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Bagnoli, un’Expo da 270 milioni

Napoli. Il premier in elicottero viene contestato: «Mi sto affezionando alle proteste, tornerò». Lanciata la gestione commissariale. Polemiche per due assessori ai cortei

Adriana Pollice, il manifesto • 7/4/2016 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina, Politica & Istituzioni • 745 Viste

NAPOLI Matteo Renzi è arrivato a Napoli ieri pomeriggio, la città blindata fin dalla mattina: la polizia in assetto antisommossa ha completamente chiuso l’area intorno alla prefettura fino alla sede della redazione del Mattino, dove il premier era atteso per un forum, prima di partecipare alla cabina di regia su Bagnoli. I manifestanti, oltre duemila, si sono radunati alle 11 a piazza Dante, tra loro anche gli assessori comunali Sandro Fucito e Carmine Piscopo. In testa al corteo un enorme pinocchio con il volto del premier, la manifestazione ha sfidato i divieti per arrivare fin quasi al portone del quotidiano del gruppo Caltagirone, tra le cui proprietà c’è anche la Cementir cioè un pezzo di Bagnoli mai bonificato. Ed è lì che la polizia ha azionato idranti e lacrimogeni disperdendo il corteo con i manganelli. Un ragazzo è stato ferito alla testa, dieci poliziotti si sono fatti refertare.

Quali sono gli interessi in gioco lo spiega l’Assise di Bagnoli: «Fintecna pronta a costruire sul mare. Caltagirone autorizzato a fare della ex Cementir residence di lusso. I costruttori napoletani, che puntano su Nisida». Ed è proprio a Nisida che il premier è sbarcato in elicottero per incontrare i ragazzi del carcere minorile. L’associazione dei costruttori da tempo spinge per spostare il penitenziario altrove in modo da mettere le mani sul bellissimo isolotto, facendone anche la sede del porto turistico di lusso.
I manifestanti, riuniti nella sigla «Bagnoli libera», nel pomeriggio si spostano in galleria Umberto: «Il problema di ordine pubblico lo ha creato il ministero dell’Interno. L’unica cosa che il governo doveva fare è la bonifica e non l’ha fatta, mentre la gente muore di tumore». Da lì il corteo è avanzato verso la prefettura ma la polizia l’ha bloccato all’altezza del San Carlo, schierando ancora gli idranti. Alle 18 Renzi avrebbe dovuto presiedere in prefettura la cabina di regia, ma alle 17.50 si è accomodato nella redazione del Mattino per il suo show personale: «Il Sud ha straordinarie opportunità ma deve essere messo in grado di correre» ha spiegato. Ma all’ad di Apple, Tim Cook, Renzi aveva consigliato di investire a nord di Roma. «Qualcuno racconta che facciamo operazioni di cementificazione – prosegue -, ma il piano regolatore per Bagnoli non lo fa il commissario, è quello di Vezio De Lucia. Eliminando le ecoballe e pulendo Bagnoli (272 milioni previsti) bonifichiamo la Campania». Le norme dello Sblocca Italia affidavano alla cabina di regia il potere di derogare al piano regolatore e anche superare i vincoli delle soprintendenze, ma i ricorsi dell’amministrazione hanno evidentemente spinto l’esecutivo su posizioni più prudenti.
Duro con Luigi de Magistris: «Siamo qui perché altri non hanno fatto. La seggiola del sindaco in cabina di regia sta lì. Poi ci sarà la conferenza dei servizi, anche lì c’è la sua sedia. Tutte le volte che vengo a Napoli ho contestazioni veementi, ormai ci sono affezionato, verrò più spesso». Un’ora di storytelling senza freni: l’emendamento per Tempa Rossa è un’operazione legittima; la magistratura lavorasse se è capace. E ancora: «Le elezioni che mi riguardano sono le politiche nel 2018. Per le comunali, la candidata del Pd a Napoli si chiama Valeria Valente, vincitrice dalle primarie. Dopo le polemiche, faccio il mio appello a partire da Antonio Bassolino, il Pd ha le carte in regole per provarci».

Con un’ora e mezza di ritardo il premier arriva alla famosa cabina di regia, dando la dimostrazione di come tutto sia stato deciso in altri luoghi. Al premier restano le telecamere per la presentazione del piano di bonifica, da ultimare entro il 2019, e del progetto di sviluppo: funivia Posillipo-Nisida, dove ci sarà il porto turistico da 700 posti e lo stadio della vela; il parco urbano; terrazze attrezzate e piscine; moduli commerciali; siti di archeologia industriale accanto a incubatori di impresa, start up e centri di ricerca. Insomma un affare per i costruttori con un occhio al turismo e un altro al mondo digitale. Il sindaco in prefettura non è andato ma ha commentato: «La cabina di regia è un luogo pericoloso, in cui si crea una torbida saldatura tra presunto interesse pubblico e ben individuato interesse privato. Il comune ha smascherato un’operazione illecita. Non ci faranno mai diventare complici di qualcosa di indecente a livello politico e istituzionale».

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