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Madri in catalogo Così lavora la clinica del caso Vendola

Le regole e i costi della «Extraordinary Conception» negli Stati Uniti: «Per stare tranquilli bisogna calcolare 130 mila euro che verranno divisi in quattro rate»

Monica Rizzi Sargentini, Corriere della Sera • 4/3/2016 • Copertina, Libertà & Nuovi diritti, Società • 659 Viste

«Aiutiamo a costruire e crescere le famiglie». Così accoglie i visitatori il sito Extraordinary Conceptions , l’agenzia di San Diego cui si sarebbero rivolti Nichi Vendola e il compagno Ed Testa per avere Tobia. In evidenza quattro bottoni: «Scegli una donatrice di ovuli», «scegli una surrogata», «diventa una donatrice», «diventa una surrogata». L’agenzia ha molti clienti internazionali e basta cliccare su «italiano» per avere le informazioni nella nostra lingua, solo che la traduzione lascia a desiderare e per accedere al catalogo delle «madri per altri» bisogna cliccare su «ricerca mondo dei replicanti».
Una volta completata la registrazione in cui si forniscono le generalità della coppia, la nazionalità, l’orientamento sessuale e il trattamento desiderato si ha accesso all’elenco delle donatrici, che in tutto sono duemila, e a quello delle portatrici, che invece sono solo cento. È possibile fare una ricerca mirata della persona che cerchiamo indicando razza, orientamento sessuale, studi fatti, età e se richiediamo un aborto in caso di malformazioni o una eventuale riduzione fetale.
A ogni cliente viene assegnato un coordinatore che sarà a disposizione durante tutto il percorso. Per gli italiani c’è Francesca Sordi, una donna di Forlì che si è trasferita a San Diego con la famiglia tre anni fa. «Abbiamo tantissimi stranieri che si rivolgono a noi — spiega Francesca che ci invita subito a darle del tu e a parlarci via Skype —, io in questo momento sto seguendo ventuno coppie di cui sei sono già avanti nel loro percorso». I costi sono quelli di qualsiasi altra agenzia americana: «Per stare tranquilli — dice — bisogna calcolare 130 mila euro che verranno divisi in quattro rate. Il compenso base per la surrogata è di 35 mila dollari che le vengono pagati in quote mensili da quando c’è la conferma del battito cardiaco, se però la portatrice non è alla prima esperienza avrà un costo più alto perché più affidabile. Per legge tutte le ragazze hanno figli propri e devono essere in una condizione economica buona».
Extraordinary Conceptions lavora su tutti gli Stati Uniti per consentire una più ampia possibilità di scelta: «Non è facile trovare delle buone surrogate — dice Francesca —. Ogni duecento che ci contattano, ne prendiamo una decina al massimo». I viaggi nello Stato prescelto possono essere limitati a due: il primo per depositare il seme del padre e il secondo al momento del parto. «Ma questa è una scelta personale — spiega — ci sono coppie in cui la portatrice diventa parte della famiglia altre che invece mantengono un rapporto più distaccato».
Una volta scelta la donatrice e la surrogata, si fanno dei colloqui via Skype. Poi le ragazze vengono sottoposte a una visita clinica e psicologica per essere dichiarate idonee. Solo a quel punto si passa alla fase legale: la stesura del contratto che costa circa 8 mila dollari. È la fase più delicata del processo, qui si stabiliscono le regole della gravidanza: dieta, rapporti con la coppia committente, aborto in caso di malformazioni o problemi, eventuale riduzione fetale. L’anno scorso Extraordinary Conceptions ha fatto nascere 152 bambini da madri surrogate.
Monica Rizzi Sargentini

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