Hollande-Obama, patto contro l’Is “Ora più raid, lo distruggeremo”

Hollande-Obama, patto contro l’Is “Ora più raid, lo distruggeremo”

L’appello del leader Usa agli europei: “Coordinamento tra le polizie contro i jihadisti” E a Putin: “Non aiuti Assad”
NEW YORK. «Putin deve decidersi a colpire l’Is, non l’opposizione moderata. La Russia si sta isolando. La Turchia, i suoi alleati Nato e la Russia si muovano subito per impedire ogni escalation dopo l’abbattimento del caccia russo ». Barack Obama e François Hollande sono concordi, nel loro primo incontro dopo la strage di Parigi. Alla Casa Bianca, il padrone di casa accoglie l’ospite nella sua lingua: «Nous sommes tous Français». L’obiettivo di questo vertice-lampo è chiaro: dimostrare la compattezza della coalizione che combatte i jihadisti; esortare gli altri alleati ad aumentare l’impegno sia sul fronte siriano-iracheno, sia nella lotta ai terroristi infiltrati in Occidente.
Un’attenzione particolare viene dedicata alla Russia, sia per l’abbattimento del suo caccia che sorvolava la Turchia, sia perché Hollande sta per andare a Mosca. Insieme, i due leader rivolgono un appello a Mosca e Ankara perché «si parlino, per evitare l’escalation». Ma Obama precisa che «la Turchia ha il diritto di difendere il proprio spazio aereo». Il presidente americano aggiunge che, in un certo senso, la Russia se l’è cercata, quella “pugnalata alla schiena” denunciata da Putin. Secondo lui l’incidente è la conseguenza «di un problema persistente nelle operazioni militari russe in quella zona», cioè il fatto che i raid ordinati da Putin continuano a colpire delle forze dell’opposizione non-jihadista, cioè pro- prio quelle che dovrebbero essere parte essenziale della transizione politica verso il dopo- Assad. E’ un percorso su cui Stati Uniti e Russia sembravano aver trovato un accordo di massima a Vienna negli incontri tra John Kerry e Sergei Lavrov. Invece secondo Obama i bombardamenti russi continuano a colpire i bersagli sbagliati.
«Il problema — ha detto il presidente Usa — è che i raid russi avvengono a ridosso del confine con la Turchia e colpiscono l’opposizione moderata, che invece la Turchia sostiene come noi». Questo avrebbe contribuito allo sconfinamento nei cieli turchi, visto che le forze ribelli moderate sono vicine alla frontiera tra Siria e Turchia. Obama sottolinea che «la nostra coalizione è fatta di 65 paesi, mentre chi si ostina a proteggere Assad è una coalizione di due soli paesi, Russia e Iran». Per Hollande la missione a Mosca si presenta tutta in salita, ma il presidente francese ha bisogno di incassare quanto meno il coordinamento tra i raid francesi e quelli russi, tanto più ora che la portaerei francese Charles de Gaulle è arrivata vicino alle coste siriane e dunque le missioni aeree sono destinate a intensificarsi.
Per il resto l’incontro ha una valenza politica e simbolica, ma nessuna conseguenza operativa. Obama e Hollande sono d’accordo sui limiti dell’azione militare: «Niente scarponi sul terreno», dunque, né americani né francesi. Su questo punto Obama è impegnato a rintuzzare non solo le critiche della destra, che lo accusa di aver sottovalutato l’Is, ma anche il pressing di Hillary Clinton che propone una no-fly zone e dei corridoi umanitari per proteggere i profughi. Sui suggerimenti della Clinton la linea della Casa Bianca resta immutata: inutile l’interdizione dello spazio aereo visto che l’Is non ha un’aviazione (semmai bisognerebbe interdire quella di Assad); in quanto ai corridoi umanitari, per proteggerli bisognerebbe mandare almeno 30.000 soldati, che a loro volta diventerebbero il bersaglio dei jihadisti. Sul terreno militare l’unica novità degli ultimi giorni sono i raid (sia francesi sia americani) più direttamente mirati a distruggere i convogli dell’Is che trasportano petrolio, in modo da contrastare uno dei principali mezzi di finanziamento dei jihadisti.
In quanto al terrorismo in casa nostra, Obama ha detto che «gli americani non si lasceranno impaurire», anche se il Dipartimento di Stato ha lanciato un allerta generale a tutti coloro che stanno per mettersi in viaggio (domani ha inizio qui il ponte di Thanksgiving, una delle più importanti festività). Obama è tornato a rivolgere a Hollande e a tutti i governi europei un appello perché migliorino il coordinamento tra le proprie forze di polizia e di intelligence, come già aveva fatto al vertice G20 di Antalya una settimana prima. Fare di più nel coordinamento dei servizi segreti e delle polizie, ha detto il presidente americano, è indispensabile per contrastare il flusso di ritorno dei «combattenti stranieri».


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