Burkina Faso, assalto all’hotel degli occidentali “Almeno 20 vittime”

Al Qaeda rivendica, ostaggi nelle mani dei terroristi Giornata di attacchi, Al Shabaab fa strage di soldati in Somalia

ANNA LOMBARDI, la Repubblica • 16/1/2016 • Copertina, Guerre, Armi & Terrorismi • 897 Viste

ATTACCO terroristico all’albergo degli occidentali di Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Due esplosioni, poi l’assalto di un commando armato: preso di mira l’hotel Splendid, un edificio di quattro piani, frequentato da stranieri, uomini d’affari occidentali e personale delle Nazioni Unite. Mentre si contano vittime in un caffè dal nome italiano — Cappuccino — che ha i suoi locali proprio sotto l’albergo.

Non si placa il tragico risiko dell’orrore che sta sconvolgendo il mondo: e questa volta tocca all’Africa. Sì, perché la giornata era iniziata con un altro sanguinoso attacco in Somalia: dove i miliziani islamici di Al Shabaab avevano assaltato una base dell’Unione Africana. Un blitz micidiale, dove sarebbero morti almeno 63 soldati del Kenya. Un massacro, descritto da un testimone oculare alla Bbc: «C’erano cadaveri di soldati ovunque e decine di mezzi dell’esercito dati alle fiamme».

La situazione di Ouagadougou rischia di essere altrettanto tragica: «Si tratta quasi certamente di terroristi islamici», dicono fonti dell’esercito del Burkina Faso. Un annuncio cui fa eco l’ambasciata francese di Ouagadougou che in un comunicato scrive: «È quasi certamente un atto terroristico». A dare un nome agli attentatori ci prova il sito americano che si occupa di monitorare le attività islamiche sul web, il Site Intelligence Group: a rivendicare l’organizzazione dell’attentato sui siti jihadisti arabi sarebbe stato l’Aqmi, Al Qaeda nel Maghreb islamica. La stessa organizzazione che venerdì, in un video, aveva minacciato l’Italia per il sostegno al nuovo governo libico.

La dinamica è ancora confusa: chi era lì, secondo le prime testimonianze raccolte dalla Bbc, ha parlato di detonazioni — forse due autobombe — e colpi di mitragliatore. Per prima cosa i terroristi avrebbero attaccato il caffè, che di solito a quell’ora è anche frequentato da prostitute. Avrebbero poi dato fuoco al locale e fatto esplodere delle automobili di fronte all’ingresso e sparato sulle persone che cercavano di fuggire dall’edificio. La stessa dinamica messa in atto venerdì durante l’attacco al centro commerciale della capitale indonesiana Giacarta: dove i terroristi hanno prima fatto esplodere delle bombe e poi sparato addosso alla gente che cercava di fuggire. Una sequenza che i terroristi indonesiani sembrano, a loro volta, aver mutuato dagli attacchi multipli del 13 novembre a Parigi. Non basta: le modalità dell’attacco all’hotel Splendid di ieri sera ricordano da vicino anche quelle dello scorso novembre all’hotel Radisson Blu di Bamako, in Mali, dove miliziani di Al Murabitun, anche loro legati all’Aqmi, uccisero 21 persone.

Secondo i testimoni, ad agire a Ouagadougou sarebbe stato un commando di almeno quattro uomini armati, che ha attaccato l’albergo intorno alle 19.30 locali, le 20.30 italiane. Dopo le bombe e gli spari, racconta un reporter della Reuters sul posto, Moëz Bahr, l’intervento della polizia ha spinto i terroristi ad asserragliarsi nell’edificio, pare, proprio nella caffetteria italiana. Dove, secondo la rete araba Al Jazeera, i terroristi si sarebbero rinchiusi con un consistente numero di ostaggi.

Ancora incerto il numero delle vittime, anche se le prime notizie parlano di almeno venti morti accertati: almeno tre cadaveri avrebbero «sembianze occidentali». La Farnesina fa sapere che «l’Unità di crisi sta verificando l’eventuale coinvolgimento di connazionali».

Il Paese è stato scosso di recente da una serie di rivolgimenti politici, compreso un tentato colpo di stato a metà settembre quando il generale Gilbert Diendéré, capo della guardia presidenziale, aveva sequestrato e imprigionato il presidente e il primo ministro provvisori, salvo poi essere incriminato.

Il 29 novembre si erano tenute le prime elezioni democratiche del Burkina Faso, vinte dall’ex premier Christian Kaboré, entrato però in carica da pochissimi giorni, lo scorso 30 dicembre. Un risultato ritenuto importante dagli osservatori internazionali.

A complicare il quadro, la decisione del Burkina Faso, proprio ieri mattina, di emettere un mandato d’arresto internazionale contro Guillaume Soro, il presidente dell’Assemblea Nazionale della Costa d’Avorio, accusato di aver sostenuto il colpo di stato del generale Diendéré.

I due attacchi di ieri, quello di Ouagadoudou, insieme a quello degli Shabaab in Somalia, dimostra comunque quanto la situazione nella regione sia sempre più critica.

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