui erano attesi come spettatori d’eccezione la Cancelliera Angela Merkel, il suo ministro dell’Interno Thomas de Maizière e due alti esponenti del governo olandese, è stata annullata in corsa. La polizia ha chiesto al pubblico di lasciare il campo da gioco e andare a casa. Poche ore dopo la decisione di Bruxelles, dove veniva alzato l’allarme antiterrorismo a 3 su 4 e le autorità cancellavano la partita Belgio- Spagna.
«Una vita umana vale più di un match», ha detto il ct belga Marc Wilmots. Poco dopo a Hannover è arrivato l’invito perentorio del capo della polizia locale, Colker Kluwe, a tutta la popolazione cittadina: «Vi chiedo di restare nelle vostre case, tutti».
Lo stadio era pieno, tifoserie più calme del solito: dopo l’orrore sul campo a Parigi, niente voglia di hooligan. Tribune stracolme già un’ora prima, quando è arrivato il primo allarme, spiega Kluwe in diretta alla tv pubblica. «Era cosa da poco, ma dopo Parigi prendiamo il minimo segnale sul serio: un individuo sospetto era stato individuato dagli agenti, cercava di entrare allo stadio con un grande pacco. I miei uomini hanno subito pensato a un carico d’esplosivo, hanno dato il primo ordine di annullamento del gioco ».
In pochi minuti, centinaia di uomini dei reparti speciali, elemetto, Maschinenpistole Mp-5 in pugno e indosso giubbotti antiproiettile, sono accorsi arrivando con bus, blindati e coi grandi, verdi elicotteri francesi Super Puma, quelli coi motori protetti dai missili antiaerei. Allarme poi rientrato: non si sa se il sospetto sia stato fermato, o se fosse solo un esaltato scambiato per assassino.
Cessato allarme, tutto indicava che la partita si sarebbe giocata, «la vogliamo in nome delle vittime di Parigi, mostriamo che la vita continua», dicevano i capitani delle due formazioni. Quindi la Cancelliera ha dato di nuovo per radio luce verde per venire. Ma poco dopo è intervenuto il peggio.
«L’indizio era serio, troppo grave», continua Volker Kluwe: «Volevano introdurre nello stadio un pesante, potente ordigno esplosivo. La sicurezza deve sempre avere la priorità su ogni altra considerazione, i miei agenti e ufficiali hanno agito bene, hanno preso le decisioni giuste». Jeep della polizia sono entrate in campo al posto delle squadre. E al posto del Deutschlandlied e del Wilhelmus, i due inni nazionali, i tifosi atterriti hanno ascoltato l’ordine dagli altoparlanti: «Signore e signori, cari concittadini, ci spiace ma è necessario annullare la partita. Per favore mantenete la calma, non c’è nessun pericolo, uscite con calma e tornate a casa».
Tragedia sventata, hanno detto prima il sito del giornale locale Syker Kreiszeitung, poi un giornalista tedesco intervistato live dalla Cnn: «Pare che la polizia abbia trovato, o avesse indizi, di due potenti ordigni, uno destinato allo stadio dov’era attesa Angela Merkel, l’altro alla Hauptbahnhof, la stazione centrale».
Drammatico susseguirsi di allarmi e voci: se davvero gli assassini volevano entrare nello stadio con la tipica ambulanza Mercedes tedesca, avrebbero usato un veicolo di tre tonnellate, con un’enorme capacità di carico. Più tardi il ministro dell’Interno bassosàssone, Boris Pistorius, cercava di rassicurare: «Non abbiamo trovato esplosivo, non abbiamo effettuato alcun arresto». Ma non vuol dire che la caccia non continui. Mentre Pistorius parlava, i suoi agenti evacuavano la grande stazione centrale. Poi nell’arena vicino allo stadio il concerto rock dei “Soehne Mannheims”, una nota band multietnica tedesca, veniva confermato. Ma in centro, una jazz session presso la stazione è stata disdetta in corsa. Angela Merkel è a Berlino, sicuramente nuovi consulti con gli alleati sono in corso, anche la Germania si sente in guerra.

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