Iran:“Riad è come l’Is” E i sauditi rompono le relazioni con Teheran

Iran:“Riad è come l’Is” E i sauditi rompono le relazioni con Teheran

 Dopo le ambasciate prese d’assalto, proteste di piazza da Teheran al Bahrein, accuse incrociate di terrorismo e invocazioni di una «vendetta divina» da parte del leader supremo, l’Ayatollah Ali Khameini che paragona Riad all’Is: Iran e Arabia saudita, si affrontano in modo feroce all’indomani dell’esecuzione di 47 persone tra cui lo sceicco sciita Nimr al Nimr, che il leader Hezbollah, Hassan Nasrallah, definisce «martire”. Fino all’annuncio dell’Arabia Saudita che ha interrotto le relazioni diplomatiche con l’Iran. Il rischio ora è che il confronto degeneri, in un’ulteriore destabilizzazione dell’area e vanificando quegli sforzi faticosi per costruire una grande alleanza contro l’Is e per avviare, sotto egida Onu, il processo di pace in Siria.
Questi timori hanno suggerito alle capitali occidentali di reagire senza troppo criticare né sbilanciarsi, cercando di «disinnescare le tensioni»: come ha fatto ieri Federica Mogherini, Alto rappresentante della Ue per la politica estera, in una lunga conversazione con il ministro degli esteri iraniano Mohammed Javad Zarif. Entrambi hanno convenuto sulla «necessità che le parti facciano ogni sforzo per mantenere la situazione sotto controllo».
Anche gli Stati Uniti hanno fatto appello ai leader della regione per «non esacerbare le tensioni regionali» e al governo saudita perché «rispetti e protegga i diritti umani, assicuri la trasparenza giudiziaria e permetta espressioni pacifiche di dissenso». Dichiarazioni, queste, non di Barack Obama (tornato ieri pomeriggio a Washington dopo le vacanze alle Hawaii), né di John Kerry, ma di un semplice portavoce del Dipartimento di stato: a conferma che in questa fase la Casa Bianca vuole esporsi il meno possibile e che sicuramente è in imbarazzoper la mossa Riad, da sempre il suo alleato di riferimento.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha invece espresso il suo «sgomento», ricordando di essersi attivato nel passato per commutare la condanna a morte dello sceicco al Nimr . Ma è soprattutto a Teheran che si è scatenata la rabbia degli sciiti. Dopo l’assalto all’ambasciata saudita nella capitale iraniana la polizia ha arrestato 40 persone, ma le proteste di piazza sono riprese ieri, fomentate anche dalle guardie rivoluzionarie che hanno bollato la morte di al-Nimr come «un atto selvaggio e medioevale».
E sono continuate anche in Bahrein. Nel Paese governato da una minoranza sunnita e sostenuto da Riad, i manifestanti sciiti si sono scontrati con la polizia che ha effettuato numerosi arresti.


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