La Cgil lancia il nuovo Statuto del lavoro

Diritti universali, contratto stabile e tutele anche per gli autonomi. Consultazione tra gennaio e marzo del 2016, poi i referendum per neutralizzare le leggi renziane. Eletta l’Assemblea generale CGIL, commissariata la Campania

il manifesto • 15/12/2015 • Copertina, Sindacato • 1398 Viste

Contro il Jobs Act. Diritti universali, contratto stabile e tutele anche per gli autonomi. Consultazione tra gennaio e marzo del 2016, poi i referendum per neutralizzare le leggi renziane. Eletta l’Assemblea generale CGIL, commissariata la Campania per dissesto finanziario

Il direttivo della Cgil ha varato ieri la Carta dei diritti universali del lavoro, il Nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori che diventerà una proposta di legge di iniziativa popolare subito dopo la consultazione dei lavoratori, che si terrà dal 18 gennaio al 19 marzo 2016. Due i quesiti da sottoporre al voto: uno chiede l’approvazione del testo, l’altro il mandato a proporre referendum abrogativi delle leggi che per il sindacato hanno deregolamentato il lavoro (e tra queste ovviamente il Jobs Act).

Ma il direttivo ha dato l’ok ad altri due provvedimenti: il primo, il commissariamento della Cgil della Campania, per il grave dissesto finanziario. Per coprire il buco verrà probabilmente messa in vendita la sede di via Torino a Napoli.

Infine, in attuazione di quanto deciso dalla Conferenza di organizzazione del settembre scorso, è stato dato il battesimo all’Assemblea generale della Cgil nazionale: struttura che si riunisce una volta l’anno per discutere le linee programmatiche e di azione della confederazione e che avrà, tra l’altro, il compito di eleggere il segretario generale, la segreteria confederale o singoli componenti di essa, e può infine deliberare su eventuali mozioni di sfiducia.

L’Assemblea generale, istituita per allargare la partecipazione delle strutture e dei luoghi di lavoro alla vita della Cgil, è costituita da 332 componenti, in maggioranza attivisti e attiviste dei luoghi di lavoro e delle Leghe Spi (pensionati), eletti con i medesimi criteri di rappresentanza e pluralismo adottati per la costituzione del Comitato direttivo nazionale.

Tornando al nuovo Statuto, la Cgil ha spiegato gli obiettivi che si prefigge: 1) avere diritti nel lavoro realmente universali ed estesi a tutti, che pertanto si fondino su principi di rango costituzionale; 2) disciplinare regole su Democrazia e Rappresentanza, estendendo a tutti gli accordi interconfederali sottoscritti in questi anni.

E ancora: 3) attuare l’articolo 39 della Costituzione; 4) aumentare le forme di partecipazione, consultazione e voto certificato dei lavoratori; 5) riscrivere la disciplina delle tipologie contrattuali rimettendo al centro il contratto di lavoro a tempo indeterminato e stabile, superando la precarietà, riconducendo quelle tipologie a esigenze meramente temporanee dell’impresa o di autonomia scelta del lavoratore.

Questi i due quesiti che saranno messi al voto: 1) Condividi obiettivi e gli indirizzi della proposta presentata dalla Cgil del Disegno di legge di iniziativa popolare «Carta dei diritti universali del Lavoro» ovvero «nuovo Statuto di tutte le lavoratrici e lavoratori»?

2) Condividi la possibilità di sostenere, in via eccezionale e straordinaria, la proposta di legge con specifici quesiti referendari, e dai mandato al Direttivo Nazionale della Cgil di elaborarli, definendoli con propria proposta autonoma, in considerazione del carattere universale e di rango costituzionale della proposta stessa che inerisce ai diritti generali e fondamentali riferiti al lavoro?

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2 Responses to La Cgil lancia il nuovo Statuto del lavoro

  1. eliomelon ha detto:

    finamente qualcuno si muove e bisogna dar atto alla cgil che finalmente si è decisa a dare una spallata a leggi inique.
    la legge di Renzi del Job Act infatti è a tutele crescenti ma per gli imprenditori che possono licenziare a loro piacimento anche lavoratori provenienti da altre aziende a tempo indeterminato con anzianità notevoli e che vedono sfumare garanzie che avevano prima.
    Alla faccia del governo di centrosinistra che fa l’occhiolino a confindustria.
    Auspico che tutti vadano a rispondere ai quesiti della cgil e che il referendum cancelli questa norma che prima la fornero e poi renzi hanno ammazzato diritti sacrosanti dei lavoratori

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