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Profughi, la Slovenia chiude le frontiere

Incontro a Venezia tra Renzi e Hollande: “Uno sforzo per risolvere la crisi”. L’Onu attacca l’accordo Ue -Turchia

ALBERTO D’ARGENIO, la Repubblica • 9/3/2016 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 597 Viste

In una Venezia blindata, tra le bellezze di Palazzo Ducale, Matteo Renzi e François Hollande fanno il punto dopo il flop del summit europeo di lunedì sui migranti. Ad aggravare la situazione la Slovenia ha annunciato che da oggi sbarrerà del tutto i suoi confini ai migranti in modo da considerare chiusa la Rotta balcanica.

Renzi e Hollande parlano anche di crisi libica, mostrandosi d’accordo: il premier italiano ha ribadito che non ci sarà un’invasione militare del Paese e che la «priorità» resta la formazione di un governo di unità nazionale (da aiutare dopo il suo insediamento). Ma ha anche sottolineato che «il tempo a disposizione non è infinito» e che i raid mirati contro l’Is «sono già realtà». «In Libia deve agire l’Europa », ha detto Hollande, «per contrastare il caos che alimenta il terrorismo».

Un vertice, il trentatreesimo tra Italia e Francia, al quale partecipano diversi ministri dei due paesi e dedicato alla memoria di Valeria Solesin. L’obiettivo è anche riavvicinare i due leader, negli scorsi mesi divisi da alcune polemiche in Europa e che ora, accadrà sabato all’Eliseo, sono impegnati a rilanciare l’Ue insieme agli altri socialisti europei. La priorità è l’economia, ma anche l’immigrazione è ormai diventata un’emergenza sulla quale Roma e Parigi vogliono farsi sentire. Proprio sui migranti ieri c’è stata un’inedita polemica tra Onu ed Unione. I Ventotto lunedì si sono trovati spiazzati dalle richieste di Ahmet Davutoglu che per chiudere la rotta dell’Egeo ha chiesto altri tre miliardi agli europei, l’accelerazione dei negoziati di adesione all’Ue di Ankara e la liberalizzazione dei visti a giugno. Il premier turco ha anche offerto di riprendersi i migranti che sbarcheranno illegalmente in Grecia ma per ognuno di essi chiede che l’Europa prelevi un siriano ospitato in Turchia e lo ricollochi in uno dei sui stati membri. Un accordo non chiuso che gli sherpa limeranno (duramente) per il Consiglio europeo del 18 marzo ma che ieri l’Unhcr ha bocciato: «Sono profondamente preoccupato — le parole del commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi — per il rientro indiscriminato di persone da un Paese all’altro. La bozza di accordo non fornisce garanzie di protezione ai rifugiati in virtù del diritto internazionale».

Bruxelles ha risposto che i dettagli dell’intesa finale «saranno sicuramente in linea con le norme comunitarie ed internazionali». Ma anche Medici senza frontiere parlano di «piano cinico, da parte di leader che riducono i rifugiati a numeri». A Venezia Renzi ha affermato che «bisogna fare uno sforzo per scrivere nuovi rapporti con la Turchia ma la libertà di stampa ha un valore straordinario». Con Hollande ha definito il summit di Bruxelles «troppo lungo» e ha sottolineato l’urgenza di trovare una soluzione alla crisi migranti.

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