“Distruggeremo l’Is Assad si faccia da parte” Obama chiama gli alleati anche Londra farà i raid

“Distruggeremo l’Is Assad si faccia da parte” Obama chiama gli alleati anche Londra farà i raid

 NEW YORK. «Distruggeremo lo Stato Islamico». Prima di lasciare la Malesia, ultima tappa del suo viaggio asiatico, Barack Obama torna a parlare di terrorismo promettendo una vittoria totale contro Daesh e l’esercito del sedicente califfato. «Li distruggeremo, li cacceremo dalle terre in cui si trovano, taglieremo le loro fonti di finanziamento e le linee di rifornimento, decapiteremo i loro vertici e smantelleremo le loro reti». Nessun dettaglio (ovviamente) su come questo accadrà, ma il presidente Usa – criticato sia in patria che all’estero per una politica diplomatico- militare fin qui piuttosto fallimentare – dopo i massacri di Parigi e del Mali rilancia la “guerra al terrorismo” con alla guida la Casa Bianca («tutti faremo la nostra parte, noi continueremo a guidare la coalizione, stiamo rafforzando la collaborazione con la Francia e altri partner »).
Un appello agli alleati per un maggiore impegno nella coalizione e una critica aperta a Putin per le operazioni militari russe in Siria, mirate a colpire più gli avversari del dittatore Assad che le roccaforti dello Stato Islamico. Sarebbe «molto utile», sostiene Obama, se con il Cremlino siarrivasse in tempi brevi (il Segretario di Stato John Kerry aveva parlato di inizio “trattative” a gennaio) a un accordo sull’uscita di scena di Assad e sulla transizione verso un nuovo governo in cui coinvolgere l’opposizione moderata. «Il terrorismo non è la nuova normalità, il mondo non accetterà ancora attacchi del terrore ai ristora ti e ai cinema. Lo strumento più potente che abbiamo per combattere lo Stato Islamico è affermare che non abbiamo paura. Distruggere Daesh non soltanto è un obiettivo realistico, ma sarà fatto». Per il presidente Usa visto che «non riescono a batterci sul campo» i terroristi cercano di seminare la paura: «Non ci riusciranno, non inizieremo ad avere paura, non inizieremo a discriminare per la religione, dobbiamo rifiutare la loro ideologia, non siamo in guerra contro una religione. L’America non lo è ed è contraria a qualsiasi discriminazione».
Obama ha già ottenuto un primo risultato. Il premier britannico Cameron è pronto a raggiungere l’alleato Usa sul campo di battaglia, mandando i suoi caccia per i raid aerei contro lo Stato Islamico in Siria. Dovrà avere il via libera dal Parlamento, ma dopo Parigi il sì sembra più scontato.


Related Articles

Ma l’Italia vuole il Ttip

Il Ttip non si ferma. Il ministro allo sviluppo economico lo ha ammesso ieri, intervenendo all’incontro organizzato alla Camera dei deputati dalla «Campagna Stop Ttip»

Soldi e democrazia Domani tutti a Parigi

DOPO-GUERRA/ Sarko celebra il (suo) trionfo
Solo un anno fa il Colonnello sbarcava a Roma per celebrare il trattato d’amicizia

Chiara Sara­ceno : L’Italia è più disuguale degli altri

Intervista. Per la sociologa Chiara Saraceno il nostro paese soffre di disparità multiple sotto il profilo del reddito, della ricchezza, del territorio, del sesso e dell’origine familiare. E come se non bastasse non c’è mobilità sociale

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment