Laicità e matrimoni per tutti: domani la marcia dei diritti a Roma

A Roma in piazza per il diritto di amare liberamente, per la genitorialità e il contrasto della violenza di genere

Roberto Ciccarelli, il manifesto • 11/12/2015 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Libertà & Nuovi diritti • 633 Viste

ROMA.La marcia dei diritti. È il titolo suggestivo della manifestazione organizzata domani a Roma (dalle 14 da piazza del Colosseo a piazza della Madonna di Loreto) da un ampio cartello di associazioni e movimenti: Anddos-Gaynet, Lista lesbica Italiana, Gaycs, I mondi diversi No Profit, Roma Rainbow Choir, Scosse e Uaar Roma. Un percorso iniziato a metà novembre che ha ricevuto l’adesione di un centinaio di associazioni e singolarità, un’ampia rappresentanza dei mondi laici, gay e lesbico, queer. Il manifesto «Diritti in ostaggio — In marcia per liberarli», ha raccolto molte adesioni sul sito marciadeidiritti?.it. La manifestazione nasce dall’esigenza di «riprenderci la nostra voce in un paese in cui tutti parlano di noi e vogliono decidere sulle nostre vite» hanno detto gli organizzatori in una conferenza stampa alla Camera. Il corteo è stato presentato come un primo passo verso una mobilitazione duratura, a partire dal tema del momento: le unioni civili. «Non possiamo accettare che la discussione parlamentare divenga una nuova occasione per un mercato indecente sulla nostra pelle e per la propaganda omofoba di colpire la nostra dignità come sta avvenendo con l’attacco alla stepchild adoption» sostengono i promotori.
La sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha dichiarato valido in Italia il provvedimento con cui una donna ha adottato in Spagna la figlia della sua compagna, nata con fecondazione eterologa, rafforza le ragioni del movimento. La sentenza riconosce pienamente la «stepchild adoption» per una coppia omosessuale.

Nei documenti del movimento si parla la lingua dell’autodeterminazione e della libertà: «le persone lesbiche, gay, bisessuali hanno il diritto di esprimersi, di scegliere, di amare e di essere felici». La politica «deve rispettare l’integrità dei corpi e delle identità delle persone transessuali e di quelle intersessuali». Tra i princìpi ispiratori della manifestazione c’è la «garanzia dei pari diritti e dignità alle donne e agli uomini» e il contrasto delle violenze di genere. Si fa appello alla ricostruzione di un «sistema di istruzione di qualità, pubblico e laico» in cui abbiano piena cittadinanza programmi educativi che promuovano «la serena scoperta di sé la libera scelta». La sessualità, la vita, devono essere protette da «imposizioni ideologiche e irrispettose delle differenze e dell’unicità delle singole persone». La marcia dei diritti denuncia la «violenta e nazista propaganda messa in campo da organizzazioni integraliste intorno a quella che chiamano ideologia gender» e parla la lingua del «diritto d’amore», com’è stato definito da Stefano Rodotà. «Vogliamo una politica che estenda il matrimonio civile a tutte le coppie. contrasti le discriminazioni contro le persone Lgbti, riconosca i diritti di tutte le coppie conviventi non sposate e garantisca pieni diritti alle figlie e ai figli delle famiglie omogenitoriali». La genitorialità è una condizione plurale e va affermata in tutte le sue forme.

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