Tutti contro il figlio del sottosegretario all’Istituto tumori

by TIZIANA DE GIORGIO, la Repubblica | 14 Marzo 2016 9:49

MILANO Una scelta «inopportuna e di cattivo gusto». L’ennesima ingerenza della politica negli ospedali che «si limita a muovere pedine, fregandosene dell’eccellenza e della ricerca ». Sulla nomina di Andrea Gentile all’interno del Cda dell’Istituto dei tumori di Milano arriva il no dei medici che bollano come «senza pudore» la decisione del ministro Lorenzin di mettere il figlio del collega di partito Tonino Gentile, sottosegretario per lo Sviluppo economico, a presidiare il cuore amministrativo del famoso polo milanese per la ricerca e la cura in campo oncologico. «Purtroppo non posso dire che la mossa mi stupisca — ammette Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico fino allo scorso dicembre della Fondazione Policlinico — Il ministro Lorenzin non è nuovo a questi giochi: l’Ncd è un partito debole, per questo tende a mettere i suoi uomini anche là dove dovrebbero stare dei tecnici. A prescindere dal fatto che siano capaci o meno». Una poltrona prestigiosa, quella all’interno dell’Istituto dei tumori. «Dove obiettivamente un solo consigliere non può fare chissà quali danni», aggiunge subito Mannucci. Senza poi nascondere il dispiacere: «Una persona così discussa in un posto in ogni caso delicato non può che amareggiare».

Anche Alberto Scanni, famoso oncologo milanese nonché primario emerito del Fatebenefratelli, scuote la testa. E parla, se non altro, di mancanza di buongusto. «Se è così che cambiano i tempi non siamo messi bene — commenta — in Lombardia abbiamo fior di personaggi importanti in questo campo. Se proprio vogliamo andare a cercare qualcuno fuori mi aspetto una persona che abbia un pedigree nella sanità di tutto rispetto e al riparo da ogni critiche. Non mi sembra questo il caso».

Critiche arrivano anche da Maurizio Mari, direttore generale della Fondazione Cerba e braccio destro di Umberto Veronesi: «Non voglio entrare nel merito delle competenze di Gentile che personalmente non conosco — spiega — io critico la nomina legata a questioni di partito per questo tipo di posizioni: queste persone poi si ritrovano ad amministrare un ospedale. Non a definire le politiche generali come potrebbe fare un assessore, che non deve essere necessariamente un tecnico».

Nel frattempo, il Movimento cinque stelle ha annunciato un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro criteri e ragioni che hanno fatto ricadere la scelta proprio su Gentile Jr, che nel 2014 era stato iscritto nel registro degli indagati per truffa, associazione per delinquere e altri reati, per gli incarichi di consulenza ricevuti dall’Asp di Cosenza. La sua posizione era però stata archiviata nel giro di un anno. «Il suo curriculum parla da sé — commenta il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri — dove sono le competenze richieste per ricoprire questo ruolo? Questa scelta è un grave errore che la Lombardia non si può accollare».

E mentre Gentile prova a difendersi parlando di nomina strumentalizzata, perché «arrivata prima di quella di mio padre come sottosegretario », la Rete si scatena. Fra le voci contro la decisione della Lorenzin, anche quella del regista Ferzan Ozpetek, che twitta la notizia usando l’hashtag #senzavergogna.

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