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Austria, vola l’ultradestra Hofer in testa con il 35% Le Pen: grande risultato

Primo turno delle presidenziali, anti-immigrati avanti Crollo storico di popolari e socialdemocratici

TONIA MASTROBUONI, la Repubblica • 25/4/2016 • Copertina, Europa, Internazionale • 1056 Viste

Un trionfo che spazza via i pronostici più spericolati e potrebbe far tremare il governo Faymann. Al primo turno delle elezioni presidenziali austriache il candidato della destra populista Norbert Hofer (Fpö) ha incassato oltre il 35% dei voti. Negli ultimi sondaggi era stimato undici, dodici punti sotto. Il suo rivale al ballottaggio, il 22 maggio prossimo, potrebbe essere il Verde Alexander Van der Bellen, che ha preso il 21%, ma ieri sera era ancora insidiato da vicino dall’indipendente Irmgard Griss. Dopo una campagna elettorale dominata dal tema dei profughi, il partito dei “nipotini di Haider” è a un passo da un risultato incredibile. Tra un mese, Hofer ha ottime possibilità di diventare l’ottavo presidente della Repubblica austriaco. E la partecipazione al voto sembra aver premiato i “freiheitlichen” come vengono chiamati in patria: rispetto alle presidenziali del 2010 è aumentata dal 53,6 a quasi il 60%.

I dati definitivi saranno resi noti oggi, ma per la destra populista austriaca si profila non solo il miglior risultato della storia a un elezione nazionale. È una vittoria che rende la conquista del Paese alle prossime politiche non impossibile. E potrebbe intanto provocare serie conseguenze sull’esecutivo attuale, retto dal socialdemocratico Werner Faymann. Circa 1,6 milioni di austriaci su una popolazione di 6,4 milioni hanno votato per i “freiheitlichen” guidati da Heinz-Christian Strache, che negli ultimi anni ha imposto una sterzata più centrista al partito, su modello di quanto fatto da Marine Le Pen in Francia. E Madame non ha mancato di far sentire su twitter il suo entusiasmo: «Auguri sinceri ai miei amici del Fpö per questo straordinario risultato. Bravo!».
Strache ha aspettato l’ora di cena per la sua dichiarazione: «Oggi stiamo scrivendo la Storia», ha scandito davanti ai sostenitori in estasi. Il leader della destra è convinto che «è cominciata una nuova era politica. E Hofer non solo ha vinto nel primo tempo, vincerà anche nella finale». Strache lo ha definito «Un uomo incredibilmente di cuore». Quando il suo trionfo di ieri ha fatto il giro dell’Europa, anche il capo della destra populista olandese Geert Wilders ha twittato un “fantastico” e Matteo Salvini, che forse non ha capito che l’avanzata dei “freiheitlichen” potrebbe significare un’altra Idomeni al Brennero, ha comunicato di essere colmo di ”immensa gioia” per il risultato austriaco.
La seconda, clamorosa notizia è che a nulla è valsa la faccia feroce, la svolta anti-profughi del governo Faymann, il blocco delle frontiere e le minacce al Brennero e i paroloni destrorsi della ministra dimissionaria dell’Interno, Mikl-Leitner. A nulla, insomma, è servito scimmiottare la destra populista. Gli austriaci hanno preferito l’originale alle goffe imitazioni.
Alla sfida per la presidenza non parteciperà nessuno dei candidati della Grande coalizione. Per la prima volta dal 1945 i due partiti che hanno dominato la politica austriaca del dopoguerra, popolari e socialdemocratici, restano fuori dalla contesa per la Hofburg. Rudolf Hundstorfer (Spö) e Andreas Khol (Övp) hanno preso insieme appena un quarto dei voti, circa il 12% dei consensi ciascuno. Sono arrivati quarti e quinti. Una svolta drammatica, anch’essa storica. Se fosse confermata alle politiche, significherebbe la fine della Prima Repubblica austriaca.

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