antidroga

Al liceo Virgilio la protesta degli studenti contro il proibizionismo

Roma. Interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana sull’irruzione dei carabinieri e l’arresto di uno studente per spaccio di una canna. E spunta un corso anti-droga organizzato da una fondazione di Scientology

Roberto Ciccarelli, il manifesto • 24/3/2016 • Copertina, Droghe & Dipendenze • 888 Viste

Assemblea al liceo Virgilio

Un’indicazione inascoltata perché nei primi tre mesi del 2016 si è registrata una vera e propria offensiva repressiva nelle aule dei licei italiani da Arzachena alla Brianza, da Pontedera a Teramo, da Udine a Marsala. Un’offensiva che ha portato a perquisizioni degli studenti in classe fino all’arresto di uno studente al liceo Virgilio di Roma con l’accusa di avere venduto una “canna” a un minorenne. Ieri è finito ai domiciliari.

“Certo – si legge nel rapporto – la cannabis è molto diffusa, ma non molto di più delle droghe sintetiche, ma, comunque, un’azione repressiva ad ampio spettro come quella attuale non è sostenibile o se è sostenibile lo è a detrimento della repressione di reati analoghi che lo stesso legislatore ritiene più gravi. Dunque, per un verso, è necessario allocare diversamente le risorse umane e di polizia sugli altri fronti del narcotraffico e, per altro verso, è necessaria, per rendere il sistema non intrinsecamente contraddittorio, una rimodulazione delle fattispecie incriminatrici”.

L’interrogazione di Sinistra Italiana
Il caso del Virgilio a Roma è diventato esplosivo. Ieri i deputati di Sinistra Italiana (Fratoianni, Pannarale, Marcon, Paglia, Costantino, Farina) hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Giannini.

Al primo punto c’è la spettacolarizzazione della criminalizzazione degli studenti. L’irruzione, durante la ricreazione, quindi nell’orario scolastico, di dodici carabinieri è il problema: “Sia da parte degli studenti che da parte di alcuni genitori è stato fatto notare che non si dovrebbe assistere a tali momenti plateali di studenti, anche se coinvolti in comportamenti non idonei e attualmente penalmente perseguibili” sostengono i deputati.

Educare e punire

La presenza delle forze dell’ordine in classe è a dir poco anomala ed è il frutto di una scelta emergenziale e poliziesca nella gestione dei conflitti nelle classi, tra docenti e adolescenti. L’istituzione scolastica sembra avere rinunciato a ogni forma di mediazione e non intende recuperarla attraverso strumenti della partecipazione e del dialogo. Si aprono così nuovi scenari del controllo e dell’esibizione della forza.

Agli studenti e genitori che hanno criticato questo modello, ieri la preside del Virgilio Irene Boldriga ha replicato: «Sono cose che capitano in tante scuole, non si capisce perché al Virgilio debba diventare una cosa di cui discutere”.

Parole che delineano la trasformazione in corso: nelle scuole la “war on drug” è considerata normale. In un comunicato scritto in occasione di un caso simile in una scuola bolognese, il Forum Droghe e Antigone avevano descritto le conseguenze di questo modello proibizionista: “un esempio lampante  del fallimento del modello proibizionista: spreco di risorse, spettacolarizzazione della war on drugs, costante aumento del consumo di sostanze di stupefacenti soprattutto da parte dei più giovani ma non solo”.

Sul caso del Virgilio è intervenuto Hassan Bassi segretario Forum Droghe: “Il problema del consumo fra i giovani di sostanze stupefacenti andrebbe affrontato all’interno di  un processo educativo di prevenzione che si basi sulla fiducia fra educatore e studenti. Creare un clima di controllo e punizione non può portare che a peggiorare la situazione. Per ogni ragazzo denunciato ce ne saranno 10 che si nasconderanno ancora di più e finiranno direttamente fra le braccia del mercato nero e del malaffare”.

“L’alleanza tra “educare e punire” ha dimostrato nei decenni la sua pochezza (vedere gli andamenti dei consumi per credere). L’approccio deterrente, di reaganiana memoria (la Zero tolerance) ha avuto proprio negli USA, dove ha drenato milioni di dollari, la sua più radicale smentita” ha scritto Susanna Ronconi in un articolo su Fuori Luogo.

Scientology al Virgilio

Del Virgilio si continuerà a parlare perché, come attesta anche l’interrogazione di Sinistra Italiana, è spuntato un corso anti-droga promosso dalla fondazione “per un mondo libero dalla droga”. Tale fondazione fa direttamente riferimento alla discussa setta religiosa di Scientology.

Al ministro Giannini i deputati chiedono se il Miur abbia mai deciso di affidare a Scientology la cura di un tema esplosivo socialmente. E quale iniziativa intende prendere il governo per un’educazione sul tema. Che non sia quella con poliziotti, carabinieri e cani anti-droga a supporto di una certa idea della comunità scolastica.

scientology al virgilio
La copertina dell’iniziativa antidroga al Liceo Virgilio

La protesta degli studenti
Ieri circa quattrocento studenti hanno organizzato una manifestazione tra via Giulia e piazza Farnese. Nel frattempo la preside teneva un’assemblea all’interno sulla “legalità”. «Solo qui si discutono la legalità e il ruolo delle forze dell’ordine», ha ribadito. «Vorremmo spiegare alla preside che non stiamo difendendo lo spaccio di droga dentro il Virgilio, che non siamo certo favorevoli – ha risposto una studentessa -, ma che crediamo che queste modalità, con le forze dell’ordine a scuola, non siano adatte a un luogo di formazione». La polemica è dunque tra una certa idea della legalità e un’altra idea di formazione.

Per dare il clima della situazione, il corteo è stato bloccato da un blindato e da reparti della celere ed è stato costretto a tornare all’ingresso dell’istituto.

«Volevamo parlare con la preside anche per capire che cosa sta succedendo perché sono due mesi che ci vediamo entrare nella scuola le forze dell’ordine e gli studenti sono spaventati» sostiene una rappresentante d’Istituto. «Purtroppo con la preside abbiamo un problema di comunicazione, non riusciamo a parlarci mai», ha aggiunto.«Oggi la preside comunque ci ha spiegato che non poteva impedire l’ingresso delle forze dell’ordine a scuola», ha detto. «La scuola non deve essere una zona franca dove si spaccia ma un luogo sicuro, ma vedere le forze dell’ordine entrare così non è stato bello», ha aggiunto.

Da parte sua, la preside insiste sul fatto che gli studenti del Collettivo del Virgilio siano una “minoranza”, come i genitori che protestano per le modalità adottate: “I genitori – ha detto – Solo un’esigua minoranza sostiene le ragioni degli studenti che protestano, ma d’altronde qui é sempre accaduto e non ci stupisce, contestare qui è abituale”.

La preside ha incontrato il padre del ragazzo arrestato che ha un precedente analogo. Nel 2013, minorenne, fu trovato con mezzo chilo di hashish e il Tribunale dei minori dispose la messa in prova. Una ventina di compagni di scuola hanno tenuto un presidio a piazzale Clodio durante l’udienza di convalida del fermo. “Noi – ha ribadito una studentessa del collettivo – non difendiamo lo spaccio. Oggi abbiamo chiesto alla dirigente scolastica un incontro ma lei ha rifiutato convocando a sua volta un’assemblea».

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