Italia dei Valori

La nuova legittima difesa “Più facile sparare se i ladri entrano in casa”

Svolta nel Pd. Il governo accelera sul provvedimento alla Camera. Ma è scontro con Ncd: troppo blando

LIANA MILELLA, la Repubblica • 21/4/2016 • Copertina, Criminalità, controllo & sicurezza, Politica & Istituzioni • 1284 Viste

La legittima difesa divide la maggioranza di governo. Il diritto a proteggersi dal rapinatore che con violenza entra in casa pronto a sparare è chiesto fortemente dalle vittime, ma spacca la politica. Per 48 ore litigano Pd e Ncd. Alla fine il risultato è un nuovo rinvio della norma che potrebbe dare più tutela agli aggrediti. Accadrà oggi, alle 10, nell’aula di Montecitorio. All’ordine del giorno c’è la nuova norma, firmata dal Pd David Ermini, su un diritto di autodifesa «rafforzato». Ma non abbastanza «rispetto alla violenza su uomini, donne e bambini vittime di ladri e rapinatori violenti». Il ministro della Famiglia Enrico Costa chiede al suo capogruppo Maurizio Lupi un rinvio il ritorno in commissione Giustizia. Lupi si alzerà per ottenere formalmente un rinvio che già ieri, nei contatti tra Pd e Ncd – partner nel governo – è stato annunciato e non respinto, come dimostrano le parole del Pd Walter Verini. Pochi minuti dunque, e la legittima difesa tornerà in alto mare, tra le proteste della Lega, che già ieri sera minacciava una dura protesta in aula.
Sicuramente c’entrano anche le elezioni amministrative nel dibattito sulla legittima difesa. Questo racconta “radio Montecitorio” quando dice che non si può dare alla Lega la soddisfazione di intestarsi la battaglia. Un fatto è certo. Il più arrabbiato di tutti è Nicola Molteni, il deputato leghista che un anno fa ha firmato il testo del nuovo articolo 52 del codice penale in cui è espressamente scritto che deve prevalere sempre «la presunzione assoluta della legittima difesa ». Se il ladro entra in casa, l’inquilino- vittima ha pieno diritto di difendersi anche sparando e uccidendo. Alle prime voci del richiesta di rinvio di Ncd Molteni s’inviperisce, parla di «imbrogli inutili e dannosi per la sicurezza dei cittadini», contesta il Pd che nel frattempo «ha votato 5 svuota carceri, indulti mascherati, depenalizzazioni, ha difeso i criminali abbandonando le persone oneste». Oggi la Lega, col capogruppo Massimiliano Fedriga , chiederà di andare avanti e votare. Lo stesso farà M5S con Vittorio Ferraresi perché «non si può negare all’opposizione, in questo caso la Lega, di discutere una sua proposta».
Il tema è quanto mai popolare, come dimostra il fatto che 200mila persone hanno già sottoscritto la legge proposta dall’Idv di Ignazio Messina, ieri in piazza davanti Montecitorio, presente pure il ministro Costa per un’adesione anche fisica. Ma da un anno i partiti non si mettono d’accordo. Come dimostrano i testi della Lega e l’ultima versione del Pd contestata da Ncd.
Bisogna partire dall’attuale articolo 52, modificato nel 2006 dall’allora Guardasigilli leghista Roberto Castelli, per capire le divisioni di oggi. Dice il testo oggi in vigore che «non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa». Alla magistratura, sulla base di questo testo che il Pd tuttora sostiene, è toccato decidere se chi sparava contro il ladro aveva ragione o era andato oltre. La Lega propone la soluzione estrema, legittima difesa sempre.
Il Pd non tocca l’articolo 52, ma il 59 che riguarda le «circostanze erroneamente supposte ». Scrive che «la colpa dell’agente è sempre esclusa se l’errore è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dalla persona cui è diretto il fatto», cioè il ladro. Costa insorge. Dice che non basta perché riguarda solo l’errore. Chiede che ci sia legittima difesa se di mezzo ci sono dei bambini. Il Pd è diviso e teme di sbilanciarsi troppo verso le pulsioni di strada. Ci sarà tempo per riparlarne.

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