La “grande coalizione” per salvare gli ulivi pugliesi vola in Europa

Emergenza Xyella. Un gruppo di cittadini e associazioni, tra cui il Wwf Italia, vogliono portare lo sradicamento obbligatorio degli ulivi sani alla corte europea

Marina Dalla Croce, il manifesto • 2/12/2015 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina • 926 Viste

Emergenza Xyella. Un gruppo di cittadini e associazioni, tra cui il Wwf Italia, vogliono portare lo sradicamento obbligatorio degli ulivi sani alla corte europea, per dimostrarne l’inutilità scientifica e agricola e l’illegittimità giuridica

Scienziati, giuristi, artisti, giornalisti, associazioni e imprenditori contro la UE per salvare gli ulivi secolari e millenari di Puglia. A questi ora si affianca il WWF nazionale, che lancia l’ultimo strale sul barcollante impianto normativo messo su per distruggere la foresta di ulivi secolari pugliesi.

Ad essere contestata formalmente in un ricorso dinanzi al tribunale europeo è la decisione di esecuzione della Unione europea (la 789/2015) che impone di sradicare tutti gli alberi, anche sani, nel raggio di 100 metri rispetto all’albero risultato positivo a Xylella, provocando, per ogni albero positivo al batterio, un deserto intorno ampio tre ettari e mezzo.

Il ricorso è frutto di otto mesi di ricerche e confronti sul piano-tecnico scientifico coordinati da Giorgio Doveri, dottore in chimica farmaceutica che, animato da un’autentica voglia di mettersi al servizio del bene comune, dissentendo civilmente, è riuscito a mettere insieme scienziati, giuristi, artisti, musicisti, imprenditori, associazioni, invitando ciascuno a dare il proprio contributo.

Il principio dei “100 metri” non ha alcun fondamento scientifico né giuridico

Il principio dei “100 metri”, secondo i ricorrenti, non ha alcun fondamento scientifico né giuridico: affermazione questa che si basa sulla solida relazione tecnico-scientifica realizzata dal LAIR “Law and Agroecology – Ius et Rus”, a cui hanno contribuito giuristi  professori, ricercatori e studiosi dell’Università del Salento, coordinati da Massimo Monteduro, docente di diritto amministrativo dell’ambiente.

Il LAIR ha collaborato, per gli aspetti scientifici, con Luigi De Bellis, Ordinario di Fisiologia Vegetale nella Università del Salento, uno tra i tanti autorevoli esponenti del mondo scientifico nazionale ed internazionale, ad essere fortemente  convinti che l’estirpazione degli olivi non sia la soluzione al problema.

Il ricorso è stato affidato allo studio legale di Gabriella De Giorgi (Ordinaria all’Università di Lecce di Diritto amministrativo e dell’ambiente), in collaborazione con l’avvocato Antonio Micolani.

Capofila del ricorso dinanzi al Tar Lazio, a cui si chiederà il rinvio pregiudiziale dinanzi al Tribunale europeo, è il WWF nazionale, affiancato da altri tre firmatari:

  • Associazione “Coordinamento per la difesa del Patrimonio Culturale contro le devastazioni ambientali”
  • Associazione “Forum del Terzo settore della provincia di Lecce”
  • Francesco Palermo, proprietario di uliveti a Torchiarolo.

I costi del ricorso saranno sostenuti, oltre che dai soggetti ricorrenti stessi, anche dal contributo di soggetti esterni tra cui:

  • Officina Zoè, gruppo musicale che da oltre vent’ anni rappresenta nel mondo la cultura artistica e musicale salentina
  • Enza Pagliara, artista e storica voce della Notte della Taranta, e cittadina attiva sul fronte ambientale
  • Il Barroccio di Lecce, locale leccese e riferimento musicale, culturale ed artistico per tutta la provincia
  • Comitato spontaneo “Uniti si può” di Torchiarolo, paese salentino co-vittima di questo errore fitosanitario
  • Ci sono anche alcuni artisti che hanno preferito rimanere anonimi a finanziare i costi e, infine,  “Xylella report”, il libro-inchiesta di Marilù Mastrogiovanni, acquisito nel fascicolo penale di due procure: l’intero ricavato delle copie vendute presso Il Barroccio di Lecce sarà destinato a sostenere il ricorso.

Il punto principale della giurisprudenza emersa da questa ricerca è che l’obbligo di distruggere tutti gli ulivi non infetti nel raggio di 100 metri da quelli infetti, che si trova nella “Decisione della Commissione europea” di maggio 2015, presenta delle illegittimità: questa decisione traduce in esecuzione la direttiva europea del 2000 (29/2000 CE) che si concentra sugli organismi da quarantena e su come evitarne le propagazione negli stati membri, direttiva nella quale  non si parla mai di distruggere piante sane.

Questo è un grave problema di legittimità, perché una decisione di esecuzione non può “oltrepassare” le indicazioni di una direttiva.

A questo aspetto se ne aggiungono altri di notevole importanza e l’auspicio è che questo argomento venga portato all’attenzione dei giudici della Corte di Giustizia UE.

Questa operazione non entra nel merito dell’estirpazione degli alberi infetti, per la quale si nutre anche forti dubbi di legittimità e correttezza fitosanitaria: il LAIR ha però deciso di concentrarsi sull’aspetto giuridico di maggiore criticità, con la speranza che l’assunzione di questa consapevolezza possa aprire una nuova visione fitosanitaria sulla questione del disseccamento degli ulivi, la cui causa va ricercata in plurimi e multidisciplinari aspetti ambientali critici, che sono la vera causa dell’indebolimento del polmone pugliese, diventato vulnerabile all’attacco di funghi o batteri.

“Ci si auspica la messa a punto di un miglior criterio di valutazione diagnostica –  dice Giorgio Doveri — a favore di una terapia più corretta e sicuramente più efficace”.

Ricordate i “100 passi” di Peppino Impastato?

Ecco, in questa storia di ribellione civile, sono 100 metri, un niente, ciò che separa ciò che è lecito da ciò che non lo è. Ciò che è democratico da ciò che invece è l’esercizio di un potere e un abuso. Che un ristretto gruppo di cittadini ha deciso di contrastare, democraticamente, insieme.

xylella la teniti an capu- san pietro vernotico

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