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La creatività contro le trivelle, mille piazze per il Sì alle urne

Referendum del 17 aprile: cortei di bici, di passeggini, di barche e parapendii. Virale sui social la canzone reggae in siciliano e altre lingue «Si mori u mari» per il Comitato del Sì

Rachele Gonnelli, il manifesto • 9/4/2016 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina • 644 Viste

C’è chi degusta e chi pedala, chi si traveste in azzurro-acqua, chi di nero-petrolio, chi spinge passeggini vuoti fin sui monti della Val d’Agri per segnalare i rischi sanitari, chi canta, chi passeggia, chi rampica, chi disegna: il tutto in mezzo a dibattiti, proiezioni di film e documentari e banchetti informativi. Il popolo dei referendari si mobilita questo week-end lungo, cominciato ieri, in tutta Italia, per una tre giorni che culminerà nel concerto-evento finale della campagna per il Sì a Bari.

A Bari domani sarà una kermesse dalle 17 fino a notte nella piazza a fianco del teatro Petruzzelli con sul palco, per la conduzione di Dario Vergassola, l’orchestra della Taranta e tanti gruppi musicali più e meno noti, contributi video e in streaming, incluso un messaggio dell’attore Luca Zingaretti che proprio ieri ha aderito ufficialmente alla lunga lista di artisti per il Sì al Referendum sulle trivelle del 17 aprile.

Anche il web fa la sua parte: è già diventata virale la canzone colonna sonora del Sì realizzata da decine di musicisti con il sostegno del sindacato Usb si mori u mari, una jam session di sax e percussioni con parole in siciliano, arabo, giamaicano, francese, spagnolo, wolof: il video è così allegro che piacerebbe a Eugenio Garcia, il pubblicitario che realizzò la campagna referendaria cilena contro Augusto Pinochet, da cui è stato tratto il film premio Oscar del 2012.

Le iniziative sono davvero mille , da Ivrea a Licata. Alcune sono veramente curiose come il foto-flash-mob di Milano, dove è stato realizzato un set fotografico con ombrelloni e sedie a sdraio dal titolo «Mettici la faccia, il mare a Milano», alla Festa del riciclo che va avanti anche domenica. O come a Napoli dove, a parte l’aperitivo-informativo di ieri sera a largo Giusso, sarà organizzato oggi un presidio alla rotonda Diaz con catena umana di manifestanti neri, sporchi di petrolio, e striscioni sul lungomare in contemporanea a sfilata di barche.

Ogni comitato locale sfoggia la sua creatività. A Roseto degli Abruzzi reading di poesia «La Trivella» in via De Amicis. A Salerno concerto «referendum vibration» al circolo Arci MumbleRumble. A Genova una manifestazione di vortici e piroette su cielo e mura, nel primo pomeriggio: attività con il paracadute e muralisti mobili. A Taranto in mattinata corteo di passeggini vuoti in direzione ponte Sant’Eligio con parata di barche a remi con accompagnamento di cornamuse.

A Bologna «percorso di sensibilizzazione al voto del 17 aprile, tutti vestiti in azzurro», accompagnati da una banda di musicanti da strada: appuntamento ore 14,45 alla fontana del Nettuno. Incursioni non meglio precisate sono previste anche nell’ambito del festival del giornalismo in corso a Perugia. A Crotone stand informativi sul lungomare e sfilata di barche di pescatori. Mercatini, artisti di strada, stand gastronomici a Chieti e a Pineto, provincia di Teramo, dove si organizza anche una biciclettata. Pedali in azione anche a Varese, Arcore, Taranto.

Mentre domenica mattina Arci e artigiani della Cna conducono una passeggiata dentro la riserva naturale di Punta Aderci per arrivare alla spiaggia di Punta di Penna a Vasto da dove si vede la piattaforma offshore Rospo Mare che – ricordano gli organizzatori – ha una delle concessioni interessate dal referendum: è vetusta, estrae petrolio al minimo da trent’anni e se vincerà il Sì terminerà la sua vita nel 2018, quando, ripristinata la vecchia legge mineraria, dovrà iniziare lo smantellamento e la bonifica.

In Abruzzo la mobilitazione sarà capillare per il Sì e vedrà molti banchetti del Movimento Cinque Stelle. A Teramo a sostenere il Sì ci sono anche i segretari del Pd di Giulianova, Roseto e Pineto. La Lega Nord pubblicizza 90 gazebo per il Sì in provincia di Brescia ma a Ravenna, dove la presenza degli impianti Eni permea la vita cittadina, sia la Lega che il coordinatore regionale di Forza italia non seguono la linea ufficiale dell’opposizione di centrodestra e si dichiarano per l’astensione.

Anche nelle Marche il voto sulle trivelle è molto sentito e ad Ancona il presidente Pd della Regione Antonio Mastrovincenzo ospita insieme a Legambiente un incontro con una delegazione di attivisti sloveni, croati, bosniaci e albanesi della rete One Adriatic.

«È sbagliato – dice Mastrovincenzo riferendosi evidentemente all’invito di Renzi ad andare al mare disertando le urne – chiedere di non andare a votare, è un esercizio di democrazia, come è sbagliato consentire di continuare a mantenere in piedi i permessi già rilasciati per le estrazioni, eludendo la scadenza».

E Luka Tomac, portavoce di One Adriatic, smentisce le informazioni circolate su un possibile spostamento delle piattaforme dal mare italiano a quello croato in caso di vittoria del sì. «Nel dicembre scorso – spiega – il governo croato ha imposto una moratoria alle attività di ricerca di gas e petrolio, e l’impegno delle associazioni ha consentito di bloccare 19 piattaforme per l’estrazione di gas nel mare croato».

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