Smog

Le auto si fermano, lo smog aumenta La beffa dei blocchi a Milano e Roma

Negativo il responso delle centraline dopo il primo giorno di divieto totale o targhe alterne

TIZIANA DE GIORGIO LUCA DE VITO, la Repubblica • 30/12/2015 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina • 659 Viste

 MILANO. La nuvola di smog che avvelena Milano e Roma non si disperde. La sentenza sul primo giorno di stop alle auto per il capoluogo lombardo arriva dalle centraline dell’Arpa, nella stessa mattina in cui la città ripiomba nel silenzio e spegne per altre sei ore i motori. Le polveri sottili nell’aria non diminuiscono, anzi: anche lunedì i livelli di inquinamento sono rimasti al di sopra dei limiti consentiti. E Milano incassa il suo trentaquattresimo giorno di fila di smog fuorilegge.
Sono sessanta i microgrammi di Pm10 registrati lunedì dai rilevatori del Verziere, in centro, 66 in una zona più periferica come Città studi, addirittura dieci tacche superiori rispetto al giorno prima: una domenica nel bel mezzo delle vacanze natalizie, senza camioncini e furgoni per strada, fra i mezzi più inquinanti. Ma senza blocco del traffico. E lo scontro politico si riaccende. Con la destra che non perde tempo per tornare alla carica e tuonare contro la strada battuta dalla giunta arancione. E Matteo Salvini in prima linea che dà dell’«ignorante» al sindaco Pisapia: «La sua trovata è servita solo a rovinare la giornata a migliaia di persone che lavorano — attacca il segretario della Lega — la circolazione delle auto influisce solo marginalmente sull’inquinamento. Invece di trastullarsi in inutili acrobazie farebbe meglio a controllare le caldaie, iriscaldamenti, gli scarichi degli autobus». Le stesse critiche arrivano da Forza Italia: «Come ampiamente previsto — commenta Mariastella Gelmini, coordinatore regionale — il blocco del traffico privato voluto dagli amministratori di sinistra non è servito a nulla. L’inquinamento resta altissimo, oltre la soglia di allarme: gli espedienti propagandistici non puliscono l’aria».
Il Comune di Milano prende tempo. E prima di fare bilanci aspetta che si chiuda, oggi, l’ultimo dei tre giorni di stop ai motori. Con lo stesso copione: tutti fermi di nuovo per sei ore, dalle 10 alle 16. Ieri sono state 310 le multe fatte dalla polizia locale ai trasgressori, più o meno gli stessi numeri di lunedì. Per un divieto, anche nel secondo giorno di auto spente, sostanzialmente rispettato. «Ringraziamo i milanesi che hanno dimostrato un grande senso civico — fanno sapere da Palazzo Marino — certo, il blocco ha creato disagi ma con tutta evidenza ha evitato l’immissione di altri inquinanti in giornate caratterizzate da una particolare situazione meteorologica che non facilita certo la dispersione degli stessi».
Gli scarsi risultati (almeno iniziali) delle misure antismog che hanno colpito il traffico non riguardano però solo Milano. Anche a Roma le targhe alterne non sono servite a ridurre le concentrazioni di Pm10 e lunedì, quando la circolazione era consentita solo alle auto con targa pari, è stato comunque superato il limite delle polveri sottili nella stragrande maggioranza delle centraline: 11 su 13. E nel dibattito interviene anche il premier Matteo Renzi: «Si può fare di più, ma da qui sostenere che c’è un governo che passeggia sui morti, credo che ci sia un limite di decenza – commenta, rispondendo agli attacchi di Beppe Grillo dei giorni scorsi sull’emergenza inquinamento, lanciati attraverso il suo blog —. Se qualcuno pensa che questo sia lo strumento per prendere voti faccia pure».

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