La strage dei bambini naufragio nell’Egeo Allarme dell’Unicef

La strage dei bambini naufragio nell’Egeo Allarme dell’Unicef

Un ennesimo naufragio nel braccio di mare tra Grecia e Turchia ha provocato un’altra strage di migranti. I morti di quest’ultima tragedia dell’Egeo sarebbero almeno 39, di cui almeno 5 bambini. Ma secondo le autorità di Ankara il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente, perché in serata non era ancora stato recuperato il relitto del barcone di 17 metri, affondato poco dopo esser salpato dalle coste di Canakkale, diretto verso l’isola di Lesbo. L’imbarcazione s’è infranta andando a sbattere contro gli scogli e si teme che diverse persone siano rimaste intrappolate nella stiva. La guardia costiera ha potuto soccorrere 75 persone e sta cercando di ripescare una donna con il suo bimbo di tre mesi, trascinati dalla corrente verso il largo.

Secondo la stampa turca sul barcone viaggiavano migranti provenienti da Siria, Afghanistan e Birmania. Un portavoce della polizia ha invece dichiarato che un cittadino turco è stato arrestato con l’accusa di aver organizzato la traversata verso la Grecia. Tre giorni fa, in un altro naufragio avevano perso la vita 10 bambini.

Tutte vittime che vanno ad aggiungersi alle tremila persone che nel 2015 hanno perso la vita tentando di raggiungere le isole di Kos e Lesbos partendo dalle coste turche. In questa strage senza fine nel solo mese di gennaio sono annegati nell’Egeo oltre 50 bambini. Più di 80mila sono i migranti salvati in mare dalla guardia costiera dei due Paesi. Ma l’emergenza non finisce con il viaggio: Europol lancia l’allarme dei bimbi scomparsi. «Ne stiamo cercando più di 10mila, 5mila solo in Italia: sono migranti minorenni non accompagnati». Molti potrebbero essersi ricongiunti con le famiglie, ma su tanti si stende l’ombra dei trafficanti.

Sempre ieri, le due motovedette della Guardia costiera italiana impegnate in quel tratto di mare hanno soccorso 3 gommoni salvando 31 migranti e hanno recuperati 15 persone abbandonate all’addiaccio su una scogliera. Tra loro c’erano quattro donne e cinque bambini di meno di quattro anni.

Dopo la strage di ieri, il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, è tornato a chiedere corridoi umanitari sicuri: «Davanti al genocidio in mare di bambini l’Italia si sta colpevolmente assuefacendo. La Ue batta un colpo, è una questione che riguarda tutti. Affondano come su Titanic di carta».

Dalla Germania è arrivata la notizia pubblicata da Die Welt secondo cui – stando a un documento interno della Cdu – Berlino si preparerebbe a espellere 400 mila richiedenti asilo nel 2016.



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