Le tende rosse della Flai per chi cerca più diritti

Le tende rosse della Flai per chi cerca più diritti

Una tenda rossa segnalerà che lì c’è il sindacato. Si potrà trovare vicino ai campi di raccolta, nelle piazze, nei luoghi di ritrovo, nei porti, perfino nei pressi delle industrie agroalimentari. La nuova sfida lanciata ieri dalla Flai si chiama Tende rosse: è una evoluzione dei furgoncini itineranti che il «sindacato di strada» per eccellenza, quello dei braccianti Cgil, già sperimenta da diversi anni.

Come ha spiegato la segretaria generale della Flai, Stefania Crogi, l’unico modo per raggiungere e intercettare i lavoratori – spesso immigrati semi-schiavizzati nei campi – è quello di andarli a cercare, di farsi vedere: e il rosso salta subito all’occhio. Per il momento si parte con dieci tende: la prima è stata allestita ieri nella centralissima Piazza Repubblica, a Roma, ospitando anche la raccolta firme per la Carta dei diritti universali del lavoro e i tre referendum Cgil su licenziamenti, voucher e appalti.

Lanciando l’hashtag #cimettiamoletende, Crogi ha spiegato l’obiettivo della campagna: «Vogliamo “occupare” e presidiare il territorio per far conoscere l’attività del sindacato e dare supporto ai lavoratori e lavoratrici, ma soprattutto per sottolineare che la Flai Cgil in determinate realtà “ci mette le tende” finché non saranno risolti problemi e criticità presenti. Così le nostre tende rimarranno aperte finché non riusciremo a ottenere una legge giusta ed efficace contro il caporalato, il lavoro nero, lo sfruttamento. Ci mettiamo le tende per affrontare la questione delle pensioni, del rispetto dei contratti. Anche con la tenda affronteremo le grandi vertenze della categoria, dei territori e della Cgil tutta».

Ma per l’alta presenza di immigrati tra i suoi iscritti (e più in generale nel settore dell’agroalimentare), la Flai è anche il sindacato dei migranti. Ecco che la nuova iniziativa viene associata al termine «accoglienza»: «La tenda rossa sarà la tenda dei diritti e dell’accoglienza – ha spiegato la segretaria della Flai – Sarà la casa di tutti i lavoratori e le lavoratrici, dei giovani e dei meno giovani e di tutti coloro che vogliono vivere il proprio territorio confrontandosi su temi ed emergenze locali ma anche affrontando questioni più generali, dalle pensioni al dissesto idrogeologico, dagli appalti alla tutela del lavoro, alla forestazione, dal caporalato ai temi della legalità e del lavoro migrante. Nelle nuove postazioni del sindacato ci sarà anche la Carta dei diritti universali del lavoro e si svolgerà la raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare e dei quesiti referendari proposti dalla Cgil».

Una presenza più capillare nel territorio, spiegano alla Flai, ribadisce la volontà «del nostro sindacato di uscire dagli uffici e sedi, come già facciamo con il “sindacato di strada”, per andare a incontrare lavoratrici e lavoratori ed essere a disposizione per chiunque ha bisogno di tutele e chiede rispetto dei diritti». «La tenda significa casa, una casa comune: le tende rosse saranno una nuova casa del popolo per chi sente la voglia e il bisogno di confrontarsi, di far uscire dall’invisibilità i problemi, di chi vuole stare con la Cgil e trovare sostegno e risposte. La Flai metterà le tende là dove ci sono problemi che riguardano il lavoro, il territorio, la tutela della salute e dell’ambiente.

La segretaria confederale Serena Sorrentino ha sottolineato il valore della tenda «come presidio di legalità per i diritti dei lavoratori, luogo reale e fisico di incontro e di accoglienza». Alla presentazione della campagna hanno preso la parola tre lavoratori del comparto carni, forestazione e agricoltura che hanno sottolineato le criticità dei propri settori: non solo per i fenomeni di sfruttamento ma anche per problemi legati alla sicurezza, al rispetto dei contratti e degli orari di lavoro, quasi mai rispettati.

Disponibili le prime date del calendario delle Tende rosse: il 18 aprile la struttura verrà montata a Latina, zona di lavoro nei campi; la prima settimana di maggio a Catania; la seconda a Ragusa; il 16 maggio a Modena; il 25 e 26 maggio a Messina; IL 31 maggio a Torino.



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