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Pensionati in piazza il 19 maggio. E gli esodati si appellano a Poletti

La vertenza resta tra le più calde tra quelle aperte dal sindacato, e anche quella dove si registra la maggiore armonia tra le tre sigle: il prossimo appuntamento nazionale è previsto il 19 maggio

Antonio Sciotto, il manifesto • 5/4/2016 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 493 Viste

Quello dei pensionati – e di chi aspira a diventarlo – resta per il momento un rebus, visto che anche dopo le manifestazioni di sabato scorso in tutta Italia non vengono dal governo chiari segnali per una soluzione. I problemi aperti sono tantissimi, e sembra che l’esecutivo non sia disponibile ad affrontarli prima della prossima legge di Stabilità: la flessibilità in uscita, gli adeguamenti degli assegni, i precoci e gli usuranti, ma anche l’urgente nodo degli esodati, decine di migliaia di persone che rischiano la sopravvivenza visto che a causa della riforma Fornero sono rimaste senza reddito da lavoro né pensione. Per non parlare dei giovani e dei precari, il cui futuro previdenziale è assai incerto.

Domenica il presidente dell’Inps Tito Boeri è tornato a chiedere un contributo dagli assegni più ricchi, aggiungendo una categoria da cui si potrebbe “pescare”, quella di chi percepisce l’assegno da lunga data (ce ne sono poco meno di 500 mila erogati dal 1980), ma su questa possibilità il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha per il momento frenato. E proprio a Poletti gli esodati hanno chiesto un incontro a breve, urgente, perché si chiuda finalmente il loro capitolo.

La vertenza resta tra le più calde tra quelle aperte dal sindacato, e anche quella dove si registra la maggiore armonia tra le tre sigle: il prossimo appuntamento nazionale è previsto il 19 maggio, data in cui Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil hanno fissato la loro manifestazione in Piazza del Popolo.

Intanto la Rete nazionale dei Comitati esodati ha lanciato un appello a Giuliano Poletti: «Le chiediamo – scrivono rivolti al ministro del Lavoro – un urgente incontro con una nostra delegazione per esternarLe le nostre richieste: 1) un intervento urgente sull’Inps affinché chiuda sollecitamente il monitoraggio delle salvaguardie aperte (sesta e settima); 2) un sollecito al ministero delle Finanze per l’immediato reintegro delle risorse distratte dal Fondo Esodati e per la rapida approvazione di un ottavo provvedimento di salvaguardia per tutti gli oltre 24 mila esclusi».

«Ripetutamente lei e il presidente Renzi ci avete assicurato che in legge di Stabilità 2016 avreste risolto il nostro dramma definitivamente – proseguono gli esodati rivolgendosi a Poletti – Con le sue parole del question time al Senato (della settimana scorsa, ndr) si assiste inequivocabilmente a un ulteriore rinvio della soluzione complessiva dell’ingiustizia, presumibilmente nella legge di Stabilità 2017».

«La nostra vertenza – conclude Rete esodati – poteva essere chiusa già l’autunno scorso quando lei e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan avevate preso formale impegno in Parlamento con la legge di Stabilità 2016. Infatti: 1) sussisteva la certezza del loro numero: 49.500 certificati dal suo Ministero al Parlamento in risposta ad una interrogazione; 2) sussistevano le risorse per le coperture finanziarie rinvenienti dai residui accantonati nel Fondo Esodati: da questo fondo però è stato sottratto a più riprese circa 1 miliardo di euro; 3) sussisteva la volontà politica del Parlamento, che si era già pronunciato unitariamente, a partire dalla intera Commissione Lavoro della Camera che aveva elaborato una prima ipotesi di settima salvaguardia, e dello stesso Renzi che aveva dato personali assicurazioni per tutti i 49.500 in una intervista televisiva».

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