Solidarietà made in Napoli

Pomigliano. La Fiom, gli operai Fca, Libera di don Ciotti raccolgono fondi per chi resta indietro. Le letture di Toni Servillo, l’incasso sosterrà precari, cassintegrati e disoccupati. E a Milano, Roma, Palermo fioriscono iniziative simili

Adriana Pollice, il manifesto redazione • 1/11/2015 • Buone pratiche e Buone notizie, Copertina, Lavoro, economia & finanza, Povertà & Esclusione sociale, Sindacato • 1070 Viste

Ieri sera al tea­tro Glo­ria di Pomi­gliano d’Arco è andato in scena Toni Ser­villo con lo spet­ta­colo Ser­villo legge Napoli, in cui ha dato voce a brani tratti da autori come Eduardo De Filippo e Raf­faele Viviani, Enzo Moscato e Mimmo Bor­relli. I 20 euro richie­sti per il biglietto sono stati inte­ra­mente devo­luti al pro­getto Legami di soli­da­rietà. Si tratta di un’associazione nata dall’iniziativa di Libera Cam­pa­nia, Fiom Napoli e Cam­pa­nia, la par­roc­chia di San Felice in Prin­cis di Pomi­gliano, per rea­liz­zare un fondo mutua­li­stico in soste­gno di lavo­ra­tori in cassa inte­gra­zione, disoc­cu­pati, inoc­cu­pati e pre­cari, fami­glie monoreddito.

«Fa parte della cam­pa­gna “Mise­ria ladra” — spiega Giu­seppe De Marzo di Libera — e si sosterrà con ini­zia­tive cul­tu­rali come quella di sabato sera ma anche dona­zioni, quote di sti­pen­dio o lo straor­di­na­rio ceduto dai lavo­ra­tori. Con quello che rac­co­glie­remo potremo offrire un soste­gno indi­retto aiu­tando chi non rie­sce a pagare l’affitto o le utenze, o le cure medi­che non for­nite dal ser­vi­zio sani­ta­rio, le tasse uni­ver­si­ta­rie per i figli, l’acquisto di far­maci o il soste­gno legale per chi ha con­tratto debiti che non è riu­scito a pagare».

Una quota del fondo andrà anche a costi­tuire uno spor­tello anti usura. In cam­bio dell’aiuto, si potranno met­tere a dispo­si­zione le pro­prie com­pe­tenze e il pro­prio tempo. Tempo e com­pe­tenze potranno anche essere for­nite da chi abbia inten­zione di con­tri­buire alla crea­zione di ser­vizi come un ambu­la­to­rio, il banco dei far­maci o il doposcuola.

«Una volta si sarebbe detto fare società — pro­se­gue De Marzo, respon­sa­bile nazio­nale della cam­pa­gna “Mise­ria ladra” — oggi ci accon­ten­tiamo di fare uma­nità. Pezzi del mondo della cul­tura, come Ser­villo, pos­sono dare una mano per­ché non ser­vono solo soste­gni finan­ziari: esi­ste una crisi eco­no­mica for­tis­sima ma anche una crisi esi­sten­ziale che ci porta verso un ter­ri­bile spae­sa­mento. C’è la povertà ma c’è anche carenza di diritti, se non diamo una rispo­sta a entrambe lasciamo la porta aperta alle rea­zioni di pan­cia su feno­meni come la crisi o i migranti».

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l’attore Toni Servillo

L’idea di coin­vol­gere Ser­villo è nata per caso, da un incon­tro in treno tra il regi­sta e attore caser­tano e De Marzo. Alla pre­sen­ta­zione a Pomi­gliano a ini­zio otto­bre di “Legami di soli­da­rietà” e dello spet­ta­colo era pre­sente Costanza Boc­cardi, di Tea­tri Uniti: «Toni ha messo a dispo­si­zione se stesso e la sua arte, noi della pro­du­zione abbiamo for­nito i tec­nici. Cre­diamo sia impor­tante con­tri­buire a un pro­getto, non si tratta di una rac­colta fondi estem­po­ra­nea ma un modo dif­fe­rente di stare insieme».Alla pre­sen­ta­zione c’era anche il lea­der Fiom, Mau­ri­zio Lan­dini, che aveva dichia­rato: «Se non siamo in grado di riu­nire e di riu­ni­fi­care le per­sone la par­tita l’abbiamo finita prima di comin­ciare. Siamo di fronte a una crisi della demo­cra­zia che dà più potere alle imprese». L’associazione agirà nella zona di Pomi­gliano e Nola, pre­si­dente è don Pep­pino Gam­bar­della, il par­roco schie­rato con gli ope­rai Fca: «Vor­rei inco­rag­giare soprat­tutto i lavo­ra­tori a con­di­vi­dere que­sta espe­rienza e spin­gere tutta la società civile a soste­nere il fondo, sicuro che la soli­da­rietà ren­derà più umana la con­vi­venza tra le per­sone e la vita della collettività».

Della cam­pa­gna “Mise­ria ladra” fanno parte anche altre espe­rienze come la fab­brica recu­pe­rata dai lavo­ra­tori RiMa­flow di Trez­zano sul Navi­glio, a Palermo invece si sta orga­niz­zando un ser­vi­zio di riuso e rici­clo, a Roma dalla ex Bar­letta spa si cerca di far nascere un’attività di cowor­kingcohou­sing.

«Il con­tra­sto a mafie e corruzione-– con­clude De Marzo -, in situa­zioni di forte ingiu­sti­zia sociale, povertà e disper­sione sco­la­stica, si può fare solo ricreando un con­te­sto sociale ed eco­no­mico. Così si blocca la devianza e la dif­fu­sione di feno­meni come il gioco d’azzardo».

Anche nel napo­le­tano si sta cer­cando di lavo­rare sulla ria­per­tura di fab­bri­che fal­lite gra­zie a coo­pe­ra­tive di lavo­ra­tori, come la Wbo Ital­ca­bles di Cai­vano. Attra­verso Libera Cam­pa­nia si sta cer­cando anche di otte­nere beni e ville seque­strate alla camorra da con­ver­tire in appar­ta­menti per l’edilizia popo­lare. Intanto, con “Legami di soli­da­rietà” si cerca di soste­nere il tes­suto sociale di un ter­ri­to­rio a rischio dein­du­stria­liz­za­zione: «La cassa inte­gra­zione e la mobi­lità in deroga sono state can­cel­late dal governo — spiega Andrea Amen­dola, segre­ta­rio della Fiom Napoli — Eli­mi­nata anche la cig straor­di­na­ria per le società fal­lite e non ricon­ver­tite, fini­sci in Aspi cioè in Assi­cu­ra­zione sociale per l’impiego e poi sei fuori. Qui è molto dif­fi­cile ritro­vare un lavoro. Alla Fca di Pomi­gliano adesso ci sono i con­tratti di soli­da­rietà, si lavora almeno una set­tima al mese ma molti non rie­scono a pagare tutte spese. C’è chi è stato sfrat­tato ed è tor­nato con tutta la fami­glia dai geni­tori. Recen­te­mente abbiamo aiu­tato un manu­ten­tore elet­trico che ha perso l’impiego, a sua volta darà una mano a chi avrà biso­gno di lavori all’impianto».

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