La Camera approva la manovra Fondi Ue anche per i professionisti

La legge di Stabilità è stata approvata alle tre dell’altra notte dalla Camera con 297 a favore e 93 contrari. Verso l’ok del Senato entro Natale

Francesco Di Frischia, Corriere della Sera • 21/12/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Politica & Istituzioni • 657 Viste

ROMA La Camera approva la legge di Stabilità quasi alle 3 di notte: 297 i voti a favore, 93 contrari e 4 astenuti. Domani la manovra arriva per un esame lampo in Senato per la terza e definitiva lettura: se i tempi dovessero allungarsi, però, l’esecutivo sarebbe intenzionato a porre la fiducia. Sempre nel cuore della notte, come previsto, il Consiglio dei ministri approva la nota di variazione di bilancio dopo l’ok alla Stabilità. Le modifiche al provvedimento – spiega Palazzo Chigi – rideterminano l’indebitamento netto nel 2,4% del Prodotto interno lordo per il 2016 e confermano, per gli anni successivi, il percorso programmato degli obiettivi di finanza pubblica, con il pareggio previsto nel 2018.
Tra i provvedimenti c’è pure l’emendamento, approvato in Senato in prima lettura, che permette ai liberi professionisti di accedere ai bandi che stanziano fondi strutturali dell’Unione Europea. L’esecutivo avrebbe preferito inserire questa misura, che di fatto equipara i professionisti alle piccole e medie imprese, in una legge collegata alla Finanziaria. Forse la rivolta di chi rischiava di essere escluso ha convinto il governo a fare marcia indietro.
Se il testo alla fine supera i mille commi, lo stesso discorso riguarda il valore della manovra (35,4 miliardi, contro i 29,6 inizialmente previsti). A fare lievitare i conti sono alcune misure decise al Senato e soprattutto alla Camera, dopo gli attentati di Parigi, per potenziare con oltre 2 miliardi la sicurezza (nuove assunzioni e bonus degli 80 euro anche alle forze dell’ordine) e la cultura.
Soddisfatto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: «La legge di Stabilità è un ulteriore passo avanti della politica economica del governo» il cui «fine ultimo» è «la creazione di posti di lavoro di buona qualità, grazie al ritorno a una crescita ecosostenibile». «La riduzione delle tasse che scatta il 1° gennaio – sottolinea Padoan – accrescerà il reddito e la fiducia delle famiglie e quindi i consumi, che quest’anno si sono finalmente ripresi». Così come «gli sgravi fiscali sulle nuove assunzioni e gli incentivi fiscali, rafforzati al Sud, daranno un impulso alle imprese per sostenere i programmi di investimento, ampliare le attività, assumere personale e puntare sull’innovazione».
Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, guarda avanti: «Con questo voto, la legge di Stabilità, così come l’abbiamo conosciuta fino ad ora, non ci sarà più. Dal 2016, con la riforma del bilancio dello Stato, avremo un’unica legge di bilancio più tabellare, più coerente, con accertamenti in linea con le riscossioni, la cassa con la competenza, con decreti collegati che responsabilizzano i diversi ministeri sulle questioni di merito».
Francesco Di Frischia

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