Tra svincoli e container fino al parcheggio che si trasformerà in “Kontrollpunkt”

Tra svincoli e container fino al parcheggio che si trasformerà in “Kontrollpunkt”

BRENNERO Il telo che ricopre i piloni di sostegno giace sotto un sottile strato di neve che la temperatura del Brennero mantiene intatto in un angolo a est del cantiere. Pochi metri più avanti una teoria di Tir riposa in quello che ha ancora le fattezze di un parcheggio di un autogrill: l’area di servizio Rosenberger. Ma con il nuovo piano no- refugees quest’area prenderà il nome di Kontrollpunkt 2. Il secondo di tre. Kontrollpunkt 1, Kontrollpunkt 2, Kontrollpunkt 3. L’effetto della pronuncia è un suono militarmente onomatopeico.

Sono i check point di controllo e di identificazione: le aree dove le auto e gli autoarticolati sospetti in arrivo dall’Italia, dopo un primo filtro “a vista”, verranno deviati dai gendarmi della

Polizei e dai soldati austriaci («questi ultimi saranno impiegati in seconda linea», sfuma il capo della polizia tirolese Helmut Tomac). Per capire di cosa parliamo: sull’asfalto dove i camionisti dal 1995 si sgranchiscono i muscoli dopo ore di guida e un pasto ristoratore, sorgeranno dei container per l’adempimento delle procedure di identificazione e respingimento dei migranti che provano a bucare il confine austriaco.

«Né muri nè filo spinato», si affrettano a dire i vertici della Polizei. La tattica è lasciare galleggiare i timori. Ma c’è un nodo da sciogliere. Fonti più alte garantiscono che questo benedetto o maledetto «management di confine» altro non sara’ che «uno svincolo dove incanalare il traffico e dove effettuare i controlli». Però quando i poliziotti ti spiegano che la barriera — un «reticolato in metallo» , composto di tre pezzi, tre linee, due a forma di “i” e una a forma di elle, poste in corrispondenza del confine che taglia la conca del passo Brennero — sarà alta 4 metri nella parte centrale e 2,5 sui lati; quando sottolineano che i piloni di sostegno saranno posizionati a stretto giro, a quel punto il pensiero va un po’ oltre lo “svincolo”. «Vedremo» . «Potremmo» . È piena di verbi al futuro e al condizionale la narrazione che le autorità austriache danno in pasto ai media itaiani ed europei. E anche di tanti «se» . «Se l’Italia collaborerà, allora non ci sarà bisogno» di tirare su la barriera. «Altrimenti siamo in grado di farlo in pochissimo tempo» . Gli altri “se” sono questi. «Se l’Italia creerà delle zone cuscinetto per accogliere i migranti a Brennero e anche a Bolzano…» . «Se l’Italia ci consentira’ di fare controlli anche a Fortezza (val Pusteria)… per evitare che i migranti si ammassino al confine» . Condizioni, aut aut. Ma quanti immigrati sono entrati in Austria provenienti dall’Italia passando dal Brennero? Qui inizia il balletto dei numeri. Secondo la Polizei 5mila in soli 3 mesi e mezzo (dal 1 gennaio al 19 aprile). Secondo il Viminale «dal primo gennaio a oggi non è passato nessuno» . Uno dice nero, l’altro dice bianco. Chissà quale intesa potranno trovare oggi i ministri degli Interni, Alfano e Sobotka. Le premesse ascoltate ieri all’area di servizio Rosenberger non sono proprio bene auguranti: «L’esito dell’incontro tra le tre polizie — italiana, austriaca e tedesca — è tale che non possiamo rinunciare al nostro nuovo piano di controlli» , ha dichiarato senza giri di parole il superpoliziotto tirolese Helmut Tomac. «Per questo chiediamo di poter salire anche noi sui treni qui a Brennero — cosa che finora non ci è concessa — per controllare se ci sono persone che vanno rimandate in Italia. Ecco: queste persone troveranno assistenza umanitaria in Italia». Che impressione vedere i disegni delle carte geografiche elaborate con Google Earth: sui pannelli montati dalla Polizei si può apprezzare il progetto di Vienna. Sarà anche uno “svincolo”, ma da quel che si vede, il Brennero — autostrada, strada statale, ferrovia — verrà radicalmente trasformato. In un avamposto di frontiera. Da Stato di polizia. Duecentocinquanta agenti a turno per smistare il traffico lungo le quattro corsie che si snoderanno subito dopo il tunnel che copre gli ultimi tratti di strada italiana. E sulla strada statale. «Il limite di velocità verrà ridotto dai 60 km attuali a 30 km» , spiegano i gendarmi. «Già a 30 all’ora riusciamo a fare un primo screening a vista. Poi i veicoli sospetti li incanaliamo e li controlliamo» .

Ci saranno intoppi per il traffico? Ricadute? Secondo un calcolo della Cgia di Mestre il ripristino dei controlli di frontiera può avere anche pesanti ripercussioni sull’economia italiana: danni tra i 5 e i 10 miliardi. Colpito soprattutto il settore dell’autotrasporto che ogni anno sposta 29 milioni di tonnellate di prodotti in entrata e in uscita. Ci sono merci che viaggiano ancora sulla vecchia statale. Qui, 250 metri a ovest rispetto all’autostrada, tireranno su un centro di identificazione. La base sarà un container a due piani. Chiosa il comandante Tomac: «Controlleremo i documenti, prenderemo le impronte digitali, ascolteremo le dichiarazioni dei migranti. Chi non puo’ passare, sarà subito allontanato dal Brennero» .



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