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Una ministra, tanti interessi

In corso di approvazione due norme nel disegno di legge sulla concorrenza. Il presidente della commissione industria evidenzia i favori all’Enel, di cui la Ducati è fornitrice. Insieme all’emendamento dello scandalo, l’esecutivo cercò di favorire le società di ingegneria come la Its

Andrea Fabozzi, il manifesto • 2/4/2016 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina, Politica & Istituzioni • 632 Viste

Quanti sono gli emendamenti che possono nascondere gli interessi privati dell’ex ministra Federica Guidi? Quello ormai famoso, grazie alla telefonata intercettata tra Guidi e il compagno Gianluca Gemelli, che consente di evitare l’autorizzazione delle regioni per il trasporto del materiale petrolifero – rivendicato ieri dalla ministra Boschi – fu approvato con la fiducia nella legge di stabilità 2015. Ma prima il governo aveva provato a inserirlo in fase di conversione del decreto sblocca Italia nel 2014. In quella stessa occasione un altro emendamento, presentato a nome del governo da Simona Vicari, sottosegretaria dell’allora ministra allo sviluppo Guidi, fu parimenti dichiarato inammissibile. Era l’emendamento 17.196 e puntava a spianare la strada delle committenze private alle società di ingegneria. Gemelli è il socio unico della società di capitali 2G Investimenti che a sua volta è socia unica della Its srl, società di ingegneria con sede a Siracusa di cui Gemelli è amministratore unico. La Its è al centro dei sospetti della procura di Potenza, avendo ottenuto in subappalto attraverso la Tecnimont «servizi di supervisione specialistica alle attività di costruzione e montaggio» per la Total nell’impianto di Tempa Rossa. Grazie, secondo le accuse, al rapporto di Gemelli con Guidi.

Dal 1997 le società di ingegneria sono nel limbo, avendo l’allora ministro Bersani abolito un divieto di epoca fascista potrebbero stipulare contratti con i privati – così come i liberi professionisti e gli studi associati – ma in mancanza dei decreti attuativi capita che, a seguito di un contenzioso, il giudice dichiari quei contratti non validi.
Al governo Renzi la questione sta molto a cuore. Già nel 2014 aveva provato a liberalizzare le committenze private per le società nel decreto competitività, ma la norma approvata a luglio al senato fu poi cancellata dal testo della camera.
Il secondo tentativo fu fatto nell’ottobre 2014 contestualmente alla modifica (emendamento 37.52) che stava a cuore, in questo caso la prova sta nelle intercettazioni telefoniche, all’ingegnere Gianluca Gemelli. In una seduta (17 ottobre 2014) della commissione ambiente della camera che sia il deputato Davide Crippa dei 5 Stelle sia la deputata Serena Pellegrino di Sinistra italiana raccontano come particolarmente tesa, con l’intervento in notturna anche del vice ministro De Vincenti (allora anche lui allo sviluppo economico) sia l’emendamento sull’autorizzazione unica per le infrastrutture degli impianti estrattivi sia quello sulle società di ingegneria, entrambi del governo, furono alla fine dichiarati inammissibili.

Ma se il primo è rientrato poi nella legge di stabilità, il secondo, quello sull’apertura alle committenze private per le società di ingegneria, è stato accolto nella legge sulla concorrenza approvata nello scorso ottobre dalla camera. Non più come emendamento, ma come articolo costitutivo del disegno di legge – presentato anche questo dalla (ex) ministra Guidi – all’articolo 46: «Svolgimento delle attività professionali in forma associata». Una liberalizzazione per il futuro e una sanatoria per il passato (dal 1997) con il solo obbligo per le società di capitali di ingegneri di iscriversi in un albo. Paradosso: sul quale dovrà vigilare il commissario anticorruzione Cantone. La legge è adesso al senato.
Nella stessa legge sulla concorrenza, fa notare adesso il presidente della commissione industria del senato Massimo Mucchetti (minoranza Pd), è previsto il superamento del servizio di maggior tutela per le bollette elettriche (articolo 27) «in modo tale da favorire l’Enel e danneggiare i consumatori». E, aggiunge Mucchetti, «la Ducati energia è fornitrice dell’Enel. Lo impariamo dallo stesso sito internet dell’azienda». La Ducati energia è l’azienda di proprietà della famiglia Guidi, il padre Guidalberto e la figlia Federica che si è dimessa dalla carica di vicepresidente dopo aver giurato da ministra dello sviluppo nel febbraio 2014. Il che è bastato all’Antitrust per assolverla, qualche giorno dopo, da ogni possibile conflitto di interessi.
Effettivamente basta aprire la pagina dei prodotti del sito della Ducati energia per trovare un lungo elenco di apparati destinati alle centraline di Enel distribuzione. «Se la telefonata per l’emendamento sblocca Tempa Rossa può essere umanamente capita e perdonata, non politicamente – commenta Mucchetti – confermare questo favore a Enel nel disegno di legge concorrenza sarebbe diabolico».

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