M5S

Mail «spiate», il contrattacco dei 5 Stelle

Il direttorio: una fantasia il controllo della posta dei parlamentari. Ma FI: andremo dai pm Ora il Movimento vorrebbe riaprire il caso degli «scontrini» di Renzi alla Provincia di Firenze

Emanuele Buzzi, Corriere della Sera • 7/3/2016 • Copertina, Politica & Istituzioni • 534 Viste

Dalle polemiche sui media ai tavoli dei pm: la vicenda sul presunto controllo delle email di deputati e senatori M5S da parte della Casaleggio Associati prende una nuova piega e a segnare la svolta è il forzista Maurizio Gasparri. «Presenterò un esposto alla magistratura con tutte le dichiarazioni pubbliche degli esponenti del Movimento 5 Stelle che denunciano il controllo telematico da parte di Casaleggio sulla posta elettronica di molti parlamentari — annuncia il vicepresidente del Senato —. È ora di smascherare i metodi di questo movimento».
Già ieri Laura Boldrini aveva ipotizzato ulteriori indagini, per «vedere se vi siano i presupposti per attivare le competenze di organi della Camera». In realtà, l’eventualità di accertamenti a Montecitorio si sarebbe raffreddata nelle ultime ore, anche perché alcune verifiche erano già state svolte all’epoca dei fatti, nel 2014. I questori, invece, — secondo indiscrezioni — nutrono perplessità sull’utilizzo dei fondi dei gruppi parlamentari M5S. I rumors indicano dubbi legati a un potenziale uso esterno improprio del denaro, ma al momento non risultano approfondimenti in atto.
La polemica politica, intanto, non sembra attenuarsi. Lucio Malan di Forza Italia parla di «inquietante spy story». Enrico Zanetti di Scelta civica si dice «turbato» dal caso: «Niente accuse a scatola chiusa, ma va fatta chiarezza e dissipata ogni ombra con esperti informatici indipendenti, non con lettere auto assolutorie». Franco Mirabelli (Pd) twitta: «Quant’è bella la #trasparenza5stelle. Non chiariscono sul caso #m5spy ma difendono #Casaleggio senza se e senza ma. Paura riveli loro mail?».
La replica del Movimento alle polemiche arriva sempre via blog con un post firmato stavolta dai cinque deputati del direttorio. Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Carla Ruocco, Roberto Fico e Carlo Sibilia bollano la vicenda come una «storia montata ad arte da stampa e Partito democratico», «pura fantasia». E contrattaccano: «La paura dei partiti e di qualche editore di perdere Roma si fa sentire». Il direttorio conclude esprimendo «solidarietà a Gianroberto Casaleggio» e invitando lo stratega «a chiedere i danni fino all’ultimo centesimo». C’è attesa tra i Cinque Stelle per quello che accadrà nelle prossime ore. L’ipotesi di una controffensiva legale è concreta, ma i pentastellati hanno intenzione di reagire sul piano politico. Un botta e risposta che potrebbe avere ulteriori seguiti, non solo via social network o tramite il blog di Beppe Grillo.
Nel mirino del Movimento ci sono i democratici, visti dai Cinque Stelle come i responsabili del battage mediatico. L’idea è quella di ripagare i dem con la stessa moneta, ossia un affondo mediatico eclatante nei confronti anzitutto di Matteo Renzi. La strategia è ancora in via di definizione, ma tra le idee circola quella di riprendere le battaglie extraparlamentari con azioni mirate. Possibile anche che i Cinque Stelle puntino da Roma alla Toscana per indagare sui pranzi e le cene del premier quando era presidente della Provincia di Firenze, già oggetto di un’indagine in passato (archiviata dalla Corte dei conti) e di un servizio de «Le Iene».
Emanuele Buzzi

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