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Online i redditi dei politici Grillo il più ricco tra i leader

Il fondatore del M5S raddoppia le sue entrate, Renzi solo settimo tra i ministri. Berlusconi fuori lista, il paperone è il re delle cliniche Angelucci

ANNALISA CUZZOCREA, la Repubblica • 19/3/2016 • Copertina, Politica & Istituzioni • 831 Viste

Mario Monti triplica il suo reddito, Beppe Grillo va oltre il raddoppio. Esce dalla classifica Silvio Berlusconi – che non deposita più la dichiarazione facoltativa in quanto capo di partito – ed entra Giorgio Napolitano: l’ex capo dello Stato dichiara 260 mila 821 euro.

Il Parlamento, ieri, ha reso pubbliche le situazioni patrimoniali di deputati, senatori, esponenti di governo e leader politici riferite all’anno 2014. Il più ricco è il deputato di Forza Italia Antonio Angelucci, proprietario di cliniche private ed editore del quotidiano Libero, con oltre 4 milioni di euro di reddito imponibile. Tallonato dall’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, senatore, che ne dichiara 3 milioni 937 mila. A Palazzo Madama nella fascia altissima ci sono Niccolò Ghedini, uno degli avvocati dell’ex Cavaliere, con oltre 2 milioni e 300mila euro, il senatore a vita Renzo Piano (1 milione 369mila di cui 942.586 dichiarati in Francia) e – sempre in Forza Italia – Alfredo Messina e Salvatore Sciascia, entrambi sopra il milione (tra i senatori a vita lo scienziato Carlo Rubbia dichiara 383.269 euro con un patrimonio di oltre tre milioni). A Montecitorio raggiunge quasi Ghedini l’avvocato bresciano Gregorio Gitti (ex montiano passato al Pd) con oltre 2 milioni di euro. Mentre il patron della Brembo Alberto Bombassei si ferma a un milione e mezzo. Mario Monti, da quando ha perso il suo partito, ha aumentato il conto in banca: l’ex premier passa da 224.487 euro del 2014 a più di 700mila nel 2015. Piero Grasso è più ricco di Laura Boldrini: il presidente del Senato dichiara 354.487 euro contro i 138mila della presidente della Camera. Tra i vicepresidenti alla Camera l’unico che non raggiunge i 135mila euro di Giachetti, Baldelli e Sereni è Luigi Di Maio, fermo a 98.471 euro (come i suoi compagni di partito Alessandro Di Battista e Roberto Fico). Mentre al Senato la vicepresidente più ricca è Linda Lanzillotta, pd, con 331.734 euro (battuta tra le donne dalla deputata Barbara Pollastrini, sempre pd, 459.496 euro). Per tutti i membri del Parlamento c’è da tenere presente che dalle dichiarazioni sono esclusi i rimborsi spese (circa 7mila euro al mese, senza bisogno di presentare ricevute) e l’esercizio di mandato (1900 euro al mese) oltre ai 1200 euro annui di spese telefoniche (tutto esentasse).

Il più ricco del governo è il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, con 126 euro, la più povera Maria Elena Boschi con 96.568. Matteo Renzi guadagna, da presidente del Consiglio 110.161 euro. Tra i leader di partito non c’è più Silvio Berlusconi, costretto a depositare la dichiarazione fin quando era senatore (nel 2013 aveva dichiarato 4 milioni e mezzo di euro). L’ha presentata invece Beppe Grillo: il capo politico del Movimento 5 Stelle passa dai 174mila euro del 2013 ai 368mila del 2015. Probabilmente grazie alla vendita di una casa a Lugano, in Svizzera, con posto auto e cantina. Grillo ha anche venduto una Mercedes e una moto Suzuki comprando un motociclo Honda. Tra le proprietà restano la villa a Marina di Bibbona, un appartamento a Rimini, uno a Valtournanche (Aosta) e uno a Megeve, in Francia. Infine ci sono il 98 e il 99 per cento di due società: la Bellavista e la Gestimar, con sede a Genova.

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